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Comitato genitori e insegnanti x la scuola pubblica – Padova e Provincia

Posts Tagged ‘supplenze’

Suddivisione alunni in altre classi: è ora di dire basta!

Posted by comitatonogelmini su 4 novembre 2011

di Comitato Genitori ed Insegnanti per la Scuola Pubblica di Padova
4 novembre 2011

 

Sempre più spesso ci giungono segnalazioni da docenti e genitori di varie scuole relative ad una non corretta gestione delle supplenze (brevi, ma spesso più che brevi…) adottata dai Dirigenti Scolastici.

Il fenomeno, già presente in passato, ha subito una netta accelerazione sotto il ministero Gelmini negli ultimi tre anni; quest’anno sembra però riproporsi in una misura decisamente preoccupante (e sono passati solo quaranta giorni dall’inizio delle lezioni….).

Di cosa si tratta?

In caso di assenza del personale insegnante sta diventando quasi la normalità accorpare le classi, compromettendo innanzitutto il diritto allo studio degli studenti.

Di fatto, mentre nella Scuola Primaria si interrompe l’ordinario svolgimento dell’attività didattica sia nella classe “smantellata”, sia nelle classi ospitanti, nelle Scuole Superiori, oltre a questo, si adotta largamente il metodo di far entrare gli studenti qualche ora dopo l’inizio delle lezioni o di farli uscire qualche ora prima del termine dell’orario scolastico.

In merito al problema vorremmo richiamare alcune cose:

  • la soluzione di accorpamento delle classi, che non è prevista da nessuna normativa (potete verificarlo consultando gli articoli 478 e, per la scuola primaria anche 131, del Testo Unico, che, seppur datato, è tuttora vigente), comporta una modifica non legittima dell’organico, la costituzione di pluriclassi non autorizzate, la violazione del CCNL degli insegnanti (vedi art. 28 del CCNL 2006/2009) e, soprattutto, delle norme sulla sicurezza (infatti, secondo la normativa vigente, un’aula di dimensioni standard non potrebbe contenere più di 26 persone, compreso il docente);
  • a sostegno di tale pratica illegittima e oltremodo antididattica, talvolta i Dirigenti Scolastici, o chi per loro, usano l’argomentazione che i docenti della scuola sarebbero corresponsabili della vigilanza di tutti gli allievi dell’Istituto, e non solo delle loro classi: questa affermazione può ritenersi valida nelle situazioni in cui non si svolge attività didattica (ricreazione, mensa, ingresso/uscita), ma durante le ore di lezione ogni docente è responsabile soltanto degli allievi delle classi in cui esercita l’attività didattica, perché è un insegnante, non un vigilante;
  • a volte i Dirigenti Scolastici impongono le sostituzioni, vietate da tutte le norme vigenti, anche agli insegnanti di sostegno che svolgono una funzione delicata e indispensabile alla piena integrazione degli alunni disabili e che in nessun modo devono essere utilizzati in altri compiti (vedi la nota prot. N. 4274 del 4/08/2009, pag.15: “…l’insegnante di sostegno non può essere utilizzato per svolgere altro tipo di funzione se non quelle strettamente connesse al progetto d’integrazione, qualora tale diverso utilizzo riduca anche in minima parte l’efficacia di detto progetto”);
  • la mancanza di vigilanza e di sicurezza è l’effetto della politica finanziaria di questo Governo: evidentemente non basta la perdita di titolarità di molti docenti, non basta l’aumento del numero degli alunni per classe, con oggettivo aumento del carico di lavoro e di responsabilità, non è sufficiente la perdita del diritto dei docenti, ma anche degli studenti, alla continuità didattica: le procedure di accorpamento delle classi al danno uniscono la beffa;
  • l’utilizzo indiscriminato della pratica della suddivisione è da considerare un insulto alla qualità e all’efficacia dell’attività didattica, poiché si tratta di una vera e propria riduzione delle ore di lezione cui i nostri figli, i nostri alunni, hanno pieno ed assoluto diritto; in proposito, si ritiene opportuno ribadire quanto richiamato con nota prot. 3338 del 25 novembre 2008, e cioè che “…- ferma restando l’esigenza di contenere il conferimento delle supplenze nella misura del possibile – va comunque assicurato l’ordinato svolgimento delle attività di istruzione, di formazione e di orientamento, giacché il diritto allo studio va in ogni caso garantito“.
  • l’esiguità delle risorse finanziarie, non può essere una giustificazione per pregiudicare il fondamentale diritto all’istruzione e per interrompere un pubblico servizio così come chiarito nella Nota Miur prot. 14991 del 6/10/2009 e nella Nota Miur prot. 9839 dell’8/11/2010: “…Pertanto, nel rispetto della normativa e delle procedure richiamate nella stessa nota, nel caso in cui le soluzioni indicate (sostituzione con personale in esubero, con ore a disposizione, con attribuzione di ore eccedenti nel limite delle risorse assegnate) non risultino praticabili o sufficienti, i dirigenti scolastici, al fine di garantire ed assicurare il prioritario obiettivo del diritto allo studio e della piena funzionalità delle attività didattiche, possono provvedere alla nomina di personale supplente in ogni ordine e grado di scuola anche nel caso di assenza del titolare per periodi inferiori a 5 giorni nella scuola primaria, come previsto dall’art. 28, c. 5 del CCNL e a 15 giorni nella scuola secondaria, fermo restando quanto previsto in merito alla procedura semplificata per la nomina del supplente nella scuola dell’infanzia e primaria per assenze fino a 10 giorni dall’art. 5, c. 6 e art. 7, c. 7 del vigente Regolamento delle supplenze”.

