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Comitato genitori e insegnanti x la scuola pubblica – Padova e Provincia

Posts Tagged ‘Scuola pubblica’

Banchetti raccolta firme per i referendum sociali (Scuola Trivelle Inceneritori Acqua Pubblica) a PADOVA dal 19 al 22 maggio 2016

Posted by comitatonogelmini su 18 maggio 2016

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Banchetti raccolta firme per i referendum sociali (Scuola Trivelle Inceneritori Acqua Pubblica) a PADOVA dal 19 al 22 maggio 2016
Giovedì 19: Canton del Gallo e Piazza delle Erbe dalle ore 10.00 alle ore 19.00
Venerdì 20: spettacolo di Dario Fo presso il Palageox dalle ore 19.00 alle ore 23.00
Sabato 21: Canton del Gallo, Piazza delle Erbe e Prato della Valle dalle ore 10.00 alle ore 19.00Piazza dei Signori dalle ore 10.00 alle ore 13.00Piazza Gasparotto (presentazione nuovo libro di ZeroCalcare) dalle ore 19.00 alle ore 23.00
Domenica 22: Piazza delle Erbe dalle ore 16.00 alle ore 19.00Parco Milchovich per il festival della polisportiva Sanprecario dalle ore 15.00 alle ore 19.00.

Se volete darci una mano comunicate la vostra disponibilità! (mandate una mail a gioca.salmaso@tin.it)

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Martedì 17 maggio al Cinema Esperia serata teatrale di sostegno alla scuola pubblica

Posted by comitatonogelmini su 16 maggio 2016

di CESP – Centro Studi per la Scuola Pubblica di Padova
16 maggio 2016

Ricordiamo a tutti l’appuntamento di domani sera, 17 maggio, alle 21.00 al Cinema Esperia di Chiesanuova

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Durante la serata saranno raccolte le firme per i referendum sociali (Scuola – trivelle – inceneritori)

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Costruiamo anche a PADOVA il Comitato cittadino promotore della campagna referendaria sociale GIOVEDI 10 Marzo alle ore 21.00

Posted by comitatonogelmini su 2 marzo 2016

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3 marzo 2016

ARRIVA LA PRIMAVERA

COSTRUIAMO QUELLA DEI DIRITTI

Campagna referendaria per il diritto all’istruzione pubblica, per il rispetto della democrazia e della tutela dell’ambiente

Si parte, finalmente.

Raccolta delle firme dal mese di aprile; 4 quesiti definitivamente concordati, che nei prossimi giorni verranno depositati in Cassazione; una compagine composita ma coesa, costituita da Comitato nazionale di sostegno alla LIP per una buona scuola per la Repubblica, Flc-CGIL, Cobas, Gilda, Unicobas, USB, SGB, CUB, Il sindacato è un’altra cosa (area congressuale Flc-CGIL), UdS, Link, Coordinamento nazionale Scuola della Costituzione, Associazione nazionale per la Scuola della Repubblica, Adam, Adida, AND, Mida, Retescuole, Cesp, Illumin’Italia.

IL REFERENDUM SULLA SCUOLA È DEFINITIVAMENTE COSA CERTA

Ecco sinteticamente cosa proporranno i quattro quesiti abrogativi.

 SCHOOL BONUS: si chiederà di cancellare un beneficio di fatto riservato alle scuole private: le erogazioni liberali non dovranno più essere riservate alle singole scuole, ma all’intero sistema scolastico, scongiurando così anche la possibilità che le scuole private sfruttino tali meccanismi per eludere le tasse su una parte delle rette;

 POTERI DEL DIRIGENTE SCOLASTICO: formulazione che abroghi la chiamata diretta degli insegnanti da parte del dirigente scolastico sugli ambiti territoriali per incarichi solo triennali;

– ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO: abrogazione dell’obbligo di 200 ore nei licei e 400 ore nei tecnico-professionale, lasciando le scuole libere di organizzare tali attività come hanno sempre fatto;

 VALUTAZIONE DEL MERITO DA PARTE DEL DIRIGENTE SCOLASTICO: abrogazione parziale dei relativi commi, allo scopo di ripristinare le funzioni precedenti del comitato di valutazione secondo il T.U. (Dl 297/94) e attribuzione del fondo per la valorizzazione dei docenti alla contrattazione.

