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Comitato genitori e insegnanti x la scuola pubblica – Padova e Provincia

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Gli Organici per la Scuola Primaria della provincia di Padova per l’anno scolastico 2013/14

Posted by comitatonogelmini su 9 maggio 2013

Organici primaria

di Comitato Genitori ed Insegnanti per la Scuola Pubblica di Padova
9 maggio 2013

Oggi l’Ufficio scolastico territoriale IX di Padova ha inviato  alle organizzazioni sindacali l’informazione sugli organici della scuola primaria per l’anno scolastico 2013/2014.

Ecco la situazione così come si evidenzia dai dati e dalle informazioni ricevute:  

  • aumentano gli alunni di 583 unità, ma non le classi in proporzione: l’aumento delle classi è solo di 6;
  • continua lento ma inesorabile l’aumento del rapporto medio alunni per classe: il prossimo anno la media sarà di 19,94 (in pratica 20), superiore anche alla media regionale;
  • si arresta finalmente il taglio degli organici di posto comune: rispetto allo scorso anno ci sarà un aumento di 21 posti in organico di diritto, mentre i docenti di lingua inglese passeranno da 166 a 171;
  • complessivamente i posti docente aumentano quindi di 26 unità;
  • a fronte di un aumento di alunni disabili (+ 35) gli insegnanti di sostegno in organico di diritto restano lo stesso numero, 194;
  • aumentano ancora le richieste delle scuole di istituzioni di classi a 40 ore: lo scorso anno erano state assegnate 676 classi , quest’anno 711; ciò porta la nostra provincia al 34,75 % di tempo a 40 ore sul totale delle classi funzionanti, con un aumento di quasi il 26% dall’anno scolastico 2008/2009, ultimo anno della scuola pre-Gelmini/Tremonti.

Scarica qui la tabella con l’organico per tutte le istituzioni scolastiche della provincia di Padova

 

2012/2013

2013/2014

variazione

Alunni tempo normale 26 444 26 205 – 439
Alunni 40 ore 13 779 14 601 + 822
Totale alunni 40 223 40 806 + 583
di cui alunni disabili 884 919 +35
Classi tempo normale 1 364 1 335 – 29
Classi 40 ore 676 711 + 35
Totale  classi 2 040 2 046 + 6
Alunni/classe 19,7 19,94 +0,24

Posti docente (compreso lingua inglese e istruzione per adulti)

3 076 (di cui 12 istruzione per adulti e 166 lingua inglese)

3 102 (di cui 12 istruzione per adulti e 171 lingua inglese)

+ 26
Posti docente di sostegno 194 194 0

 

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Alle superiori i docenti soprannumerari restano oltre 7.000. Ecco l’effetto trascinamento dei tagli e della riforma epocale della Gelmini

Posted by comitatonogelmini su 27 luglio 2012

dal sito della FLC CGIL Scuola
27 luglio 2012
Dopo i trasferimenti risultano nella secondaria 8.349 posti liberi e 7.323 soprannumerari. I posti vacanti complessivamente sono oltre 30.984 con 8.180 esuberi

 

Dopo la pubblicazione delle operazioni di mobilità del personale della scuola secondaria di II grado è possibile fare una prima analisi dell’effetto trascinamento determinato dai tagli degli ultimi tre anni.

 

Malgrado il tentativo di nascondere gli effetti dei nuovi regolamenti anche negli anni successivi, sulla scuola e sui lavoratori, il riepilogo che pubblichiamo parla chiaro.

 

Rispetto allo scorso anno, nonostante i pensionamenti nella scuola superiore (oltre 7.000), i posti liberi sono 8.349 e i soprannumerari sono ben 7.323 (solo 200 in meno dello scorso anno). Scarica la nostra elaborazione.
Per alcune classi di concorso (tra le quali educazione musicale, diritto, economia aziendale, trattamento testi/dattilografia e gli insegnamenti tecnico pratici) il saldo a livello nazionale risulta negativo di centinaia di posti.
Solo su sostegno, essendo confermato l’organico dello scorso anno, i soprannumerari sono solo 24 con 690 posti liberi.

 

Questo è l’effetto dell’applicazione dei regolamenti anche alle III classi: riduzione del tempo scuola ed esuberi di personale.

 

La FLC CGIL chiede che il personale in esubero sia utilizzato come organico funzionale per il potenziamento, l’ampliamento del tempo scuola e della qualità dell’offerta formativa.
Solo così si può affrontare seriamente tale problema, non certo attraverso l’utilizzo di questi docenti per le supplenze brevi come stabilisce la spending review (DL 95/2012). A tal proposito la FLC CGIL ha presentato, tra i tanti, un emendamento per la soppressione di questa disposizione.  

 

Dopo questi trasferimenti è completo il quadro per il personale docente, mentre per gli ATA occorre aspettare l’11 agosto.

 

Dal riepilogo che segue si evince che comunque c’è una disponibilità di posti (al netto dei soprannumerari) di oltre 22.000 e quindi non ci sono ragioni per non effettuare le assunzioni previste dal piano triennale.

 

  Posto comune Sostegno Esuberi
Infanzia 2.232 440
Primaria 4.881 1.179 397
I grado 12.206 917 436
II grado 8.349 690 7.347
Totale 27.668 3.226 8.180

 

 

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“Perle di saggezza” nella CM n° 61 sugli organici di fatto

Posted by comitatonogelmini su 23 luglio 2012

di Reginaldo Palermo
da La Tecnica della Scuola
23 luglio 2012
Si va dagli improbabili risparmi per le classi di primaria a 24 ore fino all’obbligo per le scuole (anche quelle oggetto di dimensionamento) di individuare di fatto fin da ora il collaboratore del dirigente scolastico.

La recente circolare sulla definizione degli organici di fatto contiene alcune piccole “perle di saggezza” che segnaliamo ai nostri lettori. Ecco le più interessanti.

La CM, riferendosi a quanto previsto dall’articolo 64 della legge 133/08, segnala ai direttore regionali e agli assessori regionali cheil mancato raggiungimento degli obiettivi ha già comportato e comporterà ancora una corrispondente riduzione della quota dei risparmi conseguenti alla riduzione dei posti e destinata ad incrementare le risorse contrattuali stanziate per le iniziative dirette alla valorizzazione ed allo sviluppo professionale della carriera del personale della Scuola“.

