La scuola è nostra! Miglioriamola insieme

Comitato genitori e insegnanti x la scuola pubblica – Padova e Provincia

Archive for the ‘Lettere & Interventi’ Category

Rassegna stampa, lettere, interventi, analisi

Senza parole…

Posted by comitatonogelmini su 2 marzo 2016

Mandela

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Tre riflessioni, tre proposte

Posted by comitatonogelmini su 27 settembre 2015

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di Comitato Nazionale di Sostegno alla Legge di Iniziativa Popolare per una Buona Scuola per la Repubblica
27 settembre 2015

Abbiamo partecipato e contribuito al grande movimento di lotta e di opposizione alla “Pessima scuola” renziana.
Ora che la Legge 107 è approvata ed cominciano ad essere concreti i suoi primi effetti nefandi, sentiamo la necessità di esprimere alcune riflessioni che intendiamo mettere a disposizione di tutti perché possano essere considerate, rigettate o condivise, ma comunque dibattute.

A nostro modo di vedere ci sono in particolare tre cose urgenti da fare nelle scuole nei prossimi giorni per continuare a contrastare questa legge incostituzionale.

RAPPORTO COI GENITORI e più in generale con l’opinione pubblica.
Questa “riforma”, grazie all’aiuto dei mass media e delle semplificazioni propagandistiche, è stata ben “venduta”, a cominciare dall’appeal persuasivo del titolo dell’intera operazione – la Buona Scuola: investimenti, assunzioni, valorizzazione del merito, poteri e strumenti per una migliore “organizzazione”; l’opposizione degli insegnanti dipinta come conservazione dell’esistente, rinuncia a presunti privilegi, volontà di sottrarsi ad essere valutati, pretesa ad avere un posto di lavoro fisso vicino a casa…
Va autocriticamente riconosciuto che, se siamo riusciti a creare un pressoché totale fronte unitario dei docenti, non siamo riusciti ad avere l’appoggio convinto dei genitori, come invece successo per le riforme Moratti e Gelmini; nel migliore dei casi i genitori l’hanno vista da spettatori “neutrali”, come una battaglia che riguardasse solo i docenti.
Occorre recuperarli al nostro fianco, cercando di far capire loro che la scuola che ci viene oggi imposta (nonostante il dissenso argomentato e civile) non migliora l’esistente ma lo peggiora – sia nelle sue ricadute immediate che in prospettiva – e che va contro i loro stessi bisogni ed interessi.

Occorre coinvolgere i genitori informandoli, organizzando volantinaggi ed assemblee in tutte le scuole, incontri pubblici in tutte le città.
Partendo dalla denuncia – per nulla “ideologica”, da ciascuno immediatamente e concretamente riscontrabile – che nulla di quanto magicamente promesso è stato realizzato, nessuno dei veri problemi è stato affrontato: non è stata debellata “la supplentite”; sono aumentate le cattedre vacanti; è ulteriormente diminuita la “continuità didattica”; sono rimaste le classi pollaio ed insicure; ha continuato ad essere negato il tempo pieno alle tante famiglie che lo hanno chiesto; il contributo “volontario”, nella migliore delle ipotesi, non diminuirà…
Anzi, a questi si sono aggravati e aggiunti, “per legge”, problemi nuovi: la mancata sostituzione dei docenti il primo giorno e dei bidelli i primi sette giorni di assenza amplifica e legittima le trasmigrazioni in altre classi, nega la continuità didattica di ospitati ed ospitandi, pone gravi problemi di sicurezza e vigilanza.
Per arrivare anche e poi a denunciare come l’attacco alla libertà di insegnamento – tramite un possibile controllo “ideologico” di un Dirigente “manager” onnipotente – limiti il diritto e la libertà di apprendimento dei loro figli. Come l’accentramento del potere nelle mani di uno solo renda un orpello la partecipazione democratica dei genitori al governo della scuola. Come la mancanza di risorse renda le scuole dipendenti da “benefattori” difficilmente disinteressati. Come gli “school bonus” ad una scuola siano per il 65% a carico dell’intero corpo sociale. Come le private traggano enormi vantaggi e favori a spese delle scuole pubbliche che, per finanziarsi, dovranno sempre di più “mettersi sul mercato” e raccogliere bollini ovunque. Come il fine ultimo di questa “riorganizzazione” sia l’eliminazione dell’uguaglianza delle opportunità delle scuole e quindi dell’eguaglianza delle opportunità per i ragazzi sancita dalla Costituzione e la creazione di poche scuole privilegiate nei quartieri bene delle grandi città – destinate alla creazione di un’èlite dirigente – e di tante immiserite e senza speranza destinate alla rapida creazione di manodopera flessibile, precaria, con poca formazione e ricattabile.
Se non ci sforzeremo di far arrivare, tramite le evidenze già verificabili, questi messaggi ai genitori e più in generale a tutta l’opinione pubblica, la lotta di resistenza segnerà il passo e perfino l’eventuale ipotesi referendaria rischierà non solo di essere un insuccesso, ma di allontanare ancor di più la speranza di un riscatto e di un’inversione di tendenza.