Si tratta soprattutto di rilanciare un nuovo modello sociale per contrastare quello che il Governo Renzi ha affermato a colpi di voto di fiducia nelle principali zone di espressione dell’interesse generale: ambiente, diritti, scuola, democrazia.

Affinché la parola ritorni ai cittadini, il referendum contro la 107 si collocherà perciò in una campagna allargata e plurale, che verrà lanciata da un’assemblea nazionale il 13 marzo, a Roma: oltre ai quesiti sulla scuola, uno per fermare gli incentivi alla privatizzazione dell’acqua e dei servizi pubblici locali; uno per cambiare le politiche ambientali, a partire dallo stop definitivo alle trivellazioni petrolifere in terra e in mare, opzione “trivelle zero”.

Referendum comuni capaci di rafforzare la mobilitazione sociale che in questi anni ciascun movimento e soggetto sociale, con la propria autonomia e i propri percorsi, ha portato avanti.

Referendum comuni capaci di estendere la sensibilizzazione e il coinvolgimento diretto delle persone, e di disegnare un altro modello sociale, riaprendo la strada alla speranza di un futuro diverso per tutte e per tutti.

La cornice è quella del contrasto all’attacco frontale alla democrazia, che vede – dal referendum confermativo ai due quesiti sull’Italicum – la necessità di dire no al disegno autoritario del governo, che rafforza il potere esecutivo in palese violazione dei principi fondamentali della Carta Costituzionale e della Repubblica.

 Costruiamo anche a PADOVA

il Comitato cittadino promotore della campagna referendaria sociale

GIOVEDI 10 Marzo alle ore 21.00

c/o Sala Caduti di Nassiriya – Piazza Capitaniato

Scarica qui il volantino ed aiutaci a diffondere l’iniziativa

Comitato padovano di sostegno alla LIP Scuola – Cobas Scuola Padova – FLC CGIL Padova
Gilda degli insegnanti Padova – Comitato provinciale 2 Si Acqua Bene Comune Padova
CESP Centro Studi per la Scuola Pubblica Padova
Autoconvocati Scuola Padova/Coordinamento Scuole in mobilitazione

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Comunicato Stampa: comincia la campagna referendaria

Posted by comitatonogelmini su 28 febbraio 2016

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di Comitato a Sostegno della Legge di Iniziativa Popolare

per una Buona Scuola per la Repubblica

28 febbraio 2016

Si parte, finalmente. Raccolta delle firme dal mese di aprile; 4 quesiti definitivamente concordati, che nei prossimi giorni verranno depositati in Cassazione; una compagine composita ma coesa, costituita da Comitato nazionale di sostegno alla LIP per una buona scuola per la Repubblica, Flc-Cgil, Cobas, Gilda, Unicobas, USB, SGB, CUB, Il sindacato è un’altra cosa (area congressuale Flc-CGIL), UdS, Link, Coordinamento nazionale scuola della Costituzione, Associazione nazionale per la Scuola della Repubblica, Adam, Adida, AND, Mida, Retescuole, CespIllumin’Italia: il referendum sulla scuola è definitivamente cosa certa.

Sabato 27 febbraio 2016 la riunione di insediamento del Comitato Promotore costituito a Napoli nell’assemblea del 7 febbraio ha sciolto definitivamente le riserve residue su due dei quesiti – a proposto del comitato di Valutazione e dell’Alternanza Scuola Lavoro – e ha dato il via – dal punto di vista dell’organizzazione – al percorso che si propone di abolire alcune delle parti più pericolose della legge 107 e, al contempo, di concentrare nuovamente l’attenzione del Paese sulla cosiddetta Buona Scuola, che tanti problemi sta creando al sistema scolastico, ribadendo il proprio fiero contrasto alla visione aziendalista che la nuova legge accoglie.

