La scuola è nostra! Miglioriamola insieme

Comitato genitori e insegnanti x la scuola pubblica – Padova e Provincia

Posts Tagged ‘Tempo pieno’

Cooperazione e tempo pieno

Posted by comitatonogelmini su 30 aprile 2012

 

di Francesco Di Lorenzo
da Fuoriregistro
30 aprile 2012

 

1.

Alla fiera della stupidità siamo invitati tutti. Noi spettatori, s’intende. Infatti, durante una nota trasmissione televisiva, il vice ministro dell’economia Vittorio Grilli ha annunciato che questo governo farà nuovi tagli alla spesa, e che da tali tagli non sarà esentato il Ministero dell’Istruzione. Sulla questione è intervenuta l’ex ministro Mariastella Gelmini, in veste di coordinatrice del PDL, dicendosi contraria, perché la scuola avrebbe già subito tagli pesanti e ‘non la si può più toccare’. Ma guarda un po’? Che cambiamento di rotta! E che lungimiranza politica. Nella tradizione della peggiore Democrazia Cristiana, la ‘facciatosta’ non si pone limiti. E non si premura di munirsi di un grammo di delicatezza, per rispetto degli stupidi in ascolto. Certo è che si può anche cambiare idea. Opportuno, però, che durante la trasmissione qualcuno dei presenti, o un giornalista, avesse chiesto alla ex ministra, “ma non le sembra un po’ strana questa sua occupazione? cambiar così facilmente registro ad ogni passaggio di stagione?” (Fa pure rima). Di sicuro avremmo sentito dalla signora un diniego: ‘no, non mi sembra affatto strano!’. Ma almeno avremmo alimentato il nostro bi-sogno di essere stupidi. Per non pensare, per non pensarci.

2.

Se si cerca un po’ di chiarezza sul ‘tempo pieno’ nella scuola primaria, la risposta potrebbe essere questa: un vanto della nostra scuola è stato sistematicamente smantellato.

Per vent’anni, fino all’arrivo del ministro Moratti, tutto era andato bene, con grande soddisfazione di famiglie e di alunni. Con la riforma scolastica targata Moratti cominciò l’opera di demolizione. Disarticolando l’orario tra docente prevalente e tempo mensa, in pratica la classe fu affidata ad un solo insegnante e, a turno, a vari spezzoni di altri, snaturando in questo modo tutto l’impianto del progetto. (Tale intervento sul tempo pieno allora venne denominato, non a caso, operazione ‘spezzatino’).

Con l’arrivo di Fioroni si ritornò al vecchio impianto, con il doppio insegnante e nessuna prevalenza. Ma durò pochissimo, perché poi arrivò la ‘tromba d’aria’ Gelmini.

Sul tempo pieno il penultimo ministro ha lasciato il doppio insegnante, però, nelle ore di compresenza, le maestre possono essere impiegate in altre classi. Devono, per esempio, aiutare le classi in difficoltà organizzative. E poiché tagli e difficoltà vanno di pari passo, risulta, dall’ultimo monitoraggio pubblicato dal Miur, che il 50% delle classi a tempo pieno non usufruisce della compresenza. Mandando a farsi benedire il principio per cui era nato.

Il bello, però, è che in tutto questo ‘balletto di va e vieni’, la domanda di iscrizioni al tempo pieno è sempre aumentata. Segno che le famiglie italiane vorrebbero che funzionasse come una volta o preferibilmente, meglio di una volta. Ma chi le ascolta?

Il ministro Profumo in uno degli ultimi discorsi ha detto che il suo ministero dovrà passare dall’essere un ‘ministero autorizzativo’ a un ‘ministero cooperativo’ e ‘operativo’. La prima occasione di cooperazione con le famiglie, è far rifiorire il tempo pieno. La sfrutti!

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Una scuola da… sballo

Posted by comitatonogelmini su 7 marzo 2012

di Pippo Frisone
da ScuolaOggi
7 marzo 2012

Continua il tira-molla sulla scuola. Prima con le dichiarazioni del Ministro Profumo, poi con la bozza del decreto semplificazioni e ancora col testo varato dal consiglio dei ministri e adesso col lavoro delle Commissioni Affari costituzionali e attività produttive della Camera.