Sottolineiamo che, come abbiamo sopra richiamato, i supporti normativi per agire in modo diverso (attribuzione di ore eccedenti da svolgere a pagamento e/o nomina di personale supplente) ci sono; aggiungiamo anche, sempre in base a quanto stabilito dalle note ministeriali, che il Dirigente Scolastico dovrebbe “rendicontare” alla fine di ogni mese quanto ha speso per queste operazioni, al fine di poter chiedere un’integrazione ai (risibili…) stanziamenti che ad inizio anno scolastico il MIUR attribuisce a tutte le scuole.

Perché, dunque, i Dirigenti Scolastici non agiscono in questo modo?

Forse perché il loro operato ogni tre anni è soggetto al giudizio dell’amministrazione, con il rischio (piuttosto remoto, lasciatecelo dire…) di un cambio (se non di una rimozione…) dell’incarico?

In questa situazione pensiamo che sia doveroso agire, cercando di farlo in modo coordinato fra docenti, genitori, studenti (alle scuole superiori), organizzazioni sindacali; vi proponiamo, quindi, questa scaletta operativa:

per i docentiogni volta che la classe viene smistata ed accorpata ad altre pretendere un ordine di servizio scritto del Dirigente Scolastico prima di accogliere gli studenti;

per i genitori: inviare al Dirigente Scolastico e alle RSU d’istituto una segnalazione della prassi poco ortodossa seguita, chiedendo di essere avvisati tramite comunicazione sul libretto personale dei propri figli ogni volta che le classi vengono suddivise o accolgono, diffidando la Dirigenza dal continuare, illegittimamente, a smistare le classi, riservandosi di adire le vie legali al fine di garantire il diritto ad un percorso formativo di qualità di tutte/i gli alunni frequentanti l’istituzione scolastica; trovate qui un modello già predisposto per tale uso, che va ovviamente contestualizzato per la propria situazione;

per gli studenti delle scuole superiori: documentare gli episodi di assenze degli insegnanti “non coperte”. La documentazione dovrebbe riportare:

1. i giorni, le ore e le materie in cui si sono verificate assenze non coperte da supplenti;

2. se gli alunni sono stati lasciati senza sorveglianza (come accade spesso), nel caso  siano minorenni.

L’idea è quella di costruire un database che registri quello che sta avvenendo nelle istituzioni scolastiche della nostra provincia, con l’intento di “andare a battere cassa” all’UST e di rendere pubblica la situazione ai media locali.

Aggiungiamo che in questo senso si è mossa anche l’organizzazione sindacale Cobas della Scuola di Padova, che ha recapitato la diffida che potete scaricare qui a tutti i Dirigenti Scolastici della provincia, al Dirigente dell’USP di Padova dott. Jacolino, al Dirigente dell’UST del Veneto dr.ssa Beltrame.