In attesa che i costituzionalisti che hanno lavorato al comitato tecnico scientifico formulino definitivamente i quesiti che verranno depositati e stampati sui moduli per la raccolta delle firme, ne segnaliamo i contenuti:

School bonus: si chiederà di cancellare un beneficio di fatto riservato alle scuole private: le erogazioni liberali non dovranno più essere riservate alle singole scuole, ma all’intero sistema scolastico, scongiurando così anche la possibilità che le scuole private sfruttino tali meccanismi per eludere le tasse su una parte delle rette.

Poteri del dirigente scolastico: formulazione che abroghi la chiamata diretta degli insegnanti da parte del dirigente scolastico sugli ambiti territoriali per incarichi solo triennali.

Alternanza scuola-lavoro: abrogazione dell’obbligo di 200 ore nei licei e 400 ore nei tecnico-professionali, lasciando le scuole libere di organizzare tali attività come hanno sempre fatto;

Valutazione del merito da parte del dirigente scolastico: abrogazione parziale dei relativi commi, allo scopo di ripristinare le funzioni precedenti del comitato di valutazione secondo il T.U. (Dl 297/94) e attribuzione del fondo per la valorizzazione dei docenti alla contrattazione.

Si tratta soprattutto di rilanciare un nuovo modello sociale per contrastare quello che il Governo Renzi ha affermato a colpi di voto di fiducia nelle principali zone di espressione dell’interesse generale: ambiente, diritti, scuola, democrazia.

Affinché la parola ritorni ai cittadini, il referendum contro la 107 si collocherà perciò in una campagna allargata e plurale, che verrà lanciata da un’assemblea nazionale il 13 marzo, a Roma: oltre ai quesiti sulla scuola, uno per fermare gli incentivi alla privatizzazione dell’acqua e dei servizi pubblici locali; uno per cambiare le politiche ambientali, a partire dallo stop definitivo alle trivellazioni petrolifere in terra e in mare, opzione “trivelle zero”.

Referendum comuni capaci di rafforzare la mobilitazione sociale che in questi anni ciascun movimento e soggetto sociale, con la propria autonomia e i propri percorsi, ha portato avanti.

Referendum comuni capaci di estendere la sensibilizzazione e il coinvolgimento diretto delle persone, e di disegnare un altro modello sociale, riaprendo la strada alla speranza di un futuro diverso per tutte e per tutti.
La cornice è quella del contrasto all’attacco frontale alla democrazia, che vededal referendum confermativo ai due quesiti sull’Italicumla necessità di dire no al disegno autoritario del governo, che rafforza il potere esecutivo in palese violazione dei principi fondamentali della Carta Costituzionale e della Repubblica.

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ANCHE A PADOVA AGGIORNIAMO LA LIP PER VINCERE IL REFERENDUM: all’abrogazione della 107 affianchiamo la nostra idea di una scuola davvero buona

Posted by comitatonogelmini su 19 febbraio 2016

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di Comitato padovano a sostegno della LIP Scuola

19 febbraio 2016

Nei lunghi mesi passati siamo stati impegnati nella lunga campagna contro la Pessima scuola.

Per fortuna come bagaglio di viaggio indispensabile per contrastarla – sia nelle scuole che nelle piazze che in Parlamento – avevamo il faro della Lip.

Ora che la Pessima scuola è legge raccoglieremo le firme per abrogarla tramite un referendum.

In questa fase avremo bisogno, ancora e di più, di una nuova Lip che affianchi la nostra lotta “contro” dandole spessore e prospettiva “per”. Solo affiancando la richiesta di cancellazione della “loro” scuola incostituzionale con una diversa idea di scuola di e per tutte e tutti potremo convincere e vincere.

