La scuola è nostra! Miglioriamola insieme

Comitato genitori e insegnanti x la scuola pubblica – Padova e Provincia

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Ancora una volta siamo con voi, popolo delle pignatte!!!

Posted by comitatonogelmini su 12 novembre 2009

turi

Turi Vaccaro, noto pacifista siciliano, è entrato ieri nell’area del Dal Molin accompagnato da una donna vicentina, Agnese, per dar vita alla “semina di S. Martino”. I due sono stati portati al comando Setaf della Ederle dopo essere stati fermati. TURI È TUTT’ORA TRATTENUTO PRESSO IL CARCERE DI S.PIO X di Vicenza. 
dal sito www.nodalmolin.it

  

«L’esempio di S.Martino – scrive Turi –, vescovo che abbandonò la divisa dell’esercito romano, ci è di sprone. Con metà del suo mantello donato al povero ci ricorda che ogni euro speso in armamenti è tolto ai poveri e a tutti i bisognosi». La scelta della data (11 novembre) non è infatti casuale.

Dopo aver scavalcato la recinzione, portando con se bandiere della pace, volantini, un libro sulla guerra nucleare, un disegno di Alice (una bimba di Firenze) e delle palline di argilla che avvolgono dei semi di alberi da frutto raccolti lungo il cammino da Napoli a Vicenza conclusosi l’8 novembre, Turi e Agnese hanno seminato le palline utilizzando il metodo Fukuoka (esperto giapponese in agricoltura non violenta – permacultura – che suggerisce il metodo delle palline di argilla lasciate sul terreno al posto dell’aratura).

 

 «Intendiamo – hanno scritto i due – protestare così, in maniera non violenta, contro l’inizio dei lavori di questa nuova base di guerra»; concludendo il loro testo con le parole del Profeta Isaia: «Pace, gioia, forza e amore, forgiamo le spade in aratri».

Fermati e trattenuti prima al comando Setaf presso il Dal Molin e in seguito alla Ederle, Agnese è stata rilasciata durante in nottata mentre Turi è stato trasferito presso il carcere S.Pio X di Vicenza.

Turi Vaccaro era stato, martedì sera, ospite dell’assemblea del Presidio Permanente; a lui e ad Agnese va il ringraziamento del movimento NoDalMolin, per quel che fa quotidianamente: l’iniziativa di ieri pomeriggio dimostra che ognuno può trovare le sue forme per opporsi concretamente alla guerra e alla militarizzazione. 

Ancora una volta siamo con voi, popolo delle pignatte!

 

La scuola, come la terra e il territorio, sono i luoghi dove costruire progetti di pace. E’ meglio una scuola che un carro armato, dieci scuole che un cacciabombardiere F-35 Lightning II, mille scuole che una base militare. Gli impegni finanziari dei governi per le spese militari sono fondi sottratti all’istruzione: politiche di guerra invece di politiche per l’istruzione e i diritti, per un futuro per tutti.

 

La dignità, il rispetto, l’accoglienza, la PACE si costruiscono a scuola, non con le basi militari e i nuovi sistemi d’arma.

Le mamme, i papà, le/gli insegnanti del Comitato

 

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Cena per Tutti

Posted by comitatonogelmini su 31 agosto 2009

abracciaperte
 
Domenica 6 Settembre 2009 – piazza delle Erbe a Padova

 

Ecco l’invito lanciato alla cittadinanza dal coordinamento “Abracciaperte”:

Sicurezza? Per molti sarà disperazione!

Possiamo accettare leggi speciali contro persone colpevoli solo di essere più sfortunate di altre?

Sono loro la causa della crisi? No! Saranno le prime vittime.

L’attuale legge sicurezza, invece che aiutare chi ha onestamente lavorato e pagato i contributi, lo dichiara colpevole del reato di clandestinità solo perché ha perso il lavoro.

