In data 12 dicembre 2009 abbiamo inviato la seguente lettera con una nostra prima controproposta
Noi genitori e insegnanti del Comitato per la scuola pubblica di Padova esprimiamo la nostra preoccupazione in merito alla modifica dei costi a carico dei cittadini per l’erogazione dei servizi a domanda individuale nel settore dei Servizi Scolastici che l’Amministrazione Comunale sta predisponendo in questi giorni e che saranno inseriti nel Bilancio 2010.
In questo senso proponiamo alla Commissione Servizi Scolastici, all’Assessore ai Servizi Scolastici e all’Amministrazione Comunale di Padova alcune riflessioni, sulla scia del percorso di confronto aperto in materia dall’Assessore ai Servizi Scolastici con i Dirigenti Scolastici, le forze sindacali, i Consigli di Istituto, i genitori. Riteniamo, infatti, che le soluzioni e le scelte più eque non possano che scaturire da un percorso di partecipazione e condivisione con tutti i soggetti coinvolti ed interessati.
Siamo consapevoli delle cause di fondo che stanno costringendo le amministrazioni comunali ad una generale revisione dei costi e della natura stessa dei servizi a domanda individuale: gli ingenti tagli ai trasferimenti ai Comuni da parte dello Stato e, segnatamente in Veneto, della Regione, riduce drasticamente le risorse disponibili per tali servizi. Riteniamo peraltro che questi tagli, costituiscano solo un aspetto, probabilmente il più subdolo, del profondo ed inaccettabile attacco allo stato sociale, ai servizi e ai diritti nel loro complesso che l’attuale Governo sta conducendo. Nel caso specifico della scuola, la scure del governo si è già abbattuta l’anno scorso con centocinquantamila posti di lavoro tagliati e 8 miliardi di euro in meno: una riforma che ci ha regalato una scuola più povera, con meno insegnanti, meno attività formative, classi più affollate. A Padova (qui bisogna mettere i dati dei tagli…). Ora, con il nuovo taglio dei trasferimenti agli Enti locali si riducono ulteriormente le risorse destinate alla scuola.
Tutto ciò per dire che sappiamo distinguere le responsabilità e riteniamo inaccettabili i tagli prima diretti ed ora indiretti che il Governo scarica sul mondo della scuola.
Siamo dunque preoccupati per le ricadute concrete che i piani di revisione dei servizi scolastici, per quanto “imposti”, potranno avere sull’utenza in una fase di diffusa crisi economica e di grande difficoltà per migliaia di famiglie, anche nel nostro contesto territoriale.
E’ allora fondamentale, dal nostro punto di vista, che l’Amministrazione Comunale:
1) prosegua e rimarchi una linea di discontinuità e di differenziazione profonda rispetto alla linea del Governo nei confronti del mondo della scuola, già pesantemente attaccato dai tagli indiscriminati dei provvedimenti Gelmini/Tremonti.
2) si impegni nell’assegnazione, gestione e distribuzione delle (sempre minori) risorse di bilancio per preservare al massimo le prestazioni sino ad ora offerte dai servizi scolastici.
3) operi delle scelte improntate ad una distribuzione dei costi il più equa possibile, con un’attenzione particolare alle fasce di maggior sofferenza.
Nel merito:
1) Nidi.
La priorità rimane certamente quella di ampliare l’offerta pubblica a favore di coloro che sono oggi forzatamente costretti a servirsi del servizio privato (notoriamente assai oneroso e spesso qualitativamente non eccelso). E’ ipotizzabile una modifica delle rette di frequenza, che tuttavia tenda a non gravare in maniera esclusiva sulle fasce più basse. L’intervento sulle fasce più basse riteniamo possa essere realizzato solo a patto che in parallelo vi sia uno strutturale intervento sui Servizi Sociali, per affrontare le situazioni di disagio reale: ad oggi i meccanismi che regolano gli Interventi Sociali sono sovente troppo lenti, farraginosi e spesso non in grado di offrire una risposta adeguata alle effettive esigenze di problemi economici temporanei collegati con il particolare periodo di crisi economica (che, sinceramente, non pensiamo possa avere una soluzione in tempi rapidi).
2) Scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado.
a) Studenti che attualmente godono di esonero totale dal pagamento del buono pasto: l’eliminazione dell’esenzione dal pagamento per le famiglie dai redditi più bassi e l’introduzione per questa fascia di una “tariffa minima” (sia essa relativa al pagamento di una retta per le scuole dell’infanzia che al proseguimento del meccanismo del buono pasto per le scuole primarie e secondarie di primo grado) pensiamo sia realizzabile anche in questo caso solo se associata con la modifica dell’attuale modalità organizzativa degli Interventi Sociali a cui si è fatto riferimento.
b) Studenti che attualmente non godono di esonero totale dal pagamento del buono pasto: l’introduzione di una tariffa unica in sostituzione del buono pasto per le scuole dell’infanzia e di una maggiorazione del buono pasto per gli altri orini di scuola, produrrà inevitabilmente un aumento dei costi a carico delle famiglie a fronte -ovviamente- di un maggiore introito per le Casse Comunali.
Un aumento generalizzato e indiscriminato può causare notevoli difficoltà a quelle famiglie che, pur non godendo attualmente di esenzione-, già ora hanno difficoltà. Per questo riteniamo che sarebbe auspicabile inserire una terza fascia intermedia alla quale proporre il pagamento della tariffa di riferimento(poniamo sotto i 25.000 euro di reddito familiare e il corrispondente reddito Isee), eventualmente aumentando la richiesta di contribuzione per i redditi più alti.
Sappiamo che l’introduzione di meccanismi progressivi costituisce un’operazione gravosa dal punto di vista organizzativo e dei controlli, tuttavia in un sistema nel quale sarà prevista una fascia minima (quella che andrà a sostituire l’attuale fascia di esenzione) e una rimanente fascia per tutti gli altri, ci domandiamo se sia insostenibile l’introduzione di una terza fascia.
In un sistema a tre fasce è ipotizzabile che l’inserimento in prima o seconda fascia sia effettuato solo a richiesta dell’utente: non verrebbe, cioè, richiesta la presentazione dei documenti Isee a tutti gli utenti. Tale operazione dovrebbe quindi avere un carico e un costo organizzativo decisamente minore; per la fascia intermedia, inoltre, trattandosi del pagamento della tariffa di riferimento, la verifica della corrispondenza fra dichiarazioni ed effettiva documentazione comprovante il reddito potrebbe essere introdotta non per tutti i richiedenti, ma solamente su di un predeterminato numero di soggetti a campione: questo ridurrebbe notevolmente l’incidenza dell’operazione.
In subordine o in alternativa si potrebbe intervenire sui bonus scolastici: attualmente per i redditi Isee fra i 7.749 e i 12.914 euro (quelli oltre la fascia di esenzione) è previsto un bonus di 150 euro. E’ ipotizzabile allargare questa fascia (per es. fino ai 15.000 Isee euro) e aumentare la borsa di studio (per esempio fino a 200 euro). In questo modo la fascia dei “non esenti” (ma comunque relativa a famiglie “in difficoltà”) si ritroverebbe a pagare una retta reale di 80 euro e non di 100. Vi sarebbe in tal modo una differenziazione -magari minima ma ugualmente significativa- fra i costi che deve sostenere chi guadagna di più e chi di meno.
Questa complessa riorganizzazione necessita comunque di una riflessione approfondita.
Riteniamo che in essa possano rientrare molti altri aspetti (alcuni di sostanza, altri di valenza più simbolica ma ugualmente significativi ai fini di operare una scelta condivisa e il più equa possibile) che i tempi stretti di approvazione del Bilancio non consentono. Per citarne solamente alcuni: la questione della razionalizzazione nell’organizzazione del servizio mensa e della lotta agli sprechi, la possibilità di inserire dei meccanismi progressivi anche nell’assegnazione dei bonus attualmente assegnati “a pioggia”.
Ci domandiamo allora se non vi siano gli spazi di manovra tecnici ed amministrativi per posporre tutta la questione all’inizio del prossimo anno scolastico, anche in considerazione del fatto che il grosso delle maggiori entrate legate a questo tipo di scelte avrà comunque luogo a partire da settembre 2010.

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