C’è da chiedersi se viale Trastevere siano al corrente che la contrattazione nazionale è ferma da anni e che misure concrete per lo sviluppo professionale del personale della scuola non si sono viste né se vedono all’orizzonte.

E che dire della affermazione secondo cui “una attenta gestione degli spezzoni orari inferiori a sei ore potrà, sicuramente contribuire al raggiungimento dell’obiettivo del contenimento della spese di cui all’art. 64 della legge 133 del 2008”?

Il Miur intende riferirsi al fatto che accorpando spezzoni di modesta entità si creano di fatto ulteriori cattedre destinate ai precari; lasciando gli spezzoni alle scuole i dirigenti devono invece coprire le ore aumentando l’orario dei docenti già in servizio.

In realtà la spesa finale è assolutamente identica (anzi forse a conti fatti si spende persino di più affidando gli spezzoni ai docenti di ruolo!) anche se cambiano radicalmente i dati che il Miur deve trasmettere al MEF: nel primo caso aumentano le cattedre, nel secondo caso no; e, a quanto pare, ciò che interessa al MEF non è la spesa effettiva, ma solamente l’apparenza.

La CM sottolinea anche la necessità che i nulla osta per il trasferimento da una scuola all’altra venga rilasciati con parsimonia.

Peccato che già in più circostanze la giustizia amministrativa si sia espressa nel senso di riconoscere alle famiglie il diritto di spostare l’iscrizione anche durante il periodo estivo, soprattutto se nel frattempo sono insorte nuove esigenze familiari.

Interessante poi la annotazione relativa al “necessario rispetto delle norme relative alla sicurezza e alla prevenzione”.

“Relativamente a tale ultima previsione, si ribadisce che in presenza di certificazioni rilasciate dalle autorità competenti le classi vanno istituite tenendo conto di quanto indicato dalle certificazioni stesse”.

Sembra una apertura finalizzata ad evitare le cosiddette “classi pollaio”, ma in realtà si tratta come è spesso accaduto negli ultimi anni di una clausola messa lì per complicare ulteriormente la vita di uffici provinciali e dirigenti scolastici: se l’organico di fatto non può aumentare rispetto allo scorso anno, anche il richiamo alle norme sulla sicurezza si riduce ad una mera dichiarazione di principio.

Divertente, al limite del paradosso, il riferimento agli esoneri e ai semiesoneri.

La CM “rappresenta la necessità che i relativi provvedimenti siano adottati dai Dirigenti scolastici in tempo utile rispetto all’effettuazione delle citate operazioni e comunicati contestualmente alle competenti sedi territoriali degli uffici scolastici regionali”.

Ma il fatto è che in moltissimi casi gli esoneri o i semiesoneri riguardano scuole oggetto di dimensionamento e quindi il dirigente che dovrebbe fare la richiesta non ha conoscenza completa dei docenti che faranno parte del futuro comprensivo (senza contare che in numerose situazioni si tratta persino di dirigenti che dal prossimo settembre saranno collocati in pensione). E decidere già adesso di chiedere la copertura di una cattedra di lettere piuttosto che di un posto di scuola primaria o dell’infanzia significa porre una ipoteca sul nome d chi dovrà svolgere le funzioni di collaboratore del dirigente.

Per non parlare infine, delle “economie derivanti dalla scelta da parte delle famiglie del modello orario di 24 ore settimanali” nella scuola primaria,

Ma, a viale Trastevere, conoscono i report dei servizi statistici del Miur stesso secondo cui le classi a 24 ore rappresentano a livello nazionale lo 0,1% del totale (come dire che in tutta Italia sono complessivamente meno di un centinaio)?

Scarica il Testo della circolare n° 61 del 18 luglio 2012

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Il numero degli alunni per classe e le norme da rispettare

Posted by comitatonogelmini su 2 giugno 2012

di Salvatore Nocera
da Superando.it
2 giugno 2012
Parlano molto chiaramente – su tali questioni – la recente Circolare Ministeriale dedicata agli organici di diritto per il prossimo anno scolastico e l’allegato schema di Decreto Interministeriale. Quest’ultimo, ad esempio, dichiara testualmente che «in presenza di più di due alunni con disabilità per classe, questa deve essere costituita con non più di 20 alunni». Una norma, questa, da tener presente specie nelle scuole superiori, dove troppo spesso si notano classi con più di 2 alunni con disabilità, che superano anche abbondantemente il tetto massimo di 20 alunni. Oltre a un’approfondita analisi della Circolare citata, proponiamo anche alcuni suggerimenti alle famiglie, per eventuali, immediate azioni davanti al proprio TAR di riferimento, per far rispettare le varie norme, sia rispetto al numero degli alunni che per le ore di sostegno.

Il Ministero dell’Istruzione ha emanato il 29 marzo scorso la Circolare 25/12, concernente la formulazione degli organici di diritto per il prossimo anno scolastico 2012-2013. In essa viene immediatamente affermato il principio che l’organico di diritto non debba superare la somma dei posti in organico di diritto e di fatto dell’anno scolastico precedente, rinviando eventuali incrementi alla Circolare sull’organico di fatto, come ad esempio quelli relativi alle deroghe per i posti di sostegno, ciò che viene precisato nell’apposito paragrafo (pagina 19 della Circolare 25/12).

Riteniamo poi particolarmente importante che sin dall’inizio venga richiamato l’obbligo di attenersi alle disposizioni di cui al Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) 81/09, che contiene i tetti massimi per la formazione delle prime classi delle scuole di ogni ordine e grado. Va qui sottolineato che all’articolo 5, comma 2, quello stesso DPR stabilisce che «di norma» tutte le prime classi frequentate da alunni con disabilità «non debbono avere più di 20 alunni».
Il termine «di norma» consente per altro delle «eccezioni», previste dall’articolo 4 del medesimo DPR, per tutte le prime classi – comprese quelle con alunni con disabilità sino al 10%. Ciò significa che al massimo le prime classi con alunni con disabilità non devono superare i 22 alunni.
Tornando inoltre al già citato paragrafo della Circolare, dedicato ai Posti di sostegno, anche lì vi si raccomanda «la massima attenzione nella costituzione delle classi con alunni disabili, nel senso di limitare, per quanto possibile, in presenza di grave disabilità, la formazione delle stesse con più di 20 alunni».