E’ una grande ingiustizia che ci disonora tutti. Anche noi teniamo alla legalità al benessere e alla tranquillità, ma aiutandoci, non respingendoci. La crisi è mondiale, riguarda tutti. E’ ingiusto e crudele scaricarla sui più deboli per salvarci. O affrontiamo la realtà, pur drammatica, insieme, o anche noi ne verremo travolti.
Ci sono tanti modi per dire che non possiamo accettare questa legge-sicurezza e che vogliamo venga cambiata subito.

Il più bello, il più semplice e il più piacevole per noi è mangiare assieme. Come dire che siamo della stessa famiglia, che vogliamo essere e restare amici con gli altri, mai nemici. Che vogliamo condividere l’impegno perché ognuno si senta di casa nella nostra Città. Perché chi si trova in difficoltà possa presto godere di sedersi a tavola con la sua famiglia e i suoi amici con la tranquillità di un lavoro dignitoso.

E’ un modo nuovo di scoprire che ognuno di noi ha bisogno degli altri, di tutti gli altri.

L’iniziativa ha il patrocinio del Comune di Padova e avrà inizio alle ore 18. A conclusione della cena interverrà l’attore Moni Ovadia.

 Per partecipare è gradito un cenno di adesione al numero 049 8070522 (Beati i Costruttori di Pace); chi volessere prestare servizio ai tavoli può contattare il sig. Stefano Talamini (stefano.talamini@tiscali.it).
Tutti possono portare cibo da condividere (insalata di riso, pasta fredda, torte dolci e salate, frutta, bibite, ecc.). 


cena in piazza delle erbeBeati i costruttori di pace – Biolca – Ass. per la Pace – Donne in nero – Ass Nigeriani – Centro aiuto SS Trinità – Caritas diocesana di Padova – Ass. Coop e Solidarietà – AIE – Comunità Eritrea – Ass. Giuristi Democratici – ACLI – VIDES – Fondazione Zancan – Granello di senape – Studio Forenix – CGIL – Legambiente – Ass. Migranti – Centro Universitario – ARCI – Ass JAPOO – ASCAN – Migrantes

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30/08: Dodicesimo giorno di digiuno a sola acqua di don Albino Bizzotto

Posted by comitatonogelmini su 31 agosto 2009

albino a vicenza

 

dal sito www.beati.org

Lo scorso venerdì 28, una gradita sorpresa! Il Presidio No Dal Molin, volendo esprimere la propria gratitudine a don Albino, ha organizzato alla roulotte una serenata: il chitarrista classico, Stefano Grandone, ha suonato tre brani del suo repertorio che hanno incantato tutti i presenti. Don Albino ha ringraziato il Presidio per avergli offerto “un regalo per lo spirito.”

Ieri pomeriggio, la riunione dei movimenti nonviolenti veneti e lombardi ha ringraziato don Albino perché il suo gesto ha stimolato tutti a continuare e, soprattutto, a non accettare l’impotenza di fronte al generale clima di degrado. La presa di coscienza e la partecipazione sono i pilastri dell’impegno nonviolento, hanno dichiarato gli organizzatori: il digiuno di don Albino ha interpellato moltissime persone che si sono date appuntamento per stasera per valutare come dare continuità alla presenza.

La fiaccolata di sabato sera, organizzata dalla Tavola della Consultazione, ha visto una partecipazione bella e affettuosa: centinaia di persone sotto una pioggia battente che non ha scoraggiato nessuno. A sorpresa, don Albino ha fatto a piedi tutto il percorso, dimostrando così di avere ancora qualche riserva di energia. “Per la pace si cammina insieme, afferma don Albino, il mio digiuno è proprio un invito a camminare insieme per la pace.”  E quando la fiaccolata si è fermata davanti alla roulotte ha detto a tutti i partecipanti: “Vi ringrazio. Ho ricevuto mille volte più di quanto abbia dato, in questi giorni, qui a Vicenza. Sono stato sommerso da uno ‘scravaso’ di umanità.”

Aumentano le persone che si fermano per la giornata a digiunare e che passano a salutare, e non solo di Vicenza. Particolare segno di solidarietà e vicinanza viene espressa anche da molti preti vicentini.

