Pubblicato da comitatonogelmini su 2 Settembre 2009
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Contraddizioni
Pubblicato da comitatonogelmini su 11 Novembre 2009
di Marina Boscaino
da stampanonrassegnata
8 novembre 2009
Leggo sul “Corriere della Sera” di oggi un pezzo di Giulio Benedetti che riferisce di uno studio della Banca d’Italia, che ho scaricato e che mi accingo a studiare, che dimostrerebbe che un buon diploma e una buona laurea significano una maggiore possibilità di trovare un’occupazione, salari più elevati ecc: in conclusione, un ritorno dell’8% del capitale investito per ciascun anno di corso (al Sud il 9%). Un rendimento medio privato per ogni anno di istruzione ben maggiore di qualunque altra forma di investimento. E questo solo per considerare il guadagno individuale derivante dalla formazione, trascurando quindi le “economie esterne” e i vantaggi che toccano tutta la collettività.
Molto bene, in fondo la conferma di quanto – in termini differenti – pansiamo, diciamo, scriviamo da anni. Che va a corroborare con dati economici una serie di altri concetti – la cultura emancipante, la cultura come rafforzamento della cittadinanza, la cultura come costruzione di identità, la cultura come creazione di lavoratori più felici e consapevoli – che ci porta a individuare nelle politiche di risparmio con cui da anni si gestisce la scuola della Repubblica una delle più colpevoli mortificazioni del processo di crescita del Paese.
Quello che decisamente stupisce è il commento di Gelmini ai dati evidenziati dallo studio degli economisti Cingano e Cipollone: «Il modo migliore per rispondere alla crisi è prendere atto che siamo nella società della conoscenza, e dunque occorre attrezzarsi». Verba volant, lo sappiamo. E nessuno si prenderà mai la briga – in questo come in molti altri casi – di inchiodare Gelmini all’incoerenza delle sue affermazioni. Alcuni dei modi che hanno scelto: distruggere il sistema del team e delle compresenze alla scuola primaria, indicato in tutta Europa come un modello didattico estremamente efficace; decurtare 140.000 unità di personale scolastico; aumentare il rapporto alunni/docente per classe; ideare una “riforma” della scuola secondaria che taglia tempo scuola, discipline, laboratori e – di conseguenza – sostegno per i diversamente abili, inclusione per i migranti; annullare qualunque possibilità di biennio unitario, che avrebbe consentito di continuare a sperare in un innalzamento dell’obbligo scolastico a 16 anni. Decidere, infine, di indicare nella scuola lo strumento per la definitiva divaricazione tra destini socialmente determinati: i nati bene al liceo; gli altri al tecnico e al professionale. L’operazione frutta allo Stato 8 miliardi di risparmio (l’ammontare dei tagli). Una cifra che forse ci suggerisce che la cultura e il danaro non sono beni omologabili ed equipollenti. E che il rendimento del singolo individuo non ha lo stesso senso del rendimento di uno Stato.
Il “risparmio” di Gelmini avrà un doppio effetto: ridurre la qualità del servizio (pertanto la stessa prestazione costa ai cittadini di più e il rendimento individuale scende); rendere i cittadini meno produttivi qualora non suppliscano con la spesa privata, essendo la qualità del servizio diminuita.
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Parole in ordine sparso
Pubblicato da comitatonogelmini su 11 Novembre 2009
di Enza Lasaracina
da www.retescuole.net
Accorpiamo pure!
Mi hanno insegnato che le parole, oltre a veicolare senso, trasformano la realtà… anzi contribuiscono massicciamente a ri-crearla.
Prendiamo la parola “accorpare” che, nel contesto scolastico, crea una nuova realtà: se fosse davvero un’emergenza la vedremmo usata soltanto nel caso in cui salendo una rampa di scale l’insegnante di “turno” si spezzasse l’osso di un ditino del piede…
E invece no. Non è mai stato così (per fortuna del piede del prof…).
No. Non è così già da qualche anno: quando manca l’insegnante di “turno”, non ci sono soldi per nominare supplenti. Questo non è un accidente. Ormai è una “costante”…
Come trasformare una scomoda “costante” in comoda “realtà”? Usiamo la parola “accorpare” anziché “dividere” per nominare lo stesso fatto!