Tale disposizione, per altro, rinvia implicitamente alla Circolare Ministeriale 63/11, secondo la quale una prima classe non può avere più di 20 alunni in presenza di uno con certificazione di “gravità” (articolo 3, comma 3 della Legge 104/92) o di due “non gravi” (articolo 3, comma 1 della medesima Legge 104/92).

Si passi ora a esaminare il primo paragrafo della Circolare, quello concernente le Procedure (pagine 5-6), ove è importante una disposizione che consente la riduzione del numero di alunni per classe in casi particolari, così come segue: «Particolare attenzione dovrà essere riservata alle condizioni di disagio legate a specifiche situazioni locali, riguardanti i comuni montani e le piccole isole, la limitata capienza delle aule, il rispetto delle norme sulla sicurezza, le aree con elevati tassi di dispersione e di abbandono e quelle con un rilevante numero di alunni di cittadinanza non italiana [grassetti del curatore nella citazione, N.d.R.]».

Il documento si articola poi per gradi di scuola. Ad esempio nel paragrafo riguardante la Scuola dell’Infanzia (pagine 6-7), sono previste priorità per alcuni alunni, in caso di eccesso di iscrizioni. Esse riguardano esattamente coloro che compiono i 3 anni entro il 31 dicembre 2012, rispetto a quanti – compiendoli entro il 30 aprile 2013 – vorrebbero anticipare la frequenza. E anche gli alunni che hanno frequentato nell’anno precedente le cosiddette “Sezioni primavera”.
Manca tuttavia un riferimento esplicito agli alunni certificati con grave disabilità che – ai sensi dell’articolo 3, comma 3 della Legge 104/92 – hanno diritto di precedenza nell’accesso ai servizi previsti da quella stessa Legge, tra cui quello scolastico. Tale precedenza è da ritenersi valida certamente rispetto ai compagni che compiono i 3 anni non solo entro il 30 aprile 2013, ma anche entro il 31 dicembre 2012, mentre si deve supporre che essa non possa operare nei confronti dei compagni che già provengono da una “Sezione primavera”.

Se poi rispetto ai paragrafi concernenti la Scuola primaria (pagine 7-9) e quella Secondaria di I grado (pagine 9-11), nulla vi è da eccepire, nel caso invece di classi della Scuola secondaria di II grado (le ex Superiori, pagine 11-18), la Circolare stabilisce che per quelle successive alla prima – qualora il numero medio di alunni sia inferiore a 22 – si debba procedere a una redistribuzione, in modo tale da avere classi sino a un massimo di 30 alunni.
A tal proposito è da ritenere però che se le classi provengono da prime formate con il tetto massimo di 20 alunni, perché frequentate da alunni con disabilità, il numero di tali alunni non possa superare – nemmeno in tale circostanza – il numero di 22, per la logica secondo cui non avrebbe senso stabilire la formazione di prime classi con un tetto massimo che poi però possa essere sforato sino a 30.

Un successivo paragrafo della Circolare, infine, riguarda la dotazione degli organici preso i Centri Territoriali Permanenti per l’Educazione degli Adulti (pagina 18), di cui al Decreto Ministeriale del 25 ottobre 2007, emanato in applicazione dell’articolo 1, comma 632 della Legge 296/06 (Finanziaria per il 2007). In esso manca qualunque riferimento agli alunni con disabilità e tuttavia – siccome all’inizio della Circolare era stato richiamato il DPR 81/09 – è da ritenere che anche a queste classi si applichi il tetto previsto dall’articolo 5 di quello stesso DPR.
Inoltre è da ricordare che già l’Ordinanza Ministeriale 455/97 – richiamata espressamente dalla Sentenza della Corte Costituzionale 226/01aveva stabilito che anche nelle classi dei corsi per gli adulti spettassero delle ore di sostegno agli alunni con disabilità. E queste – secondo la già citata Legge 296/06 (articolo 1, comma 605, lettera b) – devono corrispondere alle loro «effettive esigenze».

L’allegato schema di Decreto Interministeriale

Va anche opportunamente sottolineato che lo schema di Decreto Interministeriale di prossima registrazione alla Corte dei Conti e trasmesso con la stessa Circolare 25/12, stabilisce in modo tassativo (articolo 12, comma 7) che «in presenza di più di due alunni con disabilità per classe, questa deve essere costituita con non più di 20 alunni».
Tale norma dev’essere tenuta presente specie nelle scuole superiori, dove troppo spesso si notano classi con più di 2 alunni con disabilità, che superano anche abbondantemente il tetto massimo di 20 alunni.

Suggerimenti

In conclusione si invitano da una parte i Dirigenti Scolastici a pretendere dagli Uffici Scolastici Regionali il rispetto di tutte le norme sopra citate, con la riduzione del numero degli alunni o l’eventuale sdoppiamento di classe in caso di eccesso.
Si invitano dall’altra parte le famiglie a chiedere ai Dirigenti Scolastici di conoscere – possibilmente per iscritto e prima dell’inizio dell’anno scolastico – se le classi sono state formate nel rispetto di quanto stabilito dalla Circolare 25/12 e dall’allegato Decreto Interministeriale. Ciò al fine di eventuali, immediate azioni davanti al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR), per il rispetto di quelle stesse norme.

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Organici per la scuola primaria anno scolastico 2012/2013

Posted by comitatonogelmini su 15 maggio 2012

dal sito della FLC CGIL Scuola di Padova
15 maggio 2012

Nei giorni scorsi l’Ufficio scolastico territoriale IX di Padova ha inviato  alle organizzazioni sindacali l’informazione successiva sugli organici della scuola primaria per l’anno scolastico 2012/2013.