L’acquazzone di ieri sera ha reso più fresco e sereno questo dodicesimo giorno di digiuno. La salute regge, l’umore è buono. Domani, lunedì, nuove analisi del sangue.

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Don Albino Bizzotto: quarto giorno di digiuno

Posted by comitatonogelmini su 24 agosto 2009

nodalmolinpalloncini
Continua con regolarità il digiuno di don Albino Bizzotto per interrogare sulla costruzione della Base Usa Dal Molin. La sua roulotte, collocata all’incrocio fra Viale Dal Verme e Viale Ferrarin a Vicenza, è meta di un flusso continuo di persone. Alcune delle quali ogni giorno accompagnano e condividono l’esperienza del digiuno. Un numero in crescendo: si sta arrivando a una decina al giorno.

 

La scelta del digiuno ad oltranza, a sola acqua, vuole interrogare, soprattutto fuori Vicenza, sul significato della costruzione della nuova base Usa Dal Molin, attirando l’attenzione sulla responsabilità comune che tale opera comporta.

Il digiuno sta rivelandosi una grande sorpresa: sembra che tantissime persone stessero aspettando questo gesto per ritrovare ancora la voglia di confrontarsi e riprendere l’impegno insieme.

Sono commoventi le forme della solidarietà: dall’uomo che va alla sorgente particolare per portare l’acqua più fresca e più pura, alle donne che portano una rosa o un fior di malva dal giardino.

Il digiuno va avanti senza trionfalismi, anche perché Vicenza non esprime solo solidarietà. Dalle macchine che passano arrivano a volte anche derisione, insulti e opposizione in generale.

Conforta il fatto che stanno nascendo iniziative fuori Vicenza, come a Rovigo, Mortara, Trieste. Circolano poi in internet inviti ad aderire, e da Vicenza è partita una catena di sms con scritto “porta a don Albino un fiore, un biglietto, una bandiera x la pace x Vicenza”. Arrivano anche adesioni politiche e di associazioni a livello nazionale.

Al quarto giorno di digiuno a sola acqua, don Albino inizia a rallentare le sue attività quotidiane, ma continua a sentirsi bene e ad accogliere con gioia ogni nuova persona che passa a salutarlo. E il quaderno dove ognuno può lasciare il suo messaggio è sempre più pieno.

Tratto da Beati Costruttori di Pace

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Solidarietà a Don Albino Bizzotto

Posted by comitatonogelmini su 18 agosto 2009

margherita per albino
dal “Giornale di Vicenza”
del 18 agosto 2009

Don Albino Bizzoto, leader dei Beati i Costruttori di Pace, comincerà domani uno sciopero della fame per fermare la costruzione della nuova base militare americana all’aeroporto Dal Molin di Vicenza.
      Il sacerdote padovano, noto per l’impegno a favore della pace e dei diritti degli oppressi, spiega che il digiuno a tempo indeterminato «vuole porsi come una presa di coscienza dell’impegno che – afferma – dobbiamo sviluppare insieme, oltre Vicenza».

«D’agosto può succedere di tutto – si legge in un comunicato -. Possono continuare i lavori senza ferie per gli operai che stanno costruendo la nuova base al Dal Molin, mentre gli altri sono a casa, in ferie obbligatorie a causa della crisi, se non licenziati. Ma d’agosto anche la pace può non andare in ferie».

Don Bizzotto, che assumerà solo acqua durante la protesta, sarà a bordo di una roulotte posizionata a Vicenza proprio all’incrocio tra Viale dal Verme e Viale Ferrarin, nei pressi del Dal Molin. «I lavori alla base al Dal Molin fervono senza sosta. Il digiuno – dice Bizzotto – non vuole essere il protagonismo di una persona, ma l’invito a partecipare e a fare informazione. È un’azione che ha bisogno di solidarietà».

bizzotto

 

Il Comitato Genitori ed Insegnanti per la Scuola Pubblica di Padova esprime piene solidarietà a Don Albino Bizzotto ed invita a segnalare questa iniziativa in tutti i blog “NO WAR”

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Il 4 luglio saremo con voi, popolo delle pignatte!