Il “fatto” è presto detto: se manca il docente della classe, gli alunni vengono divisi in gruppetti di sei/sette unità, QUINDI (e cioè DOPO la “divisione”) vengono “accorpati”, cioè immessi in altre classi…
Ma ci hanno inoculato nelle menti, con una parolina piccina piccina, che in fondo –accorpando- si tratta soltanto di alzare il numero degli alunni per classe.
E invece no: si tratta –innanzi tutto – di “divisione” e questa parola veicola una scomodissima realtà che non vogliamo più nemmeno nominare con parole adeguate…
Dividiamo pure!
Mi hanno insegnato che le parole hanno anche un “mare di senso”… e allora comincia il giochetto linguistico che dovremmo fare noi adulti -nel contesto scolastico- con la parola “dividere”.
Uhm, vediamo: DIVIDERE – DISPERDERE – PERDERE – SPRECARE – SPENDERE MALE – SPIEGARE MALISSIMO – IMPARARE PEGGIO… e per finire – PAGARSI (chi può) LEZIONI PRIVATE…
Ma che stiamo a “chiacchierare” sempre? Sostegno ridotto? Compresenze sparite? Tempo Pieno perduto? Che cosa stiamo a guardare? Il pelo nell’uovo?
Ora ci mettiamo a blaterare anche di “accorpamento”? Ma che si badi a fare i docenti? Che cosa ne possiamo sapere noi di “politiche scolastiche” e non? Non ci impicciamo!
Ci sono “le grandi opere” da fare.
La “realtà” ci impone scelte che non possiamo capire!
Il “diritto allo studio”?
Roba di un “altro” mondo!
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Jahalin – La bio-scuola italiana per i beduini minacciata dai coloni
Pubblicato da comitatonogelmini su 10 Novembre 2009
di Michele Giorgio
Palestina
La struttura costruita con materiali alternativi rischia di essere demolita se la Corte suprema darà ragione a Kfar Addumim.
Una scuola per 60 bambini delle famiglie beduine dei Jahalin, tra Gerusalemme e Gerico, senza fondamenta ma ugualmente stabile e resistente, fatta di 2.200 pneumatici, fango, travi di legno, lamiere e isolante. È costata appena 35mila euro ed è stata realizzata della onlus Vento di Terra con l’aiuto economico di tre comuni lombardi, delle suore comboniane e della Cei. Ad inaugurarla c’erano giovedì scorso il console generale d’Italia Luciano Pezzotti, i sindaci di Corsico, Cesano Boscone e Rozzano, le autorità palestinesi, i responsabili di Vento di terra e i rappresentanti delle famiglie Jahalin. Presente anche l’ingegnere 29enne Diego Torriani che, assieme a quattro colleghi, ha progettato i tre fabbricati speciali che accolgono decine di bambini prima costretti ad andare a scuola a Gerico. Eppure questa iniziativa, senza precedenti nei Territori occupati, che si fonda su costi bassi e il riciclaggio di materiali, è destinata a interrompersi presto. I coloni israeliani del vicino insediamento di Kfar Adumim, illegale per le leggi internazionali, hanno presentato all’Alta Corte di Giustizia una richiesta di demolizione della scuola (e di tutte le casette di lamiera dei beduini) perché costruita «senza permesso». Ma i pericoli non si fermano qui.
«Le prospettive sono nere – spiega l’avvocato israeliano Shlomo Lecker, che assiste legalmente i Jahalin – accanto alla denuncia dei coloni c’è anche una richiesta di demolizione immediata fatta dalla società pubblica per lo sviluppo della rete stradale che, proprio nell’area della scuola, intende allargare la superstrada tra Gerico e Gerusalemme». I bambini di Jahalin e i loro genitori, che a metà settimana festeggiavano assieme agli ospiti internazionali, rischiano perciò di rimanere senza la loro scuola se, lunedì prossimo, i giudici dell’Alta Corte daranno ragione ai coloni residenti nell’illegale Kfar Addumim. Per i Jahalin sarebbe un nuovo duro colpo. Questa comunità beduina, già costretta nel 1948 a lasciare il Neghev, da anni subisce evacuazioni forzate e demolizioni. «Questa scuola rappresenta l’attaccamento allo nostra terra e la volontà di continuare a viverci» ha spiegato un rappresentante dei Jahalin durante la cerimonia di inaugurazione. E in questi giorni tremano anche i beduini di Kissan, a qualche km da Betlemme, dove l’esercito israeliano minaccia di demolire l’ambulatorio medico, l’unico a disposizione di centinaia di persone, aperto di recente dalla Ong italiana Disvi in collaborazione con il ministero della sanità palestinese. Anche in questo caso si parla di «costruzione illegale».