Abbiamo un compito di grande responsabilità, impegno e difficoltà che dobbiamo essere in grado di svolgere e assolvere in tempi rapidi: l’aggiornamento/riscrittura di parti significative della legge “per una Buona scuola della repubblica” e fare in modo che possa tornare ad essere una nuova “legge di iniziativa popolare”.

I 9 nuclei tematici su cui lavorare ed i referenti (a cui indirizzare una mail per essere inseriti nel/nei gruppi di discussione), sono i seguenti:

1) Formazione e Valutazione: Eliseo Tambone (Corato) eliseotambone@alice.it , Giorgio Tassinari (Bologna) giorgio.tassinari2@gmail.com, Anna Carminetti  annacarminetti@libero.it

2) Obbligo: Carlo Salmaso (Padova) gioca.salmaso@tin.it

3) Diritto allo studio, gratuità: Danilo Lampis (Uds) danilolampis93@gmail.com

4) Biennio unitario: Maria Guagliardito (Palermo) maria.guagliardito.mg@gmail.com

5) Nidi e infanzia: Luisa Giovagnini (Città di Castelllo): diecincondotta@gmail.com

6) Autonomia e organi collegiali: Alvaro Belardinelli (Roma): alvaro.belardinelli@alice.it

7) Sostegno: Cinzia Valentini (Pesaro) cinval7@gmail.com, Daniela Costabile (Lamezia) danielacostabile@gmail.com

8) Ata: Stefano Stronati (Bracciano) s.stronati@tiscali.it

9) Laicità: Antonia Sani (Roma)  antonia.sani@alice.it, Daniele Angelini (Gorizia)  pictorprimero@gmail.com

Ai referenti spetterà il compito di organizzare, gestire e moderare la mailing list del loro gruppo tematico e rendere conto dello stato della discussione con l’ottica e l’obiettivo di pervenire infine a conclusioni sotto forma di articoli di legge semplici, chiari e comprensibili da proporre all’approvazione nell’incontro conclusivo “deliberante” a marzo a Roma.

GIOVEDI 25 febbraio alle ore 21.00

presso la sede dell’ADL Cobas in Viale Cavallotti 2

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Tre riflessioni, tre proposte

Posted by comitatonogelmini su 27 settembre 2015

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di Comitato Nazionale di Sostegno alla Legge di Iniziativa Popolare per una Buona Scuola per la Repubblica
27 settembre 2015

Abbiamo partecipato e contribuito al grande movimento di lotta e di opposizione alla “Pessima scuola” renziana.
Ora che la Legge 107 è approvata ed cominciano ad essere concreti i suoi primi effetti nefandi, sentiamo la necessità di esprimere alcune riflessioni che intendiamo mettere a disposizione di tutti perché possano essere considerate, rigettate o condivise, ma comunque dibattute.

A nostro modo di vedere ci sono in particolare tre cose urgenti da fare nelle scuole nei prossimi giorni per continuare a contrastare questa legge incostituzionale.

RAPPORTO COI GENITORI e più in generale con l’opinione pubblica.
Questa “riforma”, grazie all’aiuto dei mass media e delle semplificazioni propagandistiche, è stata ben “venduta”, a cominciare dall’appeal persuasivo del titolo dell’intera operazione – la Buona Scuola: investimenti, assunzioni, valorizzazione del merito, poteri e strumenti per una migliore “organizzazione”; l’opposizione degli insegnanti dipinta come conservazione dell’esistente, rinuncia a presunti privilegi, volontà di sottrarsi ad essere valutati, pretesa ad avere un posto di lavoro fisso vicino a casa…
Va autocriticamente riconosciuto che, se siamo riusciti a creare un pressoché totale fronte unitario dei docenti, non siamo riusciti ad avere l’appoggio convinto dei genitori, come invece successo per le riforme Moratti e Gelmini; nel migliore dei casi i genitori l’hanno vista da spettatori “neutrali”, come una battaglia che riguardasse solo i docenti.
Occorre recuperarli al nostro fianco, cercando di far capire loro che la scuola che ci viene oggi imposta (nonostante il dissenso argomentato e civile) non migliora l’esistente ma lo peggiora – sia nelle sue ricadute immediate che in prospettiva – e che va contro i loro stessi bisogni ed interessi.