I COMITATI DI VALUTAZIONE

Insieme al Ptof (Piano triennale dell’offerta formativa), i Comitati di valutazione sono i primi fondamentali tasselli della divisione e della competizione tra gli insegnanti, la fine dello spirito cooperativo che dovrebbe animare una comunità scolastica.
Allo stato attuale, ovviamente, la posizione più “conveniente” è quella di rimandarne il più possibile anche la sola discussione nei Collegi, forti del fatto che ancora non sono state emanate precise disposizioni applicative.
Ma questo tempo va utilizzato per ragionare e confrontarsi sulle possibili “strategie” di contrasto
Semplificando, le ipotesi in campo sono sostanzialmente due: non collaborazionismo; sporcarsi le mani entrando nella mischia per indirizzarne gli esiti.
La prima ipotesi, da un punto di vista ideale, parrebbe la migliore: se tutte le scuole, se tutti i Collegi docenti, se tutti i docenti rifiutassero di eleggere e far parte dei Comitati di valutazione il segnale sarebbe inequivocabile e di grande forza.
Se però abbiamo l’equilibrio e la concretezza di restare alla realtà e alla fattibilità all’interno delle scuole e non alle speranze e ai proclami fuori di esse, è del tutto intuibile che questa ipotesi potrà realizzarsi in un numero estremamente esiguo di scuole, Collegi docenti, Consigli d’Istituto. Nella ultragrande maggioranza dei casi i Comitati di valutazione saranno eletti e comunque “funzionanti” per la individuazione dei criteri per la valutazione anche senza i docenti
Non senza una dose di sofferenza, ma stando nella concretezza, la via che ci parrebbe più opportuna seguire è quella di non lasciare sdegnosamente in mano ai Dirigenti la composizione e gli indirizzi del Comitato di valutazione, ma di vincolarlo a non premiare un merito qualitativo inesistente ed arbitrario (prima possibilità prevista dalla legge) che sminuirebbe ulteriormente la libertà di insegnamento; a non premiare un merito non oggettivabile se non con la perversione delle performance invalsi (seconda possibilità).
Ma di vincolarlo solamente ed unicamente a “retribuire” il maggior numero di insegnanti sulla base di un loro maggiore impegno orario e di incarichi collegialmente definiti ed attribuiti (usando la terza possibilità della legge alla voce“di coordinamento”), oggi non retribuiti e basati spesso su un puro inaccettabile “volontariato”.
Questo permetterebbe di smontare il “merito” – arbitrario, divisivo, ricattatorio, individualistico e privatistico – a favore di incarichi quantificabili, riconosciuti ed al servizio dell’intera collettività scolastica.

IL PIANO TRIENNALE DELL’OFFERTA FORMATIVA
Quei pochi insegnanti in più che verranno dati agli Istituti (altra bugia/propaganda: agli Istituti e non “ad ogni scuola”) potranno essere richiesti ed utilizzati per “fare vetrina” in un’assurda competizione tra le scuole per accaparrarsi “l’utenza” o per tentare di alleviare problematiche e necessità vere.
Noi crediamo che nei Collegi docenti, chiamati a confrontarsi con gli “atti di indirizzo” del Dirigente scolastico, occorra agire con forte determinazione affinché gli insegnanti “in più” siano prioritariamente richiesti ed utilizzati per diminuire il numero degli alunni nelle classi più numerose, per ridare compresenze ai tempi pieni e ai moduli (oggi diventati puri tempi orari e non più modelli pedagogici), per garantire il sostegno necessario ai ragazzi disabili, per alfabetizzare degnamente i ragazzi migranti.
E forse anche in questo potremmo trovare l’appoggio dei genitori, indispensabile per vincere una battaglia che sarà lunga e maledettamente complicata.