La «scuola di gomma» dei Jahalin, secondo l’avvocato Lecker, potrebbe essere abbattuta dalle ruspe nel giro di qualche settimana. Con essa verrà distrutto anche un progetto che ha destato molto interesse. Il pneumatico, lo confermano studi internazionali, è un materiale resistente nelle costruzioni. Le gomme riempite di terra e pietre, posizionate a file sfalsate, assicurano una elevata elasticità. L’intonacatura esterna inoltre garantisce la protezione dei pneumatici ai raggi solari, evitandone il deterioramento o il rilascio di sostanze nocive. L’utilizzo dei materiali riciclati nei fabbricati ha avuto successo in varie parti del mondo e potrebbe rivelarsi un vero e proprio investimento per i palestinesi privi di risorse. E il presidente di Vento di Terra, Massimo Rossi, già pensa a Gaza. «Questo tipo di edifici – ci spiega – potrebbero essere una valida alternativa alle costruzioni ordinarie, visto che Israele non lascia entrare il cemento in quel territorio».
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Senza parole…….
Pubblicato da comitatonogelmini su 9 Novembre 2009
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La Cei chiede aumento di fondi per l’istruzione non statale
da www.tuttoscuola.com
Il presidente della Cei, cardinal Angelo Bagnasco, ha aperto nel pomeriggio l’Assemblea Generale dei vescovi italiani. In questa occasione, ha auspicato che, per quel che riguarda “i fondi destinati al sistema dell’istruzione non statale, cioè alla scuola libera“, “le cifre inizialmente previste con decurtazioni consistenti, possano essere prontamente reintegrate in modo da consentire agli enti erogatori dei servizi di mantenere gli impegni già assunti”.
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Sognare l’impossibile…
Pubblicato da comitatonogelmini su 8 Novembre 2009
di Claudia Fanti
7 novembre 2009
da www.edscuola.org
Carissime/i,
dove sta andando la scuola dei piccoli? Non si sa più, sta navigando a vista, sta procedendo giorno dopo giorno arrangiandosi, letteralmente abbandonata a se stessa. Non interessa più! E’ carta straccia, come carta straccia è la mole di lavoro condiviso da generazioni di maestre/i abituati ad arrovellarsi per condividere, creare percorsi interdisciplinari, per mettere in discussione il proprio modo di insegnare confrontandolo nei team. Valutazione, attenzione acquisita in materia di competenze, conoscenze, abilità, saperi, saper essere e saper fare, metodologie e didattiche cooperative, analisi delle discipline e dei nodi concettuali…puff! Rimane un pallido ricordo che quotidianamente deve affrontare l’abbandono economico, le ristrettezze di personale e materiali… sempre di più…sempre di più…I frammenti si frammentano fino a divenire polvere…
L’attenzione di esperti di settore, riviste specializzate e siti si è spostata su altri temi, quali l’orientamento, l’integrazione, la valutazione di sistema, l’uso della rete e via dicendo…Temi grandi che tuttavia non hanno più radici, in quanto non attecchiranno mai su una scuola elementare che è sparita, che è diventata un fantasma, che fluttua grazie soltanto alle buone volontà individuali messe a dura prova giornalmente dall’esigenza di supplire, tamponare, economizzare…Una scuola che rimpicciolisce, che non si aggiorna più, che accoglie raramente giovani supplenti spauriti, complessati di aver scelto un lavoro precario, senza sponde, senza riconoscimento sociale e culturale…giovanissimi che si trovano lì per caso quando il giro dei “vecchi” insegnanti è ormai giunto alla fine della possibilità di sostituire colleghi assenti per malattia con l’utilizzo delle compresenze.