Occorre coinvolgere i genitori informandoli, organizzando volantinaggi ed assemblee in tutte le scuole, incontri pubblici in tutte le città.
Partendo dalla denuncia – per nulla “ideologica”, da ciascuno immediatamente e concretamente riscontrabile – che nulla di quanto magicamente promesso è stato realizzato, nessuno dei veri problemi è stato affrontato: non è stata debellata “la supplentite”; sono aumentate le cattedre vacanti; è ulteriormente diminuita la “continuità didattica”; sono rimaste le classi pollaio ed insicure; ha continuato ad essere negato il tempo pieno alle tante famiglie che lo hanno chiesto; il contributo “volontario”, nella migliore delle ipotesi, non diminuirà…
Anzi, a questi si sono aggravati e aggiunti, “per legge”, problemi nuovi: la mancata sostituzione dei docenti il primo giorno e dei bidelli i primi sette giorni di assenza amplifica e legittima le trasmigrazioni in altre classi, nega la continuità didattica di ospitati ed ospitandi, pone gravi problemi di sicurezza e vigilanza.
Per arrivare anche e poi a denunciare come l’attacco alla libertà di insegnamento – tramite un possibile controllo “ideologico” di un Dirigente “manager” onnipotente – limiti il diritto e la libertà di apprendimento dei loro figli. Come l’accentramento del potere nelle mani di uno solo renda un orpello la partecipazione democratica dei genitori al governo della scuola. Come la mancanza di risorse renda le scuole dipendenti da “benefattori” difficilmente disinteressati. Come gli “school bonus” ad una scuola siano per il 65% a carico dell’intero corpo sociale. Come le private traggano enormi vantaggi e favori a spese delle scuole pubbliche che, per finanziarsi, dovranno sempre di più “mettersi sul mercato” e raccogliere bollini ovunque. Come il fine ultimo di questa “riorganizzazione” sia l’eliminazione dell’uguaglianza delle opportunità delle scuole e quindi dell’eguaglianza delle opportunità per i ragazzi sancita dalla Costituzione e la creazione di poche scuole privilegiate nei quartieri bene delle grandi città – destinate alla creazione di un’èlite dirigente – e di tante immiserite e senza speranza destinate alla rapida creazione di manodopera flessibile, precaria, con poca formazione e ricattabile.
Se non ci sforzeremo di far arrivare, tramite le evidenze già verificabili, questi messaggi ai genitori e più in generale a tutta l’opinione pubblica, la lotta di resistenza segnerà il passo e perfino l’eventuale ipotesi referendaria rischierà non solo di essere un insuccesso, ma di allontanare ancor di più la speranza di un riscatto e di un’inversione di tendenza.