Al centro la questione degli organici dell’autonomia col corollario dei 10mila posti aggiuntivi da destinare al recupero, al sostegno, ai bisogni educativi speciali e per estendere il tempo scuola e il tempo pieno.

Nel testo finale emanato dal Governo, la ragioneria generale dello Stato faceva prima sparire i 10mila posti aggiuntivi, mentre sull’ organico funzionale cassava ogni riferimento al blocco dei posti in organico di diritto 2011/12 ( 724.000 cattedre e 233.000 ata) .

Nell’esame in Commissione affari costituzionale con 29 si e 13 no passava un emendamento del Pd che reintroducendo il blocco degli organici del 2011/12, stoppava i tagli di trascinamento per il biennio 12/14 nella primaria e per il triennio 12/15 della secondaria e infine riassegnava agli organici funzionali delle scuole 10.000 posti aggiuntivi con le finalità originarie.

Costo dell’operazione 350milioni di euro.

La copertura di questa spesa, destinata all’istruzione, veniva individuata nell’ aumento delle accise su alcolici, birra e giochi. Ma in tarda serata tutto veniva rimesso in discussione.

La Commissione bilancio, a seguito del ribaltone del governo che in quella sede dava parere negativo, rinviava il testo alla Commissione Affari costituzionali, dove tra l’altro uno dei due relatori, quello del pdl, s’era espresso contro l’emendamento.

Tuttavia il tentativo di trovare una soluzione veniva affidato alla Commissione Industria della Camera.

Un ulteriore rimpallo di responsabilità che la dice lunga su quanto pesi il macigno voluto da Tremonti con l’art.64 della L.133/08.

Mancanza di copertura o copertura insufficiente.

Alla prova dei fatti, smentendo lo stesso Ministro Profumo, il primo a non crederci è proprio il governo tecnico. Se è vero che con la cultura non si mangia , non è neanche vero che con gli alcolici , la birra o i giochi si salva la scuola.

La scuola non ha bisogno di annunci poi smentiti ma di una forte discontinuità col passato che finora non c’è stata.

Bisogna investire sulla conoscenza e per farlo bisogna essere convinti fino in fondo, avendo un progetto di Paese che guardi al futuro.

Questo è l’unico vero limite del governo Monti che magari nel 2013 ci darà il pareggio di bilancio ma per andare dove? La risposta a questa domanda potrà darcela solo un governo politico uscito dalle urne.

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Non esistono discriminazioni ragionevoli

Posted by comitatonogelmini su 27 gennaio 2012

da ReteScuole
17 gennaio 2012
Invitiamo tutti i Consigli di Circolo/Istituto a non definire nessun criterio di precedenza e a chiedere l’autorizzazione di tutte le classi a tempo pieno necessarie.

Nella Circolare Ministeriale n. 110 del 29 dicembre 2011 si legge:

Nella previsione di richieste di iscrizione in eccedenza, le scuole procedono alla definizione dei criteri di precedenza nella ammissione, mediante apposita delibera del consiglio di circolo/istituto, da rendere pubblica prima dell’acquisizione delle iscrizioni, con affissione all’albo e, ove possibile, con la pubblicazione sul sito web dell’istituzione scolastica.

Si rammenta, in proposito, che, nel rispetto dell’autonomia delle istituzioni scolastiche, i criteri di precedenza deliberati in ottemperanza delle norme vigenti, non sono soggetti ad autorizzazioni preventive. In ogni caso tali criteri debbono rispondere a principi di ragionevolezza quali ad esempio quello della viciniorietà della residenza dell’alunno alla scuola.

Le scuole hanno l’obbligo di acquisire al protocollo le domande presentate e di comunicare, per iscritto, agli interessati il mancato accoglimento delle stesse. La comunicazione di non accoglimento, debitamente motivata in relazione ai criteri di cui sopra, deve essere effettuata con ogni possibile urgenza per consentire l’opzione verso altra scuola..”

Se non si fissa il limite che determina l’eccedenza, non si può dire quando si eccede oppure no.