Altro materiale utile per approfondire la questione lo potete trovare qui e qui.

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In arrivo 111 milioni per pagare le supplenze degli anni 2009 e 2010

Posted by comitatonogelmini su 9 novembre 2010

Con più di un anno di ritardo…..

di Comitato Genitori ed Insegnanti per la Scuola Pubblica di Padova
9 novembre 2010
 

Durante l’incontro con i sindacati del giorno 3 novembre, il MIUR ha comunicato lo stanziamento di 117 milioni di euro per integrare i fondi di istituto.

Questi soldi dovranno essere ripartiti nel modo seguente:

  • circa 111 milioni potranno essere utilizzati per la retribuzione delle supplenze brevi svolte negli anni 2009 e 2010;
  • i restanti 5,5 milioni saranno utilizzati nelle scuole
    • come i convitti, in cui sono previste le indennità di turno notturno/festivo
    • dove il personale percepisce l’indennità di bi-trilinguismo,
    • dove il DSGA è sostituito per l’intero anno, per pagare al sostituto l’indennità di direzione.

Ci auguriamo che sia l’inizio dell’operazione di saldo nei confronti delle istituzioni scolastiche che, nel complesso, vantano crediti nei confronti del Ministero per circa 1.300 milioni di euro!

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Manca il prof, il dirigente deve assumere il supplente

Posted by comitatonogelmini su 9 novembre 2010

di Alessandra Ricciardi
da ItaliaOggi
9 novembre 2010
Con una nota interna, il ministero ricorda che le sostituzioni vanno fatte. Ai soldi ci si penserà…

 

 

Se le classi sono scoperte, se l’insegnante manca, i contratti di supplenza vanno fatti. Un principio che sembra essere ovvio e che invece negli ultimi anni, complice la politica di riduzione della spesa per l’istruzione e una certa interpretazione restrittiva dei criteri a cui ricorrere per le nomine, è stato messo in discussione dai presidi.

Ora il ministero dell’istruzione è corso ai ripari. Per evitare che ci possano essere classi smembrate quando il prof manca per pochi giorni, per non ritrovarsi a fare i conti, come accaduto lo scorso anno, con le proteste delle famiglie per il venir meno della funzione didattica, il dicastero di viale Trastevere ieri ha inviato ai suoi dirigenti scolastici una nota che ribadisce la necessità, e le modalità, delle supplenze brevi. Sono contratti sotto i 15 giorni, che vanno pagati direttamente dalle scuole, con fondi ad hoc trasferiti periodicamente dall’amministrazione centrale in base alle esigenze motivate e rappresentante dalle istituzioni scolastiche. Lo scorso anno la spesa è stata, a consuntivo, di circa 600 milioni di euro, circa 50 milioni in meno dell’anno precedente. I presidi hanno infatti provato a provvedere diversamente, ricorrendo a strumenti alternativi alle supplenze esterne, spesso alle ore eccedenti assegnate a chi è già di ruolo. La spesa per questa voce è così cresciuta fino ad arrivare a 130 milioni. Questi non ancora tutti accreditati sul fondo di istituto, visto che si tratta di voce diversa da quella per le supplenze. Ora la possibilità di ricorrere ai docenti di ruolo resta, ma il tenore dell’ultima nota minsiteriale è tale da incentivare il ricorso alle supplenze vere e proprie. Anche perché, visto com’è andata lo scorso anno con i pagamenti, per queste dovrebbero esserci maggiori margini di copertura finanziaria. Una boccata di ossigeno per i tanti precari a spasso. In prima battuta, recita la circolare, «si ribadisce l’obbligo di provvedere alla sostituzione del personale assente temporaneamente, prioritariamente con personale della scuola in soprannumero o con ore a disposizione o di contemporaneità non programmata…in subordine mediante l’attribuzione di ore eccendenti a personale in servizio e disponibile nella scuola fino a un massimo di 6 ore settimanali oltre l’orario d’obbligo». Ma si ricorda che «l’istituto delle ore eccedenti, considerato l’ammontare limitato delle risorse disponibili,…ha natura emergenziale e ha come finalità lo specifico obiettivo di consentire la sostituzione immediata e limitata nel tempo del docente assente, in attesa della nomina del supplente temporaneo avente diritto». Insomma, il ricorso alle ore eccedenti non può essere una misura ordinaria di sostituzione. Il personale supplente potrà essere nominato anche nel caso di assenza del titolare «per periodi inferiori a 5 giorni nella scuola primaria», dove invece era invalso l’uso di nominare dopo i 5 giorni, «e a 15 giorni nella scuola secondaria». Per le supplenze nella scuola dell’infanzia e primaria fino a 10 giorni si potrà ricorrere alle sostituzioni flash, quelle degli insegnanti che si sono resi disponibili, iscritti in particolari liste, ad assumere, via cellulare, incarichi di pochi giorni. Se i fondi accreditati non dovessero bastare, saranno alimentanti nelc roso del periodico monitoraggio. Resta ovviamente la necessità di documentare che le sostituzioni fatte erano necessarie.