I COMITATI DI VALUTAZIONE

Insieme al Ptof (Piano triennale dell’offerta formativa), i Comitati di valutazione sono i primi fondamentali tasselli della divisione e della competizione tra gli insegnanti, la fine dello spirito cooperativo che dovrebbe animare una comunità scolastica.
Allo stato attuale, ovviamente, la posizione più “conveniente” è quella di rimandarne il più possibile anche la sola discussione nei Collegi, forti del fatto che ancora non sono state emanate precise disposizioni applicative.
Ma questo tempo va utilizzato per ragionare e confrontarsi sulle possibili “strategie” di contrasto
Semplificando, le ipotesi in campo sono sostanzialmente due: non collaborazionismo; sporcarsi le mani entrando nella mischia per indirizzarne gli esiti.
La prima ipotesi, da un punto di vista ideale, parrebbe la migliore: se tutte le scuole, se tutti i Collegi docenti, se tutti i docenti rifiutassero di eleggere e far parte dei Comitati di valutazione il segnale sarebbe inequivocabile e di grande forza.
Se però abbiamo l’equilibrio e la concretezza di restare alla realtà e alla fattibilità all’interno delle scuole e non alle speranze e ai proclami fuori di esse, è del tutto intuibile che questa ipotesi potrà realizzarsi in un numero estremamente esiguo di scuole, Collegi docenti, Consigli d’Istituto. Nella ultragrande maggioranza dei casi i Comitati di valutazione saranno eletti e comunque “funzionanti” per la individuazione dei criteri per la valutazione anche senza i docenti
Non senza una dose di sofferenza, ma stando nella concretezza, la via che ci parrebbe più opportuna seguire è quella di non lasciare sdegnosamente in mano ai Dirigenti la composizione e gli indirizzi del Comitato di valutazione, ma di vincolarlo a non premiare un merito qualitativo inesistente ed arbitrario (prima possibilità prevista dalla legge) che sminuirebbe ulteriormente la libertà di insegnamento; a non premiare un merito non oggettivabile se non con la perversione delle performance invalsi (seconda possibilità).
Ma di vincolarlo solamente ed unicamente a “retribuire” il maggior numero di insegnanti sulla base di un loro maggiore impegno orario e di incarichi collegialmente definiti ed attribuiti (usando la terza possibilità della legge alla voce“di coordinamento”), oggi non retribuiti e basati spesso su un puro inaccettabile “volontariato”.
Questo permetterebbe di smontare il “merito” – arbitrario, divisivo, ricattatorio, individualistico e privatistico – a favore di incarichi quantificabili, riconosciuti ed al servizio dell’intera collettività scolastica.

IL PIANO TRIENNALE DELL’OFFERTA FORMATIVA
Quei pochi insegnanti in più che verranno dati agli Istituti (altra bugia/propaganda: agli Istituti e non “ad ogni scuola”) potranno essere richiesti ed utilizzati per “fare vetrina” in un’assurda competizione tra le scuole per accaparrarsi “l’utenza” o per tentare di alleviare problematiche e necessità vere.
Noi crediamo che nei Collegi docenti, chiamati a confrontarsi con gli “atti di indirizzo” del Dirigente scolastico, occorra agire con forte determinazione affinché gli insegnanti “in più” siano prioritariamente richiesti ed utilizzati per diminuire il numero degli alunni nelle classi più numerose, per ridare compresenze ai tempi pieni e ai moduli (oggi diventati puri tempi orari e non più modelli pedagogici), per garantire il sostegno necessario ai ragazzi disabili, per alfabetizzare degnamente i ragazzi migranti.
E forse anche in questo potremmo trovare l’appoggio dei genitori, indispensabile per vincere una battaglia che sarà lunga e maledettamente complicata.

Il Comitato nazionale a sostegno della legge popolare “per una Buona scuola per la Repubblica”

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Per una mobilitazione unitaria: INCONTRO NAZIONALE – Roma – 12 luglio 2015

Posted by comitatonogelmini su 5 luglio 2015

INCONTRO NAZIONALE

di Comitato nazionale di sostegno alla Legge di Iniziativa Popolare per una buona scuola per la Repubblica
5 luglio 2015

A tutti i gruppi, i comitati, le associazioni e i sindacati che nel paese si sono battuti in vario modo in questi mesi contro il DDL del governo sulla scuola

Per interrogarsi sul da farsi prima dell’inizio della sospensione estiva, sia pensando alla ripresa settembrina sia in riferimento all’annunciato lancio di un referendum abrogativo che giudichiamo intempestivo, velleitario e pericolosamente controproducente, proponiamo un

INCONTRO NAZIONALE
DOMENICA 12 LUGLIO
PER UNA MOBILITAZIONE UNITARIA
ore 10.30 – 16.30
Sala Bianca – Via Flaminia, 53 – ROMA