Ecco la situazione così come si evidenzia dai dati e dalle informazioni ricevute nel corso dell’incontro di informazione preventiva tra il Dirigente dell’Ufficio  IX e le organizzazioni sindacali territoriali:  

  • aumentano gli alunni di 553 unità, ma non le classi in proporzione: l’aumento delle classi è solo di 7;
  • continua lento ma inesorabile l’aumento del rapporto medio alunni per classe: il prossimo anno la media sarà di 19,7, superiore anche alla media regionale che è del 19,2;
  • nessuna inversione di tendenza sulla costituzione di pluriclassi, quest’anno saranno 22, una in più dello scorso anno e con un numero elevato di alunni: ci saranno pluriclassi con 22 e anche 25 alunni ( in contrasto anche con quanto prevedono le indicazioni fornite dall’Ufficio scolastico regionale del Veneto che indica “un numero di alunni leggermente superiore a 18);
  • si arresta finalmente il taglio degli organici di posto comune: rispetto allo scorso anno ci sarà un aumento di 24 posti in organico di diritto, non quello dei docenti di lingua inglese, che diminuiscono ancora passando da 176 a 166;
  • complessivamente i posti docente aumentano quindi di 14 unità;
  • a fronte di un aumento di alunni disabili (+ 49) gli insegnanti di sostegno in organico di diritto restano lo stesso numero, 194
  • aumentano ancora le richieste delle scuole di istituzioni di classi a 40 ore: lo scorso anno erano state richieste 600 classi , quest’anno 676. Tutte le richieste per l’anno scolastico 2012/2013 sono state accolte, anche oltre le disponibilità di organico assegnato dall’ Ufficio scolastico regionale del Veneto, portando la nostra provincia al 33,13 % di tempo a 40 ore sul totale delle classi funzionanti, con un aumento del 24,31% dall’anno scolastico 2008/2009, ultimo anno della scuola pre-Gelmini/Tremonti.

Quali criteri sono stati utilizzati per attribuire classi e docenti alle istituzioni scolastiche della nostra provincia?

Una premessa. Ricordiamo che l’attuale ordinamento della scuola primaria prevede i seguenti tempi scuola: 24 ore (solo le richieste permettono di attivare una classe ); 27 ore (è il tempo garantito per tutti); 30 ore (per le classi quinte e per le altre classi solo in presenza di disponibilità di organico); 40 ore (solo in presenza di disponibilità di organico).

Riportiamo qui i criteri utilizzati che ci sono stati comunicati dal Dirigente dell’Ufficio territoriale:

  • Tempo normale: 27 ore a tutte le classi dalla prima alla quinta per le attività didattiche (la circolare n° 25 del 29/3/2012 del MIUR prevede invece che siano assegnate 30 ore alle future classi V).
  • Tempo normale: le richieste per un tempo scuola di 30 ore sono state accolte solo al 50%, anche per classi successive alla futura prima; le ore ulteriori le 27 sono da considerarsi ore opzionali, pertanto suscettibili di oscillazioni di anno in anno in relazione alla disponibilità di organico.
  • 40 ore: ad ogni classe funzionante a 40 ore è stato assegnate un organico pari a 42 ore perciò un insegnante e 20 ore; questo criterio è non solo peggiorativo rispetto alla circolare del MIUR che prevede l’assegnazione di 2 insegnanti piene, pari a 44 ore, per ogni classe funzionante a 40 ore, ma anche rispetto alla nota dell’U.S.R. VenetoQuest’ultimo già aveva compiuto scelte non rispettose della circolare MIUR decidendo di assegnare alle classi funzionanti a 40 ore delle province di Padova e Venezia un organico pari a 44 ore solo per le classi prime e invece 42 alle classi successive. Questo perché queste due province hanno un numero di classi a 40 ore superiore alla media regionale.
  • 40 ore : l’Ufficio territoriale di Padova ha autorizzato la costituzione di tutte le classi a 40 ore richieste, 676, anche se non era stato assegnato l’organico necessario: infatti gli organici sono stati assegnati per costituire 664 classi ed invece l’Ufficio territoriale di Padova ne ha autorizzate 12 in più.

Scarica qui la tabella con l’organico per tutte le istituzioni scolastiche della provincia di Padova

 

2011/2012

2012/2013

variazione

Alunni

tempo normale

27 619

26 444

– 1175

Alunni 40 ore

12 071

13 779

+ 1 798

Totale alunni

39 690

40 223

+ 553

di cui alunni disabili

835

884

+49

Classi tempo normale

1 437

1 364

-73

Classi 40 ore

596

(chieste 600)

676 (tutte le richieste accolte)

+80

 

Totale  classi

2 033 (di cui 21 pluriclasse)

2 040 (di cui 20 pluriclassi a tempo normale e 2 a tempo pieno)

+7

Alunni/classe

19,5

19,7

+0,2

Posti docente

(compreso lingua inglese e istruzione per adulti)

3 062

(di cui 12 istruzione per adulti e  176 lingua inglese

3 076

(di cui 12 istruzione per adulti e 166 lingua inglese)

+ 14

Posti docente di sostegno

194

194

0

Docenti perdenti sede

70

 

20

-50

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Spending review: ritocchi anche agli organici della scuola?

Posted by comitatonogelmini su 1 maggio 2012

di Reginaldo Palermo
da La Tecnica della Scuola
1 maggio 2012
Dalle slides usate in conferenza stampa arriva una novità: bisogna rivedere il rapporto fra alunni e docenti e riequilibrare la rete scolastica regionale.

I documenti approvati nella giornata del 30 aprile dal Consiglio dei Ministri e le “slides” utilizzate durante la conferenza stampa conclusiva stanno già circolando nella rete e a questo punto si incomincia a capire qualcosa di più sulle reali intenzioni del Governo nei confronti della scuola.
Le idee sono sostanzialmente quattro.
La prima strada da percorrere per ottenere dei risparmi sarebbe quella dello snellimento della struttura centrale che, nel concreto, significherebbe:
utilizzo dei sistemi informatici,
riduzione dal 2014 del 50% di spese per fitti passivi e gestione immobili (con questa misura già nel 2013 si avrebbe una riduzione del 10% della spesa),
riduzione organici dirigenziali e riconversione profili.
Seconda pista di lavoro:
riorganizzazione della struttura territoriale con riduzione delle articolazioni provinciali e trasferimento di funzioni”.
In altre parole si tratterebbe di chiudere gli uffici scolastici provinciali trasferendone in toto o in parte le funzioni ad altri uffici (non si sa se alle scuole o agli Usr).
Ci sono però anche due misure che riguardano il personale della scuola. La prima viene definita come razionalizzazione distacchi e comandi personale e nel concreto dovrebbe voler dire una ulteriore sforbiciata ai distacchi in corso (poche migliaia, compresi gli esoneri sindacali).
Ma in agenda, ed è strano che finora nessuno ne abbia parlato, c’è anche un’altra ipotesi; si tratta del
riequilibrio della rete scolastica regionale e della proporzione tra docenti e classi di alunni”.
Detto in modo più chiaro: potrebbe esserci un ulteriore giro di vite nella direzione indicata dall’articolo 64 della legge 133 del 2008.