Vediamo cosa prevede il DPR n. 81/09 a proposito di iscrizioni al tempo pieno:

Nelle scuole nelle quali si svolgono anche attività di tempo pieno, il numero complessivo delle classi è determinato sulla base del totale degli alunni iscritti. Successivamente si procede alla definizione del numero delle classi a tempo pieno sulla base delle richieste delle famiglie. Qualora il numero delle domande di tempo pieno ecceda la ricettività di posti/alunno delle classi da formare, spetta ai consigli di istituto l’indicazione dei criteri di ammissione.”

La legge prevede che i criteri debbano essere stabiliti dai Consigli di Circolo/Istituto dopo le iscrizioni, e non prima come si legge nella circolare, e solo nel caso in cui il numero di classi a tempo pieno richieste sia superiore a quello delle classi autorizzate.

Il MIUR non intende autorizzare tutte le classi a tempo pieno richieste, vuole evitare contestazioni e scaricare prima possibile sui Consigli di Circolo/Istituto la responsabilità di rifiutare le richieste eccedenti.

La circolare cerca di imporre quel che la legge non impone.

A noi non piace la circolare, ma non piace neppure la legge.

Qualsiasi criterio adottato per gestire gli “esuberi” non può che essere discriminatorio e privo di “ragionevolezza”.

Per questo invitiamo tutti i Consigli di Circolo/Istituto a non definire nessun criterio di precedenza e a chiedere l’autorizzazione di tutte le classi a tempo pieno necessarie.

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Assemblea di tutto il personale delle scuole a tempo pieno del comune di Padova

Posted by comitatonogelmini su 11 settembre 2011

di FLC CGIL Scuola Padova
11 settembre 2011

ASSEMBLEA

di tutto il personale docente e ata delle scuole primarie A TEMPO PIENO di PADOVA CITTA’

GIOVEDI’ 15 settembre 2011

dalle ore 14,30 alle ore 16,30

presso l’I.I.S “Scalcerle” – via Cave 174

 
CHE FINE HA FATTO IL MODELLO EDUCATIVO-DIDATTICO  DEL TEMPO PIENO A PADOVA?
Il punto della situazione nelle scuole, come affrontare il nuovo anno scolastico.
All’assemblea sono invitati i dirigenti scolastici delle scuole primarie a tempo pieno di Padova
Scarica il volantino dell’iniziativa

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Un tagliando per il Tempo Pieno

Posted by comitatonogelmini su 25 agosto 2011

 

di Pippo Frisone
da ScuolaOggi
25 agosto 2011
Riportiamo questo intervento, condividendolo pienamente: a volte la toppa può diventare peggio del buco!

Alla fine il Comune di Milano, sollecitato dal Provveditore Petralia , di ritorno da Roma con un pugno di mosche in mano, ha promesso d’intervenire con un piano anti-tagli sul tempo pieno.
A tutela delle donne che lavorano”, afferma la vice-sindaco Guida che ha dato l’ok.
Il piano altro non è che un’invasione di campo da parte del Comune sul tempo mensa della scuola statale..
Non solo pasti ma anche vigilanza dei bambini nei refettori per 10 ore settimanali..
Obiettivo recuperare una parte dei 455 posti tagliati sul tempo pieno !!
10 ore settimanali per classe mediante l’utilizzo di educatori reclutati dalle cooperative convenzionate col Comune.