Il Comitato nazionale a sostegno della legge popolare “per una Buona scuola per la Repubblica”

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Per una mobilitazione unitaria: INCONTRO NAZIONALE – Roma – 12 luglio 2015

Posted by comitatonogelmini su 5 luglio 2015

INCONTRO NAZIONALE

di Comitato nazionale di sostegno alla Legge di Iniziativa Popolare per una buona scuola per la Repubblica
5 luglio 2015

A tutti i gruppi, i comitati, le associazioni e i sindacati che nel paese si sono battuti in vario modo in questi mesi contro il DDL del governo sulla scuola

Per interrogarsi sul da farsi prima dell’inizio della sospensione estiva, sia pensando alla ripresa settembrina sia in riferimento all’annunciato lancio di un referendum abrogativo che giudichiamo intempestivo, velleitario e pericolosamente controproducente, proponiamo un

INCONTRO NAZIONALE
DOMENICA 12 LUGLIO
PER UNA MOBILITAZIONE UNITARIA
ore 10.30 – 16.30
Sala Bianca – Via Flaminia, 53 – ROMA

Metro linea A – fermata Piazzale Flaminio

Ordine del giorno:

possibili, auspicabili iniziative unitarie di lotta da proporre in vista dell’inizio del prossimo anno scolastico
prima valutazione di una proposta di referendum abrogativo, con contenuti da definire, che nascerebbe a partire dal mondo della scuola, ma con l’intenzione di allargarsi a tutta la società, nella presunzione/necessità di farne una battaglia generale, culturale e di civiltà in grado di parlare trasversalmente a tutte e tutti, genitori, insegnanti, studenti e studentesse, cittadine e cittadini. Un referendum da preparare nel migliore dei modi e con i tempi necessari, costruendo alleanze, cercando adesioni nel mondo della cultura, fra le forze sociali, politiche e sindacali, per far sì che massime siano le probabilità di riuscita
riflessioni sul percorso fino a qui unitariamente compiuto

Per adesioni mandare una mail a: gioca.salmaso@tin.it

Scarica qui il volantino ed aiutaci a veicolare l’iniziativa

Comitato nazionale di sostegno all2

 

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Cambiare il DDL sulla scuola attraverso una battaglia sugli emendamenti

Posted by comitatonogelmini su 2 giugno 2015

intonema digisleeve_twodi Comitato per il Sostegno alla Legge di Iniziativa Popolare Per la Buona Scuola per la Repubblica
2 giugno 2015

Il Presidente del Consiglio ha dichiarato che il DDL sulla scuola si può migliorare, ma che non se ne può mettere in discussione l’impianto. Se accettato, questo modo di procedere vincolerebbe i Parlamentari – nonostante l’art. 67 della Costituzione – all’idea di scuola rappresentata dal testo approvato alla Camera.

Il Comitato nazionale di sostegno della legge di iniziativa popolare per una buona scuola per la Repubblica (LIP), insieme ai parlamentari che si oppongono alla proposta governativa, ritiene invece che ogni intervento legislativo sulla scuola debba essere anzitutto coerente con i principi affermati nella Costituzione.

Il Comitato stesso ha quindi formulato emendamenti indispensabili per salvaguardare i principi costituzionali, che vanno considerati non migliorativi del DDL, ma assolutamente alternativi alla sua logica, e che riguardano gli articoli: 1,2,3,4,6,8,9,10,11,13,17,18,22.
In prima istanza essi sono stati concordati con la senatrice Mussiniprima firmataria della proposta di legge conseguente alla LIP -, che, integrandoli con altri, li ha inviati ai suoi colleghi senatori nell’auspicio di una larga convergenza da parte loro sulla salvaguardia della scuola prevista dalla Carta Costituzionale.
Proponiamo pertanto un incontro nel pomeriggio di mercoledì 3 giugno con i Senatori interessati a una gestione unitaria degli emendamenti, che sono coerenti con i seguenti presupposti politicoculturali:

1) Nelle istituzioni scolastiche statali, in attuazione dell’art. 33 Costituzione, devono innanzitutto essere affermati e garantiti libertà di insegnamento, pluralismo culturale e laicità.