I Collegi dei Docenti si accartocciano, si ripiegano in diatribe riguardanti il come organizzare l’inorganizzabile, il cosa fare per tirare la cinghia, non più un volo, non più un desiderio di approfondimento culturale…Collegi zittiti da politiche becere che impongono il silenzio, non certo con il manganello ma con qualcosa di ben più aggressivo: il disprezzo, il dileggio della scuola elementare, il non riconoscimento di anni e anni di dignitoso lavoro al servizio della comunità.
Ma che riforma è, che riordino è quello che dipende da un ministero ignorante, sottomesso alle scelte economiche del solo risparmio, buon sensista, qualunquista, propinatore di favolette per il popolo bue? Ogni giorno ce lo chiediamo e stringiamo i denti, perché ben poco d’altro ci resta da fare. C’è chi si rifugia nei libri, chi nel proprio ego convincendosi che il miglior modo di insegnare è il proprio e che le vicine e i vicini di aula sono poveretti “insapienti” e insipidi, c’è chi si ostina a chiamare in causa i sindacati, c’è chi cerca di non fare il maestro unico a tutti i costi studiando a tavolino il sistema per avere orari flessibili, attimi di scambio, poi si accorge che la cura è peggiore del male perché gli orticelli vengono comunque divorati da un seminativo globale che avanza desertificando tutto il resto…
Si è cominciato dalla desertificazione della scuola dei piccoli e via via l’espansione del peggio si ramifica verso quella dei meno piccoli, dei grandi e verso le loro famiglie speranzose, soprattutto quelle che non si rendono conto di ciò che succede tra i banchi di scuola, quelle che avevano creduto nella favoletta dei risparmi indolori, in un livello qualitativo migliore…Ci attendiamo già che le prove Invalsi del prossimo anno daranno risultati ottimi e abbondanti, tanto per consolare l’opinione pubblica.
Carissime/i, permettetemi una divagazione: avete avuto l’opportunità di seguire in TV la pubblicità in onore delle Forze Armate prima del 4 novembre? Avete notato la sfilata sorridente dei militari in mezzo alla gente che applaudiva, intenerita e benevola, addirittura pacche sulle spalle per incoraggiare i missionari di pace del nostro esercito?
Ebbene, per un attimo mi sono ingelosita e ho pensato: “Santo cielo, se una tale pubblicità progresso venisse fatta per il lavoro dei docenti, per sostenere il sapere, il suo valore…che bello!!!”
Va be’, è stato un momento di infantilismo, lo ammetto…ma lavorando con le bambine e i bambini si impara a sognare l’impossibile …
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Crocifisso sì, crocifisso no: è la scuola che è in croce!
Pubblicato da comitatonogelmini su 6 Novembre 2009

Il putiferio mediatico di questi giorni legato alla sentenza della Corte Europea sull’esposizione del crocifisso non ci sorprende. Ci avvilisce.
Il tripudio di dichiarazioni, di articoli di giornale e di commenti televisivi dimostra ancora una volta, semmai ce ne fosse bisogno, l’inettitudine e l’ipocrisia di buona parte del mondo politico e dell’informazione: ci riferiamo alle dichiarazioni sdegnate dei politici che oggi guaiscono contro l’attacco alla nostra identità cristiana (ma anche a taluni paladini della laicità che non hanno mai proferito parola sui problemi della scuola, e sul fondamentale tema della pluralità religiosa e culturale al suo interno, per i quali questa vicenda rappresenta solo un’occasione per diramare l’ennesimo comunicato stampa…). Ci riferiamo agli organi di informazione che oggi ci ammorbano con pagine, trasmissioni, sondaggi e televoti su crocifisso sì, crocifisso no: apriamo il dibattito!
Si tratta – quasi sempre – degli stessi politici che in croce hanno messo la scuola, privandola di mezzi e risorse finanziarie, tagliando un numero sconsiderato di docenti, intervenendo in tutti i modi per cancellare il ruolo dell’istruzione pubblica.
Si tratta degli stessi mass media che per mesi si sono prestati e hanno stimolato la salottiera discussione sui grembiulini e sul maestro unico, per poi stendere un totale e impenetrabile velo di silenzio sulla situazione disastrosa in cui oggi versa la scuola pubblica.