L’utilizzo delle ore dedicate alla mensa non è una novità.
Già altri comuni della provincia, in modo surrettizio fornivano tale servizio, soprattutto nelle realtà scolastiche a tempo misto (classi a tempo pieno+classi a tempo normale) sotto il naso e/o col tacito accordo del provveditorato che faceva finta di non accorgersi o di non vedere.
Si, perché per legge, per ultimo quella voluta da Fioroni nel 2006, la mensa nel tempo pieno è obbligatoria e deve rientrare a tutti gli effetti, essendo attività didattica, nelle 40 ore destinate alla singola classe. Tempo pieno di 40 ore, tutte a carico dello Stato.
Se, invece, lo Stato garantisce un tempo scuola solo di 30 ore, possiamo ancora chiamarlo Tempo Pieno?
Per fare un’operazione del genere è sufficiente un protocollo d’Intesa Comune-Provveditorato per aggirare, pur con le più buone intenzioni, una legge dello Stato?
E poi che dire degli altri Comuni della provincia  che non sono in grado di sostenere finanziariamente un tale sforzo? Ci saranno come sempre figli e figliastri.
Petralia dice che l’idea è di partire con Milano per poi estendere il progetto all’intera provincia.
Ma chi pagherà per quei Comuni che già adesso fanno i salti mortali col taglio dei trasferimenti statali ?  Non si sa, non lo dice Petralia né lo dice la Gelmini.
Basteranno le risorse al Comune di Milano per garantire oltre alla vigilanza alla mensa anche il diritto allo studio, l’integrazione dei diversamente abili, l’integrazione degli alunni stranieri nelle scuole milanesi?
Mille sono i dubbi e mille le perplessità su di un’operazione del genere.
Qualche mese fa si gridò allo scandalo per quelle scuole che, pur di garantire il tempo pieno, volevano privatizzare il tempo mensa, affidandolo alle cooperative e facendolo pagare €250 a famiglia. In quella occasione anche il Provveditorato fece sentire la sua contrarietà.
Certo se l’intero pacchetto mensa è affidato al Comune, non si grava economicamente  sulle famiglie ma la sostanza non cambia.
Ma si può ancora parlare di Tempo Pieno?
Sono passati 40 anni da quando il Tempo Pieno venne istituito con la legge L.820/71 .
Dopo i primi ritocchi, il blocco con la legge 148/90, passando per la riforma Moratti prima e quella della Gelmini poi, crediamo che sia giunto il momento di fare il tagliando al Tempo Pieno.      
Come sollecitavano Niccoli e Gandola su questo stesso giornale già nel 2008.
Fare il tagliando sì ma per salvare quale Tempo Pieno?
Quello “fondato sul Progetto Educativo, sulla programmazione collegiale unitaria delle attività da realizzare, sulle compresenze, sul team docente,sulle classi aperte, sulle attività laboratoriali.”
Dove anche il tempo mensa è momento altamente educativo da affidare alle maestre.
Un modello di scuola del fare e non soltanto del dire, dei tempi distesi e non dell’affanno!
Per fare bene tutto ciò occorre però garantire due docenti per classe.
L’Amministrazione verifichi scuola per scuola come funziona attualmente il tempo pieno.
Si faccia un bilancio serio di ciò che è stato e di ciò che è oggi il tempo pieno.
Se necessario si fissi un tetto come nel 90. Allora il tempo pieno rimase bloccato per anni a 4500 classi.
Oggi a Milano ci sono 7mila classi a tempo pieno.. Se questo è il fabbisogno ed eliminato il tempo pieno fasullo, lo Stato garantisca , come dice la legge, il doppio organico, con le compresenze ma solo a quelle scuole che hanno un modello fondato su di un serio e verificabile  Progetto Educativo.
I Comuni intervengano se ne han voglia sugli altri modelli orari per garantir la vigilanza sulla mensa ove richiesta, sul tempo scuola a 30 ore o a 27 ore, su quei casi limitati di classi a 40 ore avviate dalle scuole l’anno scorso, tempo pieno non riconosciuto e con organico statale insufficiente.
Un intervento circoscritto, lasciando fuori il tempo pieno!
Perché una cosa è certa. Se i Comuni si riappropriano delle 10 ore sulla mensa, fanno si un favore “alle donne che lavorano” come afferma il vice-sindaco di Milano ma levano le castagne dal fuoco alla Gelmini e a Petralia.
Il rischio, tuttavia, è di dare un ulteriore colpo al tempo pieno e visti i tempi cupi, di aprire la strada al suo graduale smantellamento o peggio ad un ritorno alle attività integrative comunali.
A volte la toppa può diventare peggio del buco.
Facciamo di tutto finchè siamo in tempo perché ciò non accada né a Milano né altrove.

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Scuola Arcobaleno: iniziative per i prossimi giorni…

Posted by comitatonogelmini su 29 giugno 2011

inviato dai  rappresentanti di classe della Scuola Arcobaleno
29 giugno 2011

Cari genitori,

qui di seguito le due iniziative organizzate per continuare la campagna di sostegno alla nostra scuola…….nel desiderio ….“del pane e delle rose”!