2) Va quindi rifiutata ogni concentrazione del potere decisionale sul Dirigente Scolastico, perché il governo delle istituzioni scolastiche deve spettare agli organi collegiali (Collegio dei docenti e Consiglio di Istituto), in un rapporto di collaborazione con il DS e con il coinvolgimento di comitati dei genitori, studenti e personale ATA.

3) Per poter pienamente attuare libertà di insegnamento e far funzionare la scuola secondo principi democratici, i docenti devono avere il diritto di partecipare alle decisioni del Collegio dei docenti e del Consiglio di istituto senza alcun condizionamento e quindi senza vincoli di subordinazione al DS.

4) Per garantire l’imparzialità e il buon andamento previsti dalla Costituzione per la Pubblica Amministrazione, la gestione del personale deve obbedire a regole predeterminate in modo oggettivo e vincolante. Non possono quindi essere previsti spazi discrezionali, che possono favorire interventi clientelari e indebite pressioni;

5) L’assegnazione dei docenti alle scuole deve essere a tempo indeterminato e non sottoposta al ricatto del contratto triennale; assegnazioni, trasferimenti, utilizzazioni in compiti particolari devono inoltre continuare a essere disposti sulla base di quelle pubbliche graduatorie di merito che hanno finora consentito alla scuola di rimanere indenne dai fenomeni corruttivi diffusi nel nostro Paese;

6) Al fine di evitare strutture sovrapposte agli organi collegiali e di realizzare forme di cooperazione tra le diverse istituzioni scolastiche di uno stesso ambito territoriale con i consigli scolastici locali previsti dall’art. 5 DPR n. 233/99 si possono attivare organi collegiali territoriali, rappresentativi delle istituzioni scolastiche.

7) Va salvaguardato il principio costituzionale secondo cui le scuole private, anche se paritarie, non possono comportare nessun onere per lo Stato, anche sotto forma di detrazione fiscale.
Nello stesso tempo lo Stato deve garantire a tutte le istituzioni scolastiche statali le risorse finanziarie necessarie, con priorità per le finalità indicate nell’art. 2 e con la previsione del raggiungimento graduale del 6% del PIL, media europea.

8) Va previsto un piano pluriennale per l’immissione in ruolo di tutto il personale precario, al fine di garantire il diritto al lavoro di coloro che finora hanno garantito il funzionamento della scuola e di rispettare i diritti già riconosciuti dalla L. n. 296/06 e dall’UE.

9) Per un’effettiva autonomia del sistema scolastico statale, gli organi collegiali territoriali già previsti dal DPR n. 233/99 devono avere un effettivo potere decisorio, in materia di indirizzi culturali e anche per le definizioni delle forme di valutazione del sistema scolastico.

10) Va mantenuto il valore legale del titolo di studio e deve perciò essere definita la quantità massima del curriculum opzionale degli studenti. La definizione delle attività di scuola-lavoro deve rimanere in capo agli organi collegiali della scuola. Le aziende individuate devono ispirare la propria attività agli articoli 36 e seguenti della Costituzione.

11) Considerata la parzialità della proposta governativa e l’esigenza di un forte processo di riforma della scuola, i temi indicati nell’art. 22 per la delega al Governo devono essere stralciati, per permettere un approfondimento culturale reale e serio e un conseguente intervento legislativo adeguato. In ogni caso non può essere assolutamente consentita una delega al Governo in materie così ampie ed importanti senza la definizione di criteri dettagliati e principi generali. Per altro, la Costituzione vieta deleghe in bianco.

Scarica qui il testo degli emendamenti proposti

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Presidio presso la prefettura di Padova il 19 maggio ore 17,30

Posted by comitatonogelmini su 17 maggio 2015

partigiani17 maggio 2015

PER LA SCUOLA DELLA COSTITUZIONE

CONTRO LA BUONA SCUOLA DI RENZI

Nonostante i grandi cortei che hanno attraversato le città il 5 Maggio, nonostante la grande giornata che ha visto la riuscita del boicottaggio delle prove INVALSI nelle scuole superiori il 12 Maggio, il Governo continua nel suo percorso autoritario verso l’approvazione alla Camera del DDL “Buona Scuola”.