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Nota dell’U.S.R. del Veneto sulla determinazione degli organici di diritto: anche quest’anno più realisti del re!

Posted by comitatonogelmini su 25 aprile 2012

di Comitato Genitori ed Insegnanti per la Scuola Pubblica di Padova
25 aprile 2012
Nella giornata di ieri l’Ufficio Scolastico Regionale del Veneto ha pubblicato la nota MIUR/AOODRVE/UFF.III/5585/C21 relativa alle Indicazioni operative e all’assegnazione del contingente dell’organico di diritto per l’anno scolastico 2012/13 della scuola dell’infanzia, della scuola primaria e degli insegnanti di sostegno. Per la scuola secondaria seguirà a breve una nota ad hoc.

 

La nota, come tutte le ultime comunicazioni provenienti dall’USR è firmata dalla dr.ssa Gianna Miola, vice direttore generale, ma di fatto diventata la persona che gestisce l’Ufficio.

Il documento, piuttosto corposo e che vi invitiamo qui a leggere nel dettaglio, puntualizza diversi aspetti del percorso di assegnazione e di utilizzo degli organici per il prossimo anno scolastico, legandoli al testo della C.M. n. 25 del 29 marzo 2012 – schema di decreto interministeriale – Organico di diritto personale docente a.s. 2012/2013: cercheremo di seguito di richiamare le cose che ci sono sembrate più importanti.

Formazione delle classi per le scuole di ogni ordine e grado

Viene ribadito che le sezioni di scuola dell’infanzia e le classi di ogni ordine e grado dovranno essere costituite secondo i criteri e i parametri numerici indicati nelRegolamento recante norme per la riorganizzazione della rete scolastica e il razionale ed efficace utilizzo delle risorse umane della scuola, ai sensi dell’art. 64, comma 4, del decreto legge 25 giugno 2008 n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008 n. 133” approvato con D.P.R. 20 marzo 2009 n. 81, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 2 luglio 2009 n. 151, che ha sostituito integralmente il D.M. 24 luglio 1998 n. 331 e il D.M. 3 giugno 1999; per facilitare il lavoro vengono riassunti in una tabella i parametri principali:

Tipologia di scuola

 

numero minimo di alunni

 

numero massimo di alunni

classi iniziali

scuola dell’infanzia (art.9) 18 26 (fino a 29)
scuola primaria (art.10)

 

15 (classi iniziali e successive alla prima) 27
comuni montani 10  
pluriclassi 8 18
scuola secondaria di I grado (art.11)

 

18

 

27 (fino a 28) elevabili a 30 solo nel caso di un’unica prima
  • mantenimento cl. successive alla prima (numero medio)
20 30
scuola secondaria di II grado (art.16) – 27

 

27 totali – con almeno 12 alunni per il gruppo minoritario
  • mantenimento cl. finali
10

 

 
  • mantenimento cl. intermedie
22  
           classi articolate 27 totali – con almeno 12 alunni per il gruppo minoritario  

La nota dimentica però di sottolineare che il D.P.R. 20 marzo 2009 n. 81 permette di derogare a questi limiti fino al 10% anche nelle scuole primarie e nelle secondarie di II grado, di fatto innalzando i valori massimi rispettivamente a 30 e 33 alunni: ci preme sottolinearlo perché nelle nostre realtà territoriali negli ultimi due anni si sono già registrati diversi casi in cui questi valori sono stati raggiunti, con conseguenze nefaste per la didattica.

Inoltre le classi e le sezioni che accolgono alunni disabili dovranno formarsi, di regola, rispettando i seguenti limiti:

classi con la presenza di 1 alunno disabile: massimo 25 alunni

classi con la presenza di 2 alunni disabili: massimo 20 alunni

classi con la presenza di 1 alunno disabile grave, nel caso di esplicita e motivata necessità di riduzione del numero di alunni (c. 2, art. 5, DPR 81/2009): massimo 20 alunni.

Richiami specifici per la scuola dell’infanzia

Non dovrà essere superato, nell’organico di diritto provinciale, il numero di posti attivato nell’organico di fatto del corrente anno scolastico 2011/12: detto più semplicemente non potranno essere attivate nuove sezioni di scuola dell’infanzia in tutto il territorio regionale: ancora una volta viene di fatto incentivata la presenza delle scuole parificate a cui l’utenza deve rivolgersi per la cronica carenza di strutture statali (siamo in assoluto la regione in cui il numero di scuole parificate è in percentuale il più alto dell’intera Italia: il 67% dei nostri alunni non può utilizzare scuole statali e deve rivolgersi a strutture private! [vedi qui i dati])

Inoltre viene ricordato che, qualora le richieste di iscrizione siano in numero superiore alla capienza delle sezioni, deve essere data la precedenza ai bambini che compiono tre anni di età entro il 31 dicembre 2012.

Richiami specifici per la scuola primaria

Lunga e articolata la parte della nota rivolta alle scuole primarie.

Viene inizialmente richiamata l’esclusiva responsabilità dei Dirigenti scolastici sia nel proporre all’Amministrazione scolastica classi non a norma, sia nel corretto utilizzo delle risorse di organico assegnate all’istituto.