INIZIATIVA N. 1

“SOSTENGO LA SCUOLA A TEMPO PIENO”

QuandoGIOVEDI’ 30 GIUGNO, ritrovo alle ore 18.00(davanti alla Scuola Arcobaleno)

LuoghiScuola Arcobaleno (Via SS Fabiano e Sebastiano); Scuola Valeri(Via Monte Santo, 24), Scuola Randi (Via Piave, 23), Scuola Lambruschini (Via Montà 58).

ModalitàCi si ritrova davanti alla scuola Arcobaleno e si affigge, sul muro della scuola, lo striscione preparato ad hoc “IO SOSTENGO IL TEMPO PIENO”. Tutti i genitori presenti aiuteranno simbolicamente a sostenere striscione e i muri della scuola!

Tutti insieme ci si trasferirà, con mezzi propri a piacere (bicicletta, moto, auto…..skate) in sequenza presso le altre scuole dove si ripeterà la stessa “scenetta”. La scaletta di orari attesi e trasferimenti è la seguente:

ore 18.00             ARCOBALENO

ore 18.30             VALERI

ore 19.00             RANDI

ore 19.30             LAMBRUSCHINI

I partecipanti dell’Arcobaleno potranno indossare le magliette preparate a suo tempo e i partecipanti delle altre scuole magliette con lo slogan “SONO CON L’ARCOBALENO PER IL TEMPO PIENO” .

L’iniziativa avrà un seguito a sorpresa sabato 2 giugno alle ore 11.00 in Piazza delle Erbe!!

APPELLO A TUTTI: aiutateci a trovare chi può venire a sostenere le scuole! GRAZIE

INIZIATIVA N. 2

AD ALTA VOCE PER IL TEMPO PIENO  “Soffia un vento nuovo….il MAESTR….ALE’ ”

QuandoSABATO 2 LUGLIO ,  ore 18.00- 19.30  eore 21.30- 23.00

Luoghi: Piazzetta Garzeria (davanti PAM), esterno Palazzo Moroni

ModalitàIn entrambe le fasce orarie lettori (genitori, genitori-scrittori , bambini e ex alunni) si avvicenderanno in letture “AD ALTA VOCE per il tempo pieno” sia in lingua italiana che straniera (libri per bambini, classici per ragazzi).

I partecipanti dovranno portare una seggiolina pieghevole tipo campeggio per mettersi comodi ad ….ASCOLTARE!

APPELLO: Stiamo cercando altri lettori……chi fosse disponibile per qualsiasi fascia oraria contatti i rappresentanti di classe! GRAZIE  

 Visitate il blog Tempo di Arcobaleno

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Lettera aperta sul tempo pieno

Posted by comitatonogelmini su 25 giugno 2011

Genitori ed Insegnanti della Scuola a Tempo Pieno “P. Camerini”  (Istituto Comprensivo Luca Belludi) di Piazzola sul Brenta – Padova
25 giugno 2011
La lettera è stata pubblicata oggi dal quotidiano “Il Mattino” di Padova

Egregio Direttore,

abbiamo letto con interesse e con molta partecipazione l’intervento (…) della scuola storica a tempo pieno “Arcobaleno” della città di Padova, apparso sulle pagine del vostro quotidiano e, come scuola storica (insegnanti e genitori) a tempo pieno dell’Alta Padovana, “Paolo Camerini” (Ist. Comp. Belludi di Piazzola sul Brenta), desideriamo esprimere la nostra solidarietà e portare a conoscenza dei lettori come questa situazione sia tristemente comune e venga subita anche da molte altre scuole.

Vogliamo quindi anche noi dare voce a questo disagio che ci accomuna, auspicando una revisione radicale delle decisioni fin qui prese, affinché siano attente e rispettose di tempi scuola che, per declinarsi appieno, necessitano di forze qualitativamente e quantitativamente adeguate.

Qualche dato per rendere chiara la situazione.

Il numero di docenti assegnati al nostro plesso a tempo pieno (uno dei due istituiti e riconosciuti ufficialmente nel nostro comprensivo), che consta di 10 classi, per il prossimo anno scolastico subirà un decurtamento da 19 unità, consolidate ormai da anni, a 17 unità e mezza, corrispondenti a 17 insegnanti a 24 ore e un insegnante a 12 ore.