Per questo il 19, giorno precedente alla votazione del DDL alla camera, qui a Padova come in tutta Italia, saremo sotto le prefetture per ribadire che la scuola così come l’università, la ricerca, e il mondo della formazione tutto, non sono di nessuno se non di chi la scuola la vive quotidianamente, di chi ha a che fare ogni giorno con il sapere.

Saremo lì per bocciare questo DDL in blocco: non c’è spazio per mediazioni o compromessi. Saremo lì per far valere la nostra voce contro chi non ascolta e tira dritto.

LA BUONA SCUOLA DI RENZI E’ INEMENDABILE!

Presidio presso la prefettura di Padova il 19 maggio ore 17,30

docenti autoconvocati, cobas scuola Padova, Coordinamento studenti medi Padova, Comitato di sostegno alla Legge di Iniziativa Popolare per una buona scuola per la repubblica, Comitato genitori ed insegnanti per la scuola pubblica di Padova, CESP Centro Studi per la Scuola Pubblica Padova, coordinamento studenti e ricercatori universitari, comitato ricercatori universitari non strutturati

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Non un passo indietro: vogliamo lo stralcio delle assunzioni dei precari ed il ritiro del ddl per un reale confronto.

Posted by comitatonogelmini su 10 maggio 2015

partigiani
di Comitato nazionale di sostegno alla Legge di Iniziativa Popolare per una buona scuola per la Repubblica

Leggiamo con stupore e sgomento la notizia che – in anticipo addirittura sui tempi contingentati e forti della ghigliottina imposta sugli emendamenti – il ddl scuola del Governo è stato interamente discusso ed approvato in Commissione Cultura ed è pronto per approdare alla Camera.
Il Comitato per il sostegno alla legge di iniziativa Popolare Per la Buona Scuola per la Repubblica considera inaccettabile l’incuria ed il dileggio con cui Governo e PD hanno risposto al più grande sciopero della scuola di tutti i tempi; nella giornata del 5 maggio – dati provvisori del ministero della Funzione Pubblica alla mano – almeno il 65% dei lavoratori avrebbe scioperato. La previsione relativa ai dati definitivi si attesterebbe attorno all’80%. A fronte di questi inediti numeri e della consistenza della protesta – per la quale i lavoratori della scuola hanno sacrificato 42 mln di euro delle proprie giornate di salario in nome della democrazia – siamo stati apostrofati nelle maniere più volgari ed irriverenti nei confronti di una protesta democratica, consapevole e diffusa che, innanzitutto, meriterebbe rispetto.
– Chiediamo a opposizioni e sindacati di mantenere unitariamente e intransigentemente l’impegno assunto con chi ha scioperato ed è sceso in piazza: continuando a chiedere lo stralcio delle assunzioni dei precari ed il ritiro del ddl per un reale confronto.
– Chiediamo a tutti i soggetti interessati dalla nuova tornata di audizioni-farsa del Partito-Governo e del Governo-Partito di non abboccare al tentativo di rompere il fronte del dissenso: la scuola vi guarda!
– Chiediamo a tutti i lavoratori della scuola, agli studenti, ai genitori, ai cittadini di non allentare vigilanza e mobilitazione. Ci attende un confronto duro, ed è necessario ribattere colpo su colpo con gli strumenti della condivisione e della partecipazione. Senza esitazioni ed intempestivi rilassamenti.
Il Comitato per il Sostegno alla Legge di iniziativa popolare per una buona scuola per la repubblica aderisce con convinzione allo sciopero del 12 maggio contro i test Invalsi alle scuole superiori, nonché all’assemblea in piazza Montecitorio, organizzata dagli Autoconvocati, per le ore 17 dello stesso giorno.
In ragione della condivisione trasversale della Lipscuola, ritiene inoltre fondamentale continuare l’impegno unitario per la scuola della Costituzione, propone che il 18 maggio fioriscano mille iniziative nelle scuole e che la giornata del 19 maggio, giorno in cui il Ddl entrerà in Aula, sia caratterizzata ancora una volta da una forte mobilitazione in tutto il Paese; a Roma, Montecitorio sia circondato da una imponente catena umana, così come le prefetture, terminali locali del governo centrale.
Chiediamo a tutte/tutti di essere presenti alle mobilitazioni portando con sé una copia del testo della Legge di Iniziativa Popolare per una buona scuola per la repubblica (scaricabile dal sito http://lipscuola.it/blog/), l’unica alternativa democratica e partecipata alla scuola del podestà Renzi.