Metro linea A – fermata Piazzale Flaminio

Ordine del giorno:

possibili, auspicabili iniziative unitarie di lotta da proporre in vista dell’inizio del prossimo anno scolastico
prima valutazione di una proposta di referendum abrogativo, con contenuti da definire, che nascerebbe a partire dal mondo della scuola, ma con l’intenzione di allargarsi a tutta la società, nella presunzione/necessità di farne una battaglia generale, culturale e di civiltà in grado di parlare trasversalmente a tutte e tutti, genitori, insegnanti, studenti e studentesse, cittadine e cittadini. Un referendum da preparare nel migliore dei modi e con i tempi necessari, costruendo alleanze, cercando adesioni nel mondo della cultura, fra le forze sociali, politiche e sindacali, per far sì che massime siano le probabilità di riuscita
riflessioni sul percorso fino a qui unitariamente compiuto

Per adesioni mandare una mail a: gioca.salmaso@tin.it

Scarica qui il volantino ed aiutaci a veicolare l’iniziativa

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Padova 26 Giugno

Posted by comitatonogelmini su 24 giugno 2015

LE  STES SE  PAROLE

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Cambiare il DDL sulla scuola attraverso una battaglia sugli emendamenti

Posted by comitatonogelmini su 2 giugno 2015

intonema digisleeve_twodi Comitato per il Sostegno alla Legge di Iniziativa Popolare Per la Buona Scuola per la Repubblica
2 giugno 2015

Il Presidente del Consiglio ha dichiarato che il DDL sulla scuola si può migliorare, ma che non se ne può mettere in discussione l’impianto. Se accettato, questo modo di procedere vincolerebbe i Parlamentari – nonostante l’art. 67 della Costituzione – all’idea di scuola rappresentata dal testo approvato alla Camera.

Il Comitato nazionale di sostegno della legge di iniziativa popolare per una buona scuola per la Repubblica (LIP), insieme ai parlamentari che si oppongono alla proposta governativa, ritiene invece che ogni intervento legislativo sulla scuola debba essere anzitutto coerente con i principi affermati nella Costituzione.

Il Comitato stesso ha quindi formulato emendamenti indispensabili per salvaguardare i principi costituzionali, che vanno considerati non migliorativi del DDL, ma assolutamente alternativi alla sua logica, e che riguardano gli articoli: 1,2,3,4,6,8,9,10,11,13,17,18,22.
In prima istanza essi sono stati concordati con la senatrice Mussiniprima firmataria della proposta di legge conseguente alla LIP -, che, integrandoli con altri, li ha inviati ai suoi colleghi senatori nell’auspicio di una larga convergenza da parte loro sulla salvaguardia della scuola prevista dalla Carta Costituzionale.
Proponiamo pertanto un incontro nel pomeriggio di mercoledì 3 giugno con i Senatori interessati a una gestione unitaria degli emendamenti, che sono coerenti con i seguenti presupposti politicoculturali:

1) Nelle istituzioni scolastiche statali, in attuazione dell’art. 33 Costituzione, devono innanzitutto essere affermati e garantiti libertà di insegnamento, pluralismo culturale e laicità.

2) Va quindi rifiutata ogni concentrazione del potere decisionale sul Dirigente Scolastico, perché il governo delle istituzioni scolastiche deve spettare agli organi collegiali (Collegio dei docenti e Consiglio di Istituto), in un rapporto di collaborazione con il DS e con il coinvolgimento di comitati dei genitori, studenti e personale ATA.

3) Per poter pienamente attuare libertà di insegnamento e far funzionare la scuola secondo principi democratici, i docenti devono avere il diritto di partecipare alle decisioni del Collegio dei docenti e del Consiglio di istituto senza alcun condizionamento e quindi senza vincoli di subordinazione al DS.