Con queste risorse è evidente che risulterà molto difficoltoso, se non impossibile, garantire i livelli attuali dell’offerta formativa.

La strutturazione di un tale orario non soddisferà né una scuola tempo pieno, dove laboratori di plesso e a classi aperte sono elementi fondanti, né anche solo una programmazione disciplinare attenta e rispettosa dei bisogni dei singoli alunni.

A tal proposito si fa presente come oltre ai bambini diversamente abili ufficialmente certificati come tali vi siano nelle singole classi alunni con disturbi dell’apprendimento e di comportamento, che necessitano di interventi individualizzati per il loro proficuo apprendimento e benessere a scuola e di conseguenza per il benessere dell’intera classe.

Già nell’anno scolastico appena concluso, non essendo stato assegnato dal ministero, a seguito del triennio di tagli economici indiscriminati che hanno colpito il settore dell’istruzione, un numero congruo di insegnanti di sostegno, erano proprio gli insegnanti di cui ora si verrà privati a supplire alle situazioni in sofferenza (a scapito di programmazioni individualizzate e potenziamenti). Poiché anche su questo versante non sembrano prospettarsi situazioni idonee, ci chiediamo con preoccupazione come faremo a fronteggiare le necessità che già ben conosciamo.

Con rabbia, inoltre, ci chiediamo come si farà il prossimo anno scolastico a fare bene il lavoro di insegnanti e a soddisfare le esigenze delle famiglie, che da sempre hanno sostenuto e condiviso gli intenti della nostra scuola a tempo pieno ?

Ed è questa la risposta alla domanda crescente di tempo pieno ? Svuotato delle sue specificità e delle sue potenzialità non lo si sta forse riducendo ad un semplice parcheggio a ore ?

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Le insegnanti dell’Arcobaleno: attendiamo risposte, noi in vacanza non andiamo…

Posted by comitatonogelmini su 18 giugno 2011

 

Riceviamo e volentieri pubblichiamo, esprimendo tutta la nostra solidarietà!
18 giugno 2011

 

“Perché un genitore, si deve “battere” per difendere una scuola pubblica? “ Così terminava una lettera di un genitore della scuola a tempo pieno Arcobaleno di Padova pubblicata sui giornali. Noi insegnanti dell’Arcobaleno rispondiamo facendo nostra questa domanda e vogliamo rilanciarla ad alta voce.

Siamo tra quelle maestre che in questi ultimi anni hanno cercato di contrastare la politica tutta e solo economica del Governo sulla scuola perché abbiamo toccato con mano che i tagli determinano, senza se e senza ma, una scuola senza spazi e tempi per l’esercizio dei diritti di cittadinanza, di parola, di espressione, di comunicazione, di alfabetizzazione culturale, di inclusione … per la vita.

E se le braccia ci son cadute, ben presto le abbiamo rialzate, non in segno di resa, ma tese, offerte, strette. E nell’incontro con quelle dei genitori abbiamo, giorno dopo giorno, costruito la scuola pubblica che conosciamo: la nostra, la scuola primaria a tempo pieno Arcobaleno di Brusegana. E’ nella realizzazione quotidiana del patto tra famiglia e scuola, tenuto vivo con energia e passione, che siamo riusciti a non abdicare all’obiettivo principale: educare ed insegnare per formare cittadini.

La nostra è una scuola che, ha saputo in questi ultimi anni riprendersi in mano il diritto all’Istruzione e alla Cittadinanza. Abbiamo, con le unghie e con i denti cercato di tenere vive alcune buone pratiche realizzate: la centralità della relazione educativa, l’individualizzazione dei percorsi educativi, il rispetto degli stili di apprendimento, l’attenzione all’interezza della persona e al ruolo delle emozioni nella conoscenza. Ma sarà impossibile conservare tutto ciò in una scuola di 40 ore tutte frontali in cui un insegnante spiega e 25 bambini ascoltano il succedersi continuo di discipline: italiano, matematica, storia, geografia, scienze, tecnologia, musica, arte, motoria, inglese, religione (attività alternativa alla religione), 11 pezzi della conoscenza che, inevitabilmente, saranno disarticolati tra loro e trattati singolarmente in maniera superficiale e nozionistica. Abbiamo cercato di reagire riempiendola di iniziative con la forte collaborazione ed energia dei genitori, ma non possiamo sottacere che il rischio è alle porte; i tagli , per la nostra scuola che ha 10 classi, vogliono dire passare da 20 insegnanti di classe a 18 (oltre alla diminuzione di altro personale scolastico altrettanto fondamentale, insegnanti di sostegno, operatori scolastici, personale Ata ).