Posted by comitatonogelmini su 27 giugno 2009

E’ MEGLIO UNA e' meglio una scuola che un carro armato        CHE UNe' meglio una scuola che un carro armato!

 (  Scarica il volantino in formato PDF   –   Vai al sito No Dal Molin  )

Il 4 luglio 2009 saremo a Vicenza, con i comitati NO Dal Molin e con il “popolo delle pignatte”, per ribadire insieme il nostro NO ai progetti di costruzione di una nuova base di guerra.

Ci saremo per una montagna di motivi. Due ci teniamo a ricordarli.

Il primo è che in questo anno di mobilitazioni anche noi, come voi del no dal molin, abbiamo imparato a non rassegnarci a decisioni imposte dall’alto.

Se la base militare è in cantiere senza che ci sia stato un minimo dibattito o coinvolgimento delle amministrazioni e delle popolazioni locali, così è stato per la riforma della scuola: in un giorno d’agosto dello scorso anno un sibillino articolo di un decreto legge ha stabilito che la Scuola Pubblica italiana dovesse essere smantellata e impoverita in tre anni consecutivi di tagli pesanti, riduzione degli insegnanti, affollamento delle classi, ritorno al passato.

Abbiamo iniziato a discutere, a riunirci, ad organizzarci. Scuola per scuola, città per città. Mamme, papà, insegnanti. Abbiamo costruito insieme un movimento partecipato per riprenderci la democrazia negata e per inceppare quei meccanismi mediatici che, almeno in un primo momento, volevano nascondere i veri obiettivi delle trasformazioni che cominceremo a conoscere dal prossimo settembre, a partire dalla scuola primaria.

Riunioni, firme, palloncini, assemblee, manifestazioni, feste e proteste. Con pazienza ma con radicalità e determinazione, abbiamo ribaltato nei fatti le intenzioni iniziali del governo: il modello del ‘maestro unico’ e delle ’24 ore settimanali’ è stato totalmente e sonoramente bocciato in tutto il paese al momento delle nuove iscrizioni. Rimaniamo qui, a costruire reti e relazioni, per chiedere con voce ancora più forte scuola pubblica di qualità e democrazia!

Il secondo motivo è perché i vostri sogni e i vostri desideri avranno tanta più forza quanto più riusciremo a condividerli. E noi, ce lo insegnano i nostri bimbi, vogliamo sognare alla grande e anche su questo non siamo certo disposti a rassegnarci.

La scuola, come la terra e il territorio, sono i luoghi dove costruire progetti di pace. E’ meglio una scuola che un carro armato, dieci scuole che un cacciabombardiere F-35 Lightning II, mille scuole che una base militare. Gli impegni finanziari dei governi per le spese militari sono fondi sottratti all’istruzione: politiche di guerra invece di politiche per l’istruzione e i diritti, per un futuro per tutti.

La dignità, il rispetto, l’accoglienza, la PACE si costruiscono a scuola, non con le basi militari e i nuovi sistemi d’arma.

Saremo a Vicenza insieme a voi, mamme e papà delle pignatte, cittadini di Vicenza, per riprenderci la terra e la scuola che ci vogliono togliere, per far crescere un linguaggio e una conoscenza comune.

E per vincere queste battaglie insieme a voi, perché i progetti di guerra e le scelte di sottrazione di risorse alla scuola non portano da nessuna parte. Abbiamo un futuro da costruire e da crescere.

IL 4 LUGLIO SAREMO CON VOI!

Invitiamo tutti i gruppi, i comitati, i coordinamenti del ‘popolo della scuola’ ad aderire e a partecipare con i colori, i palloncini e gli striscioni di questi mesi di mobilitazione.

Comitato genitori e insegnanti per la scuola Pubblica di Padova

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