Oggi la scuola rischia di andare a rotoli e fa acqua da tutte le parti. Tra i punti dolenti che sono oggetto di un pervicace attacco da parte dell’attuale Governo, volutamente ignorati dalla stampa, c’è sicuramente anche la questione della laicità della scuola: parliamo del diritto quotidianamente negato all’ora alternativa, dell’impossibilità di aprire una discussione seria sulla riforma dell’insegnamento della religione cattolica in favore di un più sensato insegnamento di storia e cultura delle religioni, del fatto che siamo l’unico paese in cui i docenti di religione sono pagati dallo Stato ma scelti dalla Curia, del fatto che un Ministro possa tranquillamente ignorare una sentenza di Tribunale che – con buon senso – esclude gli insegnanti di religione dagli scrutini e dalla possibilità di assegnare crediti formativi, semplicemente per evitare assurde disparità con gli studenti che non si avvalgono dell’insegnamento della religione cattolica.
Di tutto questo – che costituisce il vero terreno su cui si concretizza il tema della laicità della scuola – non si parla. E’ più comodo aprire e chiudere rapidamente una bella e salottiera discussione sui crocefissi.
Noi genitori e insegnanti, che ai salotti continuiamo a preferire i banchi di scuola, a questo teatrino non ci prestiamo.
Comitato Genitori ed Insegnanti per la Scuola Pubblica di Padova
Sul tema vi segnaliamo questi contributi:
- articolo di Don Enzo Mazzi da “Il Manifesto” del 5 novembre 2009
- articolo da “Il Mattino di Padova” del 5 novembre 2009
- Crocefisso e sentanza Ue: se lo stabilissero i docenti? da Retescuole
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Chissà se ora che è morta vi faranno leggere a scuola Alda Merini
Pubblicato da comitatonogelmini su 5 Novembre 2009
di Doriana Goracci
da fuoriregistro
(Sono una piccola ape furibonda.)
Mi piace cambiare di colore.
Mi piace cambiare di misura.
Cari studenti delle scuole italiane, leggete ancora Ada Negri, mandate giù a memoria l’ Adelchi e anche qualche brano dei Promessi Sposi? La Ginestra vi hanno detto che non è solo un fiore forte e selvaggio? Oggi vi dico, pretendete che vi facciano leggere Alda Merini, che la biblioteca della scuola abbia i suoi libri di poesia, da comprare con la cassa comune, cercate come un tesoro notizie della sua vita, ne scoprirete tante di gemme.
Voi copiatela, scopiazzatela , rubate le frasi, scrivetele sui diari e nelle mani, anche su un muro, che tanto fanno schifo quelli delle città. Fatevi carezzare da questa matta, scomparsa oggi a qualunque sguardo non a quello di chi ancora fruga tra le sue parole, i sogni…Ogni mattina, un piccolo morso, un assaggio, un ripasso d’amore di normale follia…”Cambierà Schiena dritta contro il vento…”
Da “La carne degli angeli”
Fosse mai scesa una carezza
che attraversasse i secoli
come una lama aperta.
Oh strazio della mia mente
che ha amato un ragazzo libero
che non conosce patria
ti avrei rinchiuso in un manicomio
se le lacrime verdi del tuo sguardo
non mi avessero regalato canzoni
Alda Merini
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Gli smistati
Pubblicato da comitatonogelmini su 5 Novembre 2009
di Carolina Rollier
Lucca 5 novembre 2009
da www.retescuole.net
I soldi mancano per la scuola e i dirigenti non sanno cosa fare per far fronte alle diverse necessità: dall’acquisto di carta igienica al pagamento dei supplenti e degli insegnanti di sostegno. Ogni giorno, in tutte le scuole italiane, i bidelli gestiscono gli ” smistati”. Questi sono una nuova categoria all’interno della scuola. Fino ad ora, in un consiglio d’istituto venivano rappresentati: docenti, non docenti, genitori, alunni e preside. Ora bisognerà riformare il regolamento ed inserire gli ” smistati”, esercito di ragazzini che vagano per i corridoi in cerca di un banco disponibile. Le super bistrattate bidelle diventano capo branco e bussano ad ogni classe alla ricerca di un posto disponibile. Il professore di turno viene disturbato per anche la prima mezz’ora di lezione, da continue richieste in tal senso.