Essere 18 invece che 20 vorrà dire:

che le unghie e i denti non ci basteranno più. Che le energie e le risorse non saranno sufficienti. Che le opportunità offerte saranno sempre meno e sempre più impari. Che l’Arcobaleno avrà meno colori.

Concludiamo anche noi con una domanda, perché le domande esigono risposte e azioni:

Perché il Governo non protegge la sua buona scuola?

Che qualcuno ce lo spieghi.

Attendiamo risposte, noi in vacanza non andiamo.

Insegnanti:

Michela Baro, Claudia Bergamini, Giovanna Bernardo, Lucia Cedrone, Francesca Contarello, Alessia D’Agostino, ElenaLucia D’Amico, Marisa De Ros, Sabine Fiorini, Veronica Frigo, Maria Giannotti, Fabio Gomiero, Margherita Lucchin, Marta Marchi, Daniela Martiniello, Fiorenza Monterosso, Gerardo Nacchia, Diana Norbiato, Ernestina Paganin, Tania Pagano, Liboria Pantaleo, Sabrina Pierro, Claudia Sbettega, Susanna Tognon, Francesca Zattarin, Orsola Zecchinato,

Operatori Scolastici:

Marialuisa Righini, Patrizia Tasinato, Sonia Vettore

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Elementari, sono 800 i nuovi alunni, ma con 750 insegnanti in meno

Posted by comitatonogelmini su 30 marzo 2011

di Alice D’Este
dal Corriere del Veneto
30 marzo 2011
I sindacati: «Rischiano di saltare le sezioni a tempo pieno» L’ufficio regionale: «Già 7 mila richieste in più del 2010» Vietato scendere sotto i 10 bimbi per classe

VENEZIA — Per ora la certezza dei numeri c’è soltanto per le scuole primarie. E non è nemmeno definitiva, vista la possibilità (non così remota) di una redistribuzione in extremis delle cattedre per compensazione tra elementari, medie e superiori da parte dell’Ufficio scolastico regionale prima del via ufficiale alla prima campanella, a settembre. Intanto i primi conteggi sui numeri dei nuovi organici per l’anno scolastico 2011/2012 sono stati chiusi. E così le iscrizioni (che scadevano lo scorso 24 marzo).

E raccontano una falla incolmabile. Quella tra i nuovi alunni (+787) e le cattedre dei docenti (-748). Quasi 800 alunni in più, insomma inizieranno il prossimo anno scolastico in Veneto, ma con 750 maestri in meno. «Sono numeri preoccupanti— dice Salvatore Mazza della Cgil — maestro unico sì, ma qui verrebbe piuttosto da chiedersi se gli insegnanti basteranno per tutti». Per di più la tendenza che sembra affermarsi anche quest’anno è una soltanto: il tempo pieno. E’ stato richiesto per oltre 7 mila nuovi alunni. E così le domande sono passate dalle 42.423 dello scorso anno a 49.603. Con un conseguente incremento (+3,12%) delle domande per le classi. «Per ora manca ancora la distribuzione provinciale delle cattedre — aggiunge Mazza — starà alla direzione regionale (che si incontrerà venerdì, ndr) trovare una soluzione. Bisognerà tenere conto delle richieste, ma anche tentare di trovare un equilibrio. Qualcosa andrà fatto comunque. La gravità della situazione è evidente. I numeri parlano da soli». Ormai si tratta di giorni. Brevissima l’attesa per le cifre definitive, ma c’è chi ha già tirato i remi in barca.