Il Comitato nazionale di sostegno alla Legge di Iniziativa Popolare per una buona scuola per la Repubblica

Scarica qui e aiutaci a diffonderlo

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PER LA SCUOLA DELLA COSTITUZIONE, CONTRO LA BUONA SCUOLA DI RENZI – manifestazione il 5 maggio a PADOVA

Posted by comitatonogelmini su 29 aprile 2015

PER LA SCUOLA DELLA COSTITUZIONE,
CONTRO LA BUONA SCUOLA DI RENZI

la-buona-scuola-siamo-noi-2-f1cb4LA BUONA SCUOLA DI RENZI E’ INEMENDABILE!
NO A TAVOLI DI TRATTATIVA!
RITIRO DEL DISEGNO DI LEGGE SENZA SE E SENZA MA!
Il 5 maggio noi lavoratrici e lavoratori autoconvocati diamo
appuntamento a tutte/tutti coloro che vogliono
esprimere il loro dissenso pubblicamente
a PADOVApiazzale della stazioneore 9.30
per una GRANDE MANIFESTAZIONE regionale
Portiamo pentole, coperchi e mestoli !!!
Partiremo in corteo per il centro cittadino con meta la Prefettura
La Buona Scuola siamo noi!

Scarica il volantino qui ed aiutaci a diffondere l’iniziativa

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Appello per un’indispensabile unità

Posted by comitatonogelmini su 14 aprile 2015

15 apriledi Comitato nazionale a sostegno alla Legge di Iniziativa Popolare “per una Buona Scuola per la Repubblica”
14 aprile 2015

Continuiamo a sperarci, continuiamo a crederci, daremo il nostro contributo fino all’ultimo minuto perchè sia possibile.
Il Comitato nazionale a sostegno alla Legge di Iniziativa Popolare “per una Buona Scuola per la Repubblica” non cessa di chiedere un’unità reale di tutti i lavoratori della scuola, dei genitori, degli studenti, della società civile per convergereper la prima volta, dopo anni di frantumazione e divisionisu una data che possa offrire una rappresentazione concreta del profondo disaccordo con le politiche governative sostanziate dal ddl attualmente in discussione.
Una versione inedita e davvero unitaria del dissenso: ecco ciò che occorre di fronte al più violento attacco che la scuola abbia mai subito.
Abbiamo apprezzato la funzione fondamentale che gli studenti hanno avuto nel corso degli incontri che si sono tenuti durante la settimana: sono stati stemperati separazioni e dissidi. Ma non basta. Chiediamo a TUTTI un ulteriore passo indietro per giungere TUTTI INSIEME ad una data ed una piattaforma di pochi, imprescindibili punti, condivisi senza se e senza ma: blocco del Ddl, assunzione dei precari, 6% del Pil alla scuola.
Ci sarà il tempo per tornare sulle proprie posizioni, sulle proprie priorità; persino per rispolverare antichi dissidi e contrasti. Ma oggi la scuola e il Paesela democrazia del e nel Paesehanno bisogno di un contrasto determinato dal/nel quale ciascuna e ciascuno devono sentirsi pienamente rappresentati.
Auspichiamo pertanto una rapidissima convocazione di un tavolo in cui nessuno manchi e tutti abbiano parola e diritto di ascolto.
Il “No alla Buona Scuola” rischia di diventare uno slogan privo di forza, se non comprendiamo che in momenti di emergenza solo uniti si può tentare di svolgere la necessaria alternativa alla deriva antidemocratica che minaccia il Paese.