A seguire si sottolinea che il contingente assegnato dal MIUR alla regione Veneto, anche se leggermente incrementato rispetto a quello autorizzato per l’a.s. 2011/12, non consente di far fronte in modo completo al consistente incremento del numero degli alunni e quindi è necessario prestare la massima attenzione nell’utilizzo delle risorse di organico, in modo che le stesse rispondano innanzitutto alle esigenze delle classi a norma, costituite cioè nel rispetto dei parametri numerici fissati dal D.P.R. n. 81/2009.

Per l’a.s. 2012/13, il calcolo dell’organico di ogni istituto, operato dal sistema informativo, viene effettuato moltiplicando per 27 il numero delle classi prime, seconde, terze e quarte, per 30 quello delle classi quinte e dividendo il prodotto per 22 (orario contrattuale d’obbligo d’insegnamento di ciascun docente).

Il risultato dell’operazione costituisce l’organico d’istituto, in termini di posti cattedra e spezzoni orario, che si incrementa in caso di funzionamento di classi a tempo pieno, che devono funzionare a 40 ore settimanali con due insegnanti.

Fin qui nulla di nuovo rispetto a quanto prevedeva la C. M. n. 25 del 29 marzo 2012.

Nel seguito, però, intervengono alcune interpretazioni che consolidano le scelte già effettuate lo scorso anno scolastico dall’USR, interpretazioni che forzano anche questa volta in modo poco ortodosso il testo ministeriale; il problema è collegato all’utilizzo delle ore “tolte” alle future classi quarte per ottemperare al calcolo dell’organico.

Fino all’attuale anno scolastico le classi quarte venivano conteggiate a 30 ore, il prossimo a 27 (ciò è legato al fatto che anche nelle quarte entrerà la ristrutturazione Gelmini).

Bene, nella circolare 25 del MIUR, a proposito di queste ore viene detto che: “Le economie che si determinano per il trascinamento dell’attuazione della riforma vanno comunque utilizzate nella stessa scuola per il potenziamento dell’offerta formativa e del tempo”.

Il testo della nota dell’USR recita invece così: Le economie derivanti dalle tre ore delle classi quarte a tempo normale saranno utilizzate nella stessa scuola qualora consentano la salvaguardia della titolarità dei docenti, evitando quindi l’insorgere di situazioni di soprannumero.

Quindi nella nostra regione le ore saranno “restituite” solamente in quelle scuole in cui genererebbero situazioni di sovrannumerarietà; si tratta, come accaduto in altre occasioni (docenti specialisti d’inglese lo scorso anno scolastico) di un tentativo di racimolare qua e là scampoli di ore per costituire qualche posto aggiuntivo: ma se di questi posti c’è effettivamente bisogno (e c’è, o come c’è…) perché non deve provvedere direttamente il MIUR assegnando organici adeguati? Perché solo ad alcune scuole saranno lasciate le ore delle quarte, non permettendo a tutte in egual modo di utilizzare questa piccola boccata di ossigeno arrivata dopo tre anni di tagli indiscriminati?

Classi a Tempo Pieno

La possibilità di accogliere le richieste relative alle classi prime che chiedono di funzionare a tempi pieno avverrà secondo il seguente ordine di priorità:

1)     nello stesso Istituto, attribuzione di tante nuove prime a tempo pieno quante sono quelle attualmente funzionanti;

2)     concessione di nuove classi a tempo pieno alle istituzioni scolastiche ove attualmente non è attivata tale tipologia di classi;

3)     incremento di classi a tempo pieno nelle scuole dove è già presente questo tipo di classi.

Le classi a tempo pieno successive alle prime saranno attivate, al fine di garantire la continuità didattica, in numero pari alle precedenti classi della stessa tipologia avviate nel corrente anno scolastico.

Per l’a.s. 2012/13 non è pertanto consentito attivare ulteriori classi a tempo pieno oltre a quelle che garantiscono la continuità dei corsi già formalmente avviati.

La nota sottolinea inoltre l’obbligo di far funzionare le classi a t.p. per non meno 40 ore settimanali, comprensive del tempo dedicato alla mensa, con rientri pomeridiani.

Solo le 4 ore in più rispetto alle 40 settimanali potranno essere utilizzate, nell’ambito dell’organico d’istituto, per l’ampliamento del tempo scuola e per altre attività, sulla base del Piano dell’offerta formativa.

In seguito la nota riporta che “dai dati del monitoraggio avviato da questa Direzione, riguardante il tempo scuola attivato nelle scuola primaria per l’a.s. in corso, risulta che non sempre le risorse di organico vengono impiegate in maniera corretta e legittima”.

A tal fine si evidenzia che, pur nel rispetto dell’autonomia delle istituzioni scolastiche, devono comunque essere rispettate le seguenti regole e priorità:

1)    l’orario delle classi a tempo pieno, formalmente autorizzate dall’UST, non deve essere inferiore alle 40 ore settimanali, comprensive della mensa. Residuano pertanto solo 4 ore da utilizzare come di seguito indicato;

2)    l’orario delle classi ordinarie (27 o 30), non deve essere ridotto per coprire le ore di mensa, nell’ipotesi di tempo scuola organizzato su cinque giorni;

3)    le 4 ore che residuano per ogni classe a tempo pieno, e le ore che si liberano per la presenza del docente esterno di religione cattolica o per altre cause, devono prioritariamente essere impiegate come segue:

a)     garantire la continuità del tempo scuola con rientri pomeridiani avviato negli anni scolastici precedenti, assicurando la copertura del tempo mensa;

b)     garantire il più possibile la copertura delle attività alternative alla Religione cattolica;

c)     organizzare con rientri pomeridiani, sulla base delle richieste delle famiglie, le future classi prime non a tempo pieno, assicurando la copertura del tempo mensa, compatibilmente con le risorse orarie disponibili;

d)     organizzare  attività didattiche ed educative in base al Piano dell’offerta formativa.

Queste indicazioni, che non compaiono nel testo della C.M. n. 25 del MIUR, sono state redatte autonomamente dall’USR; segnaliamo che, come già accaduto altre volte, questa rigida interpretazione servirà a rendere sempre più difficile (se non addirittura impossibile) usare qualche ora di contemporaneità nelle classi a tempo pieno; detto in altri termini, dove finora non erano arrivati ne Gelmini gli scorsi anni, ne Profumo quest’anno, arriva Gianna Miola, condannando definitivamente a lezioni solo ed esclusivamente frontali gli alunni che frequentano i tempi pieni del Veneto.