In particolare a Padova, una delle province (se non quella in testa alla classifica) che registrano la maggiore domanda di tempo pieno. «Alcuni dirigenti si sono già mossi per avvisare le famiglie che le loro richieste quest’anno molto probabilmente non potranno essere soddisfatte—rivela Carlo Salmaso, rappresentante del Comitato Genitori ed Insegnanti per la scuola pubblica di Padova— le domande per il tempo pieno sono sempre molto numerose ma alla fine, quando le scuole aprono, le classi di questo tipo non sono moltissime. Quest’anno, poi, c’è anche il rischio che qualche classe, partita a tempo lungo, si trovi senza la possibilità di proseguire». Pur a guardarli da tutte le angolature possibili, i numeri insomma, almeno per ora, sembrano non tornare affatto. «Il tempo pieno è un’esigenza importante delle famiglie e cercheremo di mantenere il numero più alto possibile di sezioni di questo tiporiflette il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale, Roberto Spampinato di sicuro però i parametri di legge andranno rispettati. Non siamo nelle condizioni, quest’anno, di concedere alcuna deroga. Le classi, anche in Comuni con pochi abitanti e con oggettive difficoltà di raggiungimento della scuola, non potranno scendere comunque sotto i dieci alunni».

Un provvedimento, però, che potrebbe lasciare a piedi proprio i bambini che abitano nei piccoli Comuni montani, lontani dai mezzi pubblici, con il rischio che per loro arrivare a scuola di mattina diventi una vera e propria odissea. «L’ufficio scolastico regionale non ha mai ragionato tenendo conto soltanto dei numeri — avverte Domenico Martino, direttore generale dell’Ufficio scolastico provinciale di Venezia e Belluno — specialmente a Belluno siamo dovuti scendere spesso sotto il parametro dei dieci alunni, in particolare quando spostare i bambini avrebbe voluto dire sdoppiare classi già esistenti ma soprattutto creare difficoltà pesanti alle famiglie. Va tenuto conto che in molti posti i trasporti pubblici non arrivano, e anche ipotizzando un incremento degli scuolabus in alcune vallate le frazioni sono talmente tante che gli autobus per recuperare tutti i bambini dovrebbero partire alle cinque di mattina». Barricate alzate, insomma. Anche se i conti definitivi provincia per provincia verranno fatti soltanto nei prossimi giorni. «Va bene l’attenzione ai parametri di legge, ma fino ad un certo punto—continua Martino —. Non si può chiudere una classe col rischio che i bambini stiano a casa un giorno su due. Le valutazioni regionali non sono mai state in passato, e sono certo che non saranno nemmeno questa volta, indipendenti dalle esigenze reali dei cittadini».

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La scuola Randi in mostra a Palazzo Moroni

Posted by comitatonogelmini su 14 giugno 2010

 
Quest’anno la scuola Randi ha preso una corriera per Sarmede e si è ritrovata in … Oceania, un mondo sconosciuto, lontano, magico e tutto da scoprire!
Durante il viaggio abbiamo scoperto come gli aborigeni hanno creato il mondo cantandone gli elementi, come dipingevano con i colori della terra, quali erano i loro miti e quale musica suonavano.
E così, per un intenso anno, siamo diventati aborigeni anche noi.
LA SCUOLA ELEMENTARE STATALE
A TEMPO PIENO  “F. RANDI”
via Piave 23, Padova
invita

all’inaugurazione della mostra dei lavori prodotti dagli alunni nei laboratori della “settimana dell’arte” dedicata a un mondo lontano da noi: l’Oceania

SABATO 19 Giugno alle ore 17.00
presso il giardino pensile di Palazzo Moroni

LA MOSTRA SARA’ VISITABILE DAL 15 AL 30 GIUGNO 2010

TUTTI I GIORNI DALLE ORE 9 ALLE 13 E DALLE 15 ALLE 19

scarica il volantino dell’iniziativa

Ringraziamo i nostri bambini per l’impegno e l’entusiasmo, i nostri collaboratori per l’aiuto mai negato, i genitori che hanno sostenuto la scuola  per la visita alla mostra di Sarmede, e la scuola a tempo pieno che ancora ci permette di sperimentare tante forme di conoscenza lavorando tutti insieme  con la testa, con le mani, col cuore.

 Le Maestre della Randi

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