Banner Comitato LIP

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Comitato a sostegno della Legge di Iniziativa Popolare (LIP): Comunicato stampa 30 marzo 2015

Posted by comitatonogelmini su 31 marzo 2015

lipcolosseo
di Comitato a sostegno della Legge  di Iniziativa Popolare (LIP) “per la Buona Scuola per la Repubblica”
30 marzo 2015

Alla vigilia dell’inizio del confronto parlamentare sul Ddl governativo “Buona scuola”, il Comitato a sostegno alla Legge di iniziativa popolare “per la Buona Scuola per la Repubblica” rivolge un appello ai parlamentari tutti affinchè respingano il  ricatto di condizionare l’immediata e necessaria assunzione dei precari alla rapida approvazione dell’intero DdL e affinchè chiedano, come da democratica e corretta procedura parlamentare, che alla discussione sia abbinata la ex legge di iniziativa popolare, allora firmata in maniera certificata da 100.000 cittadini, riproposta da molti Collegi Docenti in alternativa alla “Buona scuola” e già ripresentata da mesi in entrambi i rami del Parlamento.

Il Comitato esprime poi  il proprio appoggio a tutte le forme di mobilitazione che si svolgeranno nel Paese per contrastare democraticamente l’ennesima deriva autoritaria che il Governo sta perseguendo: quella del disegno di legge chein tempi strettissimi e con una serie di pericolosissime deleghe in biancominaccia di minare definitivamente la Scuola della CostituzioneUn progetto di scuola che individua nella sostanziale applicazione del Jobs Act ai nuovi assunti, ma anche a chi già di ruolo vorrà avere accesso alla mobilità, nella centralità autoritaria del ruolo del dirigente scolastico, nell’intervento dei privati e negli sgravi a vantaggio delle scuole paritarie i punti di forza di un’ideologia tesa a frantumare il modello laico, inclusivo, democratico e pluralista di questa istituzione dello Stato, depotenziando pericolosamente i principi della libertà di insegnamento e dell’unitarietà del sistema scolastico nazionale, garanzie di democrazia.

Le date del 12 aprile (assemblea nazionale degli Autoconvocati), del 18 aprile (manifestazione nazionale FLC Cgil, CISL Scuola, UIL Scuola, GILDA e SNALS), del 24 aprile  (sciopero e manifestazione di Anief, Unicobas e Usb), del 5-6-12 maggio (sciopero dei Cobas) ci vedranno coinvolti per la riuscita delle iniziative e nel ribadire ancora una volta il modello alternativo della Lipscuola, che non dobbiamo cessare di esigere venga discusso parallelamente al ddl governativo.

Il Comitato auspica infine che sia anche presto possibile giungere  alla proclamazione di una giornata di lotta del tutto unitaria, in grado di costituire la risposta non solo necessaria ma più forte possibile alla gravità dell’attacco alla scuola pubblica statale.

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APPELLO per l’adesione alla manifestazione nazionale UNIONS!, indetta dalla Fiom a Roma il 28 marzo 2015

Posted by comitatonogelmini su 26 marzo 2015

Aqua-Alta di Comitato nazionale a sostegno della legge di iniziativa popolare “Per una buona scuola per la Repubblica”
26 marzo 2015

Il Comitato nazionale a sostegno della Legge di Iniziativa Popolare -LIP- “ Per una buona scuola per la Repubblica”, oggi trasformata in disegno di legge e presentata sia alla Camera che al Senato, insieme ai 20 comitati territoriali LIP sorti in altrettante città negli ultimi 6 mesi, insieme al Coordinamento nazionale per la scuola della Costituzione, alll’Associazione nazionale per la scuola della Repubblica e a decine di altre associazioni e comitati piccoli e grandi, senza dimenticare idealmente le centinaia di insegnanti, studenti, genitori, collaboratori scolastici e studiosi che l’hanno elaborata e i centomila cittadini e cittadine che l’hanno sottoscritta