Infine per il secondo anno consecutivo l’USR interviene con proprie istruzioni in merito agli insegnanti specialisti di lingua inglese.

La C. M. n. 25 del 29 marzo 2012 del MIUR in merito recita:

L’insegnamento della lingua inglese è impartito in maniera generalizzata, nell’ambito delle classi loro assegnate, dai docenti in possesso dei requisiti richiesti, per le ore previste dalla normativa vigente (un’ora settimanale nelle classi prime, due ore nella classi seconde, tre ore nelle restanti classi). A tal fine il dirigente scolastico, sentito il collegio dei docenti, adotta le soluzioni organizzative utili a garantire in tutte le classi l’assegnazione di un docente in possesso dei titoli per tale insegnamento. Le SS.LL., nel corso delle apposite conferenze di servizio, avranno cura di richiamare l’attenzione dei dirigenti scolastici su tale adempimento.

Solo per le ore di insegnamento di lingua straniera che non sia stato possibile, in nessun modo, coprire attraverso l’equa distribuzione dei carichi orario, sono istituiti posti per docenti specialisti, nel limite del contingente regionale. Di regola viene costituito un posto ogni 7 o 8 classi, sempreché per ciascun posto si raggiungano almeno 18 ore di insegnamento settimanali.

Leggiamo ora come ha deciso di “ampliare” le indicazioni l’USR del Veneto:

In relazione alle differenziate situazioni che si verranno a determinare nelle istituzioni scolastiche in ragione della necessità più o meno consistente di fare ricorso agli specialisti di lingua inglese, aggiuntivi rispetto all’organico di base calcolato secondo i parametri previsti dalla normativa vigente, si forniscono le seguenti indicazioni operative.

Le SS.LL., dopo aver effettuato la prima assegnazione del predetto organico di base, prenderanno in esame le richieste dei Dirigenti delle scuole dove, dopo aver coperto nella misura massima possibile le ore/posti di lingua inglese con i docenti titolari specializzati (o in possesso degli altri requisiti), si presenta la necessità di nominare, sui posti residuati da tali operazioni, altri insegnanti di lingua inglese (specialisti).

Provvederanno quindi ad autorizzare tali posti di lingua inglese e, nello stesso tempo, a detrarre un corrispondente numero di posti e ore comuni, pari al numero di posti e ore di lingua inglese da assegnare agli specialisti.

In questo modo si raggiunge un equilibrio tra gli organici delle istituzioni scolastiche, altrimenti differenziati in relazione alla presenza più o meno consistente di specialisti di lingua inglese.

Tradotto in lingua italiana: siccome potrebbe succedere che in una scuola non ci siano sufficienti insegnanti “normali” con i requisiti per insegnare lingua inglese, noi vi diamo lo specialista, come indicato dal ministero, ma contemporaneamente vi togliamo dall’organico un insegnante “normale”.

Questa ulteriore razionalizzazione (che viene spacciata per “riequilibrio dell’organico”, pur sapendo che praticamente in quasi tutte le istituzioni scolastiche c’è la necessità di almeno uno specialista di lingua inglese) toglierà alle scuole la possibilità di recuperare un minimo di ore da poter sfruttare come contemporaneità, supplenze temporanee, recupero alunni svantaggiati, attività alternativa alla religione cattolica.

E’ anche grazie a questo sagace uso degli organici che il prossimo anno scolastico i nostri bambini potranno avere solo ed esclusivamente ore frontali di lezione, totale assenza di laboratorialità (con buona pace delle Indicazioni Nazionali…) e classi smembrate suddivise nelle altre quando un docente sarà assente da scuola.

A questo punto l’incipit della notaTenuto conto che il contingente assegnato dal MIUR a questa regione, anche se leggermente incrementato rispetto a quello autorizzato per l’a.s. 2011/12, non consente di far fronte in modo completo al consistente incremento del numero degli alunni rende solo più palese il fatto che, ancora una volta, gli scherani (l’USR) riescono ad essere peggiori del re (MIUR).

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Organici 2012/13 e confluenze: ecco i documenti ufficiali del MIUR

Posted by comitatonogelmini su 29 marzo 2012

di Comitato Genitori ed Insegnanti per la Scuola Pubblica di Padova
29 marzo 2012

Come avevamo ipotizzato, nella giornata di oggi il MIUR e i sindacati della scuola hanno reso nota tutta la documentazione relativa alle operazioni connesse alla determinazione degli organici di diritto dei vari ordini di scuola per il prossimo anno scolastico.

Rispetto a quanto anticipato nelle bozze provvisorie dei giorni scorsi risulta tutto confermato.

In particolare dalla circolare ministeriale n° 25 a firma di Lucrezia Stellacci (sic!) che regolamenta tutti gli organici per il prossimo anno scolastico si evince che:

  • la dotazione complessiva è pari  600.839 posti, uguale a quella dello scorso anno, ma si tratta come noto di una dotazione già pesantemente tagliata negli ultimi tre anni per effetto della manovra del Governo Berlusconi (come magra consolazione diciamo che almeno non sono state proposte ulteriori “razionalizzazioni”);
  • la dotazione di ciascuna regione  è stata ripartita per i 4 gradi di scuola e assegnata alle varie direzioni scolastiche regionali sulla base della previsione dell’andamento degli alunni, e quindi delle classi; l’organico delle singole scuole verrà determinato tenendo conto della ripartizione che effettuerà ciascun Direttore Regionale per le singole province e per i vari gradi di scuola.

Nel dettaglio dei punti principali:

  • complessivamente nessun posto in meno, neanche per effetto della messa a regime dei vari percorsi di riforma. Nella scuola primaria, ad esempio, deve essere mantenuta complessivamente non solo la stessa dotazione organica dello scorso anno, ma nelle singole scuole non vanno sottratte le risorse derivanti dal tempo scuola a regime a 27 ore anche nelle classi quarte. Tali disponibilità devono restare per l’autonoma programmazione della scuola.
  • la presenza di un richiamo esplicito al rispetto delle norme sulla sicurezza: speriamo serva per ridurre, almeno in parte, il sovraffollamento delle aule-pollaio.