4) Per garantire l’imparzialità e il buon andamento previsti dalla Costituzione per la Pubblica Amministrazione, la gestione del personale deve obbedire a regole predeterminate in modo oggettivo e vincolante. Non possono quindi essere previsti spazi discrezionali, che possono favorire interventi clientelari e indebite pressioni;

5) L’assegnazione dei docenti alle scuole deve essere a tempo indeterminato e non sottoposta al ricatto del contratto triennale; assegnazioni, trasferimenti, utilizzazioni in compiti particolari devono inoltre continuare a essere disposti sulla base di quelle pubbliche graduatorie di merito che hanno finora consentito alla scuola di rimanere indenne dai fenomeni corruttivi diffusi nel nostro Paese;

6) Al fine di evitare strutture sovrapposte agli organi collegiali e di realizzare forme di cooperazione tra le diverse istituzioni scolastiche di uno stesso ambito territoriale con i consigli scolastici locali previsti dall’art. 5 DPR n. 233/99 si possono attivare organi collegiali territoriali, rappresentativi delle istituzioni scolastiche.

7) Va salvaguardato il principio costituzionale secondo cui le scuole private, anche se paritarie, non possono comportare nessun onere per lo Stato, anche sotto forma di detrazione fiscale.
Nello stesso tempo lo Stato deve garantire a tutte le istituzioni scolastiche statali le risorse finanziarie necessarie, con priorità per le finalità indicate nell’art. 2 e con la previsione del raggiungimento graduale del 6% del PIL, media europea.

8) Va previsto un piano pluriennale per l’immissione in ruolo di tutto il personale precario, al fine di garantire il diritto al lavoro di coloro che finora hanno garantito il funzionamento della scuola e di rispettare i diritti già riconosciuti dalla L. n. 296/06 e dall’UE.

9) Per un’effettiva autonomia del sistema scolastico statale, gli organi collegiali territoriali già previsti dal DPR n. 233/99 devono avere un effettivo potere decisorio, in materia di indirizzi culturali e anche per le definizioni delle forme di valutazione del sistema scolastico.

10) Va mantenuto il valore legale del titolo di studio e deve perciò essere definita la quantità massima del curriculum opzionale degli studenti. La definizione delle attività di scuola-lavoro deve rimanere in capo agli organi collegiali della scuola. Le aziende individuate devono ispirare la propria attività agli articoli 36 e seguenti della Costituzione.

11) Considerata la parzialità della proposta governativa e l’esigenza di un forte processo di riforma della scuola, i temi indicati nell’art. 22 per la delega al Governo devono essere stralciati, per permettere un approfondimento culturale reale e serio e un conseguente intervento legislativo adeguato. In ogni caso non può essere assolutamente consentita una delega al Governo in materie così ampie ed importanti senza la definizione di criteri dettagliati e principi generali. Per altro, la Costituzione vieta deleghe in bianco.

Scarica qui il testo degli emendamenti proposti

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PER LA SCUOLA DELLA COSTITUZIONE, CONTRO LA BUONA SCUOLA DI RENZI – manifestazione il 5 maggio a PADOVA

Posted by comitatonogelmini su 29 aprile 2015

PER LA SCUOLA DELLA COSTITUZIONE,
CONTRO LA BUONA SCUOLA DI RENZI

la-buona-scuola-siamo-noi-2-f1cb4LA BUONA SCUOLA DI RENZI E’ INEMENDABILE!
NO A TAVOLI DI TRATTATIVA!
RITIRO DEL DISEGNO DI LEGGE SENZA SE E SENZA MA!
Il 5 maggio noi lavoratrici e lavoratori autoconvocati diamo
appuntamento a tutte/tutti coloro che vogliono
esprimere il loro dissenso pubblicamente
a PADOVApiazzale della stazioneore 9.30
per una GRANDE MANIFESTAZIONE regionale
Portiamo pentole, coperchi e mestoli !!!
Partiremo in corteo per il centro cittadino con meta la Prefettura
La Buona Scuola siamo noi!

Scarica il volantino qui ed aiutaci a diffondere l’iniziativa

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