Scarica >>>qui<<<il testo della nota ministeriale

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Gli smistati

Posted by comitatonogelmini su 5 novembre 2009

Smistamento_logo1

 

di Carolina Rollier
Lucca 5 novembre 2009
da www.retescuole.net

 

 

I soldi mancano per la scuola e i dirigenti non sanno cosa fare per far fronte alle diverse necessità: dall’acquisto di carta igienica al pagamento dei supplenti e degli insegnanti di sostegno. Ogni giorno, in tutte le scuole italiane, i bidelli gestiscono gli ” smistati”. Questi sono una nuova categoria all’interno della scuola. Fino ad ora, in un consiglio d’istituto venivano rappresentati: docenti, non docenti, genitori, alunni e preside. Ora bisognerà riformare il regolamento ed inserire gli ” smistati”, esercito di ragazzini che vagano per i corridoi in cerca di un banco disponibile. Le super bistrattate bidelle diventano capo branco e bussano ad ogni classe alla ricerca di un posto disponibile. Il professore di turno viene disturbato per anche la prima mezz’ora di lezione, da continue richieste in tal senso.
Bambini esonerati, ops, che non si avvalgono dell’IRC e cioè che hanno scelto l’ora alternativa e bambini il cui prof  è malato. I ragazzini comunque ULTIMI.
Ultima la scuola per questo governo, ma io direi per questo paese che non ha mai investito molto nel “settore del futuro”.
Il mio lavoro mi mette in contatto con il pubblico e incontro spesso docenti di tutti i gradi. Non c’e’ nessuno di questi, dico nessuno, che mi dica quanto è contento della nuova riforma. Docenti di destra, di sinistra, aperti, bigotti, di qualsiasi età e, forse, religione. Mi piacerebbe tanto che la Ministra passasse qualche ora a fare il capo branco smistati a scuola dei miei figli, o dei vostri. E che ci raccontasse dopo le sue impressioni. Ma con lei mi piacerebbe ci fosse Tremonti. Non sto facendo della facile ironia.
Questo governo si vanta del suo pragmatismo. Ottimo, allora pragmaticamente andiamo a vedere cosa succede.
I valori di cui si parla ora, disciplina, ordine, organizzazione, merito, come possono passare ai ragazzini, se trattati come bestie al pascolo? Che tipo di autorevolezza viene espressa agli “smistati”? Mi piacerebbe ancora di più vedere un solo sindacato unito sotto il nome del futuro della prossima generazione, che iniziasse a battersi unitariamente, magari anche solo su tre temi fondamentali relativi alla scuola
Iniziate da tre.
Mi piacerebbe che le diverse categorie rappresentanti la scuola (compresa quella nuova degli smistati) fossero in grado di unirsi pragmaticamente per far fronte a questa totale mancanza di risorse.
Sarei così felice di ricevere risposta dal Ministro e dal/i sindacato/i.
Un saluto affettuoso a chi mi ospita su questa pagina

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Speciale SUPPLENZE!!!

Posted by comitatonogelmini su 5 ottobre 2008

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Nota 3545 del 29 aprile 2009 del  Miur con cui si ribadisce la necessità
di assicurare “l’ordinato svolgimento delle attività” e quindi di
nominare i supplenti anche senza soldi in cassa
la sentenza della
Corte dei Conti  che ritiene legittimo il
conferimento delle supplenze
anche per periodi inferiori ai 15 giorni

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