ADERISCE

con convinzione alla manifestazione nazionale UNIONS! indetta dalla Fiom-Cgil, per sabato 28 marzo a Roma.
Aderisce perché ci riguarda, perché riguarda tutte e tutti noi, noi che studiamo, che viviamo del nostro lavoro, che un lavoro ancora lo cerchiamo, che lottiamo affinché i nostri figli abbiano un futuro dignitoso, noi che aspiriamo ad una democrazia giusta e intelligente.
Aderisce per i diritti, ogni giorno di più negati, cancellati, dimenticati, messi in soffitta in nome di un cinismo economico che antepone il profitto-comunque-sia alla qualità della vita e alla dignità delle persone.
Aderisce per il lavoro, che ogni giorno di più viene a mancare, con la disoccupazione giovanile che tocca percentuali superiori al 40%, aggredito da norme che lo frantumano, lo degradano a schiavitù, con salari che non garantiscono più neppure l’uscita dalla povertà.
Aderisce per la democrazia, messa a rischio da una riforma costituzionale, da una legge elettorale e da norme ordinarie dal fortissimo sapore autoritario a fronte di un deficit di rappresentanza senza precedenti e con tassi di astensionismo mai visti prima. Segnali di un disagio diffuso che non trova risposte.
Aderisce per la giustizia sociale, affinché beni inalienabili come il diritto alla salute, il diritto all’assistenza sociale, il diritto all’istruzione siano a disposizione di tutte e tutti, senza distinzioni e lontani dagli appetiti di chi pensa che “privatizzare sia meglio”.
Aderisce per la legalità, affinché il morso della corruzione, delle mafie, dell’evasione fiscale, del nepotismo dilagante allentino la loro presa e vengano cancellati per sempre.
Aderisce per l’Europa, per un Europa cui guardare con fiducia, sensibile ai bisogni delle persone, razionale quando si tratta di riconoscere diritti civili e di cittadinanza, rispettosa delle differenze e attenta alle istanze che vengono dalla propria base popolare. Un’Europa solidale, garanzia di pace, uguaglianza e libertà. Questa Europa che abbiamo sognato e a cui aspiriamo non c’è. Non c’è per nulla. Non resta che mettersi al lavoro per darle nuova vita.
Aderisce per la scuola della Costituzione, perché la scuola pubblica statale che garantisce uguaglianza di opportunità, in quanto gratuita, laica, aperta a tutte e tutti, e’ in serissimo pericolo. Il progetto di riforma del governo, cosiddetto “Buona scuola”, prevede un forte incremento dei finanziamenti alle scuole private con la conseguenza di impoverire ulteriormente le scuole pubbliche statali sottraendo loro risorse essenziali. Prevede un preside-manager decisionista e tuttofare a scapito di un drastico ridimensionamento degli organi collegiali che garantivano un “governo” democratico della scuola attraverso la partecipazione di insegnanti, studenti e genitori. Prevede una insana competizione fra insegnanti che finirà, inevitabilmente, per produrre solo nevrosi e stress, ma anche una insensata competizione fra scuola e scuola tale da rendere i nostri istituti scolastici facili prede di interessi privati che nulla hanno a che fare con un bene comune qual è l’istruzione pubblica. Per non parlare della prevista alternanza di scuola e lavoro al limite dello sfruttamento minorile.
La Legge d’Iniziativa Popolare che abbiamo presentato in Parlamento, a differenza del piano scuola di Renzi, è una legge che fa propri i principi dettati dagli art.3, 33 e 34 della nostra Costituzione.
E’ una legge nata con l’intento di dare alla scuola la possibilità di formare non solo i lavoratori, i dirigenti, i quadri di domani ma innanzitutto cittadini e cittadine consapevoli dei propri diritti e coscienti dei propri doveri. E’ una legge che propone per la scuola pubblica statale finanziamenti pari alla media europea. Prevede che gli insegnanti cooperino in modo solidale fra loro con l’unico scopo di preparare i propri allievi ad una vita sociale e professionale degna di una democrazia matura. Prevede organi democratici di controllo e di indirizzo composti da studenti insegnanti e genitori. Prevede gratuità e accoglienza per tutte e tutti. Prevede l’obbligo scolastico a 18 anni. Prevede per gli insegnanti una formazione continua in modo che siano messi nelle condizioni di valutare, collegialmente, le proprie capacità didattiche e pedagogiche piuttosto che essere giudicati dall’esito di improbabili e inaffidabili quiz.
E’ una legge che considera la scuola un bene preziosissimo per il paese-tutto e di conseguenza si oppone ad ogni tentativo di trasformare l’istruzione pubblica in una merce, di privatizzare insegnanti, saperi e destini.
Ecco perché il mondo della scuola pubblica statale accoglie e fa proprie le ragioni che hanno spinto il mondo del lavoro, la Fiom-Cgil, a immaginare e quindi organizzare la manifestazione nazionale di sabato 28 marzo a Roma.

ROMA – PIAZZA ESEDRA ORE14 – PIAZZA DEL POPOLO ORE 16

Scarica il volantino che verrà distribuito nella manifestazione

 

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