  • per quanto concerne le ore di insegnamento delle materie alternative alla religione cattolica, viene ricordato che il 7 dicembre 2011 è stata rilasciata la procedura per l’invio telematico dei contratti a tempo determinato per l’insegnamento di tali attività che restato regolati dalle disposizioni e dai chiarimenti fino ad ora forniti (nota n. 26482 del 7 marzo 2011).

  • vengono individuate indicazioni più dettagliate per evitare il ricorso massiccio (e non solo nei casi mirati alla salvaguardia delle titolarità) alla costituzione di cattedre oltre le 18 ore contrattuali (speriamo che poi gli Uffici Territoriali Regionali e Provinciali non cerchino di fare i “furbetti” come è accaduto negli anni passati).

Scarica il testo della circolare n. 25 del 29 marzo 2012

Scarica le tabelle con la ripartizione degli organici per regione

Scarica il testo del Decreto interministeriale di ridefinizione dell’orario complessivo annuale delle lezioni delle classi quarte e quinte degli istituti tecnici

Scarica il testo delle attuali classi di concorso su cui confluiscono le discipline relative ai primi tre anni di corso degli istituti di II grado interessati al riordino

Le confluenze per i Licei

Le confluenze per gli Istituti Tecnici

Le confluenze per gli Istituti Professionali

 

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Organici 2012/13: la bozza della circolare ministeriale con le tabelle di ripartizione per regione

Posted by comitatonogelmini su 27 marzo 2012

di Comitato Genitori ed Insegnanti per la Scuola Pubblica di Padova
27 marzo 2012

E’ da ieri che circola in rete una bozza di quella che dovrebbe diventare la circolare sugli organici per il prossimo anno scolastico.

Probabilmente, dopo l’incontro che il ministro Profumo avrà domani con i sindacati della scuola, verrà emessa.

Vi proponiamo di seguito il testo, la ripartizione degli organici che dovrebbe avvenire regione per regione, sottolineando alcune cose:

  • le cattedre complessive per gli organici 2012/13 saranno 600.839, totale invariato rispetto all’anno 2011 2012 (e questa, anche se piccola, potrebbe essere considerata una buona notizia);
  • a perdere cattedre sarebbero principalmente le regioni del sud: la Basilicata (-112), la Calabria (-277) la Campania (-214), Molise (-39), Puglia (-289), la Sicilia (-249);
  • in controtendenza le regioni del nord che contano invece un aumento di organici: Emilia-Romagna con + 392 cattedre, la Lombardia con un un incremento di 218 cattedre, la Toscana con + 226 e il Veneto con +137;
  • A cedere cattedre, generalmente, è la scuola dell’infanzia, insieme alle superiori. In aumento invece gli organici di primaria e secondaria di primo grado:
Ordine di scuola Organico 2012/13 Differenza fra 2012/2013 e 2011/12
Infanzia 81.049 – 167
Primaria 198.614 + 275
Secondaria I grado 132.534 + 342
Secondaria II grado 188.642 – 450

Scarica la bozza della circolare sugli organici

Scarica la tabelle contenenti gli organici per ogni regione, suddivisi per ordine di scuola

Scarica la nota contenente indicazioni sulle classi di concorso su cui cofluiscono le discipline relative ai primi tre anni di corso degli istituti di II grado

Ci riserviamo di produrre successivamente un commento maggiormente approfondito

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Una scuola da… sballo

Posted by comitatonogelmini su 7 marzo 2012

di Pippo Frisone
da ScuolaOggi
7 marzo 2012

Continua il tira-molla sulla scuola. Prima con le dichiarazioni del Ministro Profumo, poi con la bozza del decreto semplificazioni e ancora col testo varato dal consiglio dei ministri e adesso col lavoro delle Commissioni Affari costituzionali e attività produttive della Camera.

Al centro la questione degli organici dell’autonomia col corollario dei 10mila posti aggiuntivi da destinare al recupero, al sostegno, ai bisogni educativi speciali e per estendere il tempo scuola e il tempo pieno.

Nel testo finale emanato dal Governo, la ragioneria generale dello Stato faceva prima sparire i 10mila posti aggiuntivi, mentre sull’ organico funzionale cassava ogni riferimento al blocco dei posti in organico di diritto 2011/12 ( 724.000 cattedre e 233.000 ata) .

Nell’esame in Commissione affari costituzionale con 29 si e 13 no passava un emendamento del Pd che reintroducendo il blocco degli organici del 2011/12, stoppava i tagli di trascinamento per il biennio 12/14 nella primaria e per il triennio 12/15 della secondaria e infine riassegnava agli organici funzionali delle scuole 10.000 posti aggiuntivi con le finalità originarie.

Costo dell’operazione 350milioni di euro.

La copertura di questa spesa, destinata all’istruzione, veniva individuata nell’ aumento delle accise su alcolici, birra e giochi. Ma in tarda serata tutto veniva rimesso in discussione.

La Commissione bilancio, a seguito del ribaltone del governo che in quella sede dava parere negativo, rinviava il testo alla Commissione Affari costituzionali, dove tra l’altro uno dei due relatori, quello del pdl, s’era espresso contro l’emendamento.

Tuttavia il tentativo di trovare una soluzione veniva affidato alla Commissione Industria della Camera.

Un ulteriore rimpallo di responsabilità che la dice lunga su quanto pesi il macigno voluto da Tremonti con l’art.64 della L.133/08.

Mancanza di copertura o copertura insufficiente.

Alla prova dei fatti, smentendo lo stesso Ministro Profumo, il primo a non crederci è proprio il governo tecnico. Se è vero che con la cultura non si mangia , non è neanche vero che con gli alcolici , la birra o i giochi si salva la scuola.

La scuola non ha bisogno di annunci poi smentiti ma di una forte discontinuità col passato che finora non c’è stata.

Bisogna investire sulla conoscenza e per farlo bisogna essere convinti fino in fondo, avendo un progetto di Paese che guardi al futuro.

Questo è l’unico vero limite del governo Monti che magari nel 2013 ci darà il pareggio di bilancio ma per andare dove? La risposta a questa domanda potrà darcela solo un governo politico uscito dalle urne.

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