Bambini esonerati, ops, che non si avvalgono dell’IRC e cioè che hanno scelto l’ora alternativa e bambini il cui prof è malato. I ragazzini comunque ULTIMI.
Ultima la scuola per questo governo, ma io direi per questo paese che non ha mai investito molto nel “settore del futuro”.
Il mio lavoro mi mette in contatto con il pubblico e incontro spesso docenti di tutti i gradi. Non c’e’ nessuno di questi, dico nessuno, che mi dica quanto è contento della nuova riforma. Docenti di destra, di sinistra, aperti, bigotti, di qualsiasi età e, forse, religione. Mi piacerebbe tanto che la Ministra passasse qualche ora a fare il capo branco smistati a scuola dei miei figli, o dei vostri. E che ci raccontasse dopo le sue impressioni. Ma con lei mi piacerebbe ci fosse Tremonti. Non sto facendo della facile ironia.
Questo governo si vanta del suo pragmatismo. Ottimo, allora pragmaticamente andiamo a vedere cosa succede.
I valori di cui si parla ora, disciplina, ordine, organizzazione, merito, come possono passare ai ragazzini, se trattati come bestie al pascolo? Che tipo di autorevolezza viene espressa agli “smistati”? Mi piacerebbe ancora di più vedere un solo sindacato unito sotto il nome del futuro della prossima generazione, che iniziasse a battersi unitariamente, magari anche solo su tre temi fondamentali relativi alla scuola
Iniziate da tre.
Mi piacerebbe che le diverse categorie rappresentanti la scuola (compresa quella nuova degli smistati) fossero in grado di unirsi pragmaticamente per far fronte a questa totale mancanza di risorse.
Sarei così felice di ricevere risposta dal Ministro e dal/i sindacato/i.
Un saluto affettuoso a chi mi ospita su questa pagina
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Nessuna risposta dal Ministero dell’Istruzione: le associazioni dei bambini diversamente abili pensano di uscire dalla Consulta
Pubblicato da comitatonogelmini su 5 Novembre 2009
da www.superando.it
Roma, 5 novembre 2009
Erano moltissime le associazioni aderenti alla FISH (Federazione per il Superamento dell’Handicap) e alla FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali dei Disabili), presenti a Roma all’attesa riunione della Consulta Ministeriale dell’Osservatorio sull’Integrazione Scolastica.
E tanti erano anche i quesiti formalizzati nei giorni precedenti in un documento in dieci punti, prodotto congiuntamente dalle stesse FISH e FAND: dall’eccessivo numero di classi con oltre trenta alunni (di cui anche quattro, cinque o addirittura sette con disabilità certificata), alla mancata previsione di un adeguato numero di semestralità formative sulla didattica dell’integrazione scolastica nel regolamento in via di emanazione sulla formazione iniziale di tutti i docenti; senza dimenticare – tra gli altri problemi – la mancata contrattazione con le forze sindacali circa l’obbligatorietà della formazione in servizio di tutti i docenti di classe, per far sì che anch’essi possano occuparsi con competenza dell’inclusione degli alunni con disabilità, senza delegarla ai soli insegnanti di sostegno.
Per conto del Ministero, sono intervenuti all’incontro alcuni Dirigenti Generali che – pur comprendendo l’urgenza delle richieste provenienti dalle organizzazioni di persone con disabilità e dei loro familiari – non hanno potuto fornire alcuna risposta che richiedesse decisioni politiche.
Di fronte a ciò, i rappresentanti delle Federazioni FISH e FAND hanno dichiarato che sottoporranno presto ai rispettivi Consigli Direttivi la proposta di uscire dalla Consulta, alla luce dell’ormai perpetua latitanza del Ministro Gelmini di fronte a istanze tanto urgenti.
In tal senso, la decisione delle due Federazioni – che rappresentano, va ricordato, la quasi totalità delle associazioni italiane operanti nel campo della disabilità – verrà resa nota il 10 novembre prossimo.
Ufficio Stampa FISH
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E’ ora di provare a far qualcosa!
Pubblicato da comitatonogelmini su 2 Novembre 2009
care/cari tutti…
Il lavoro che vi presentiamo è frutto delle riunioni svolte a livello regionale negli ultimi due mesi dalle realtà sorte lo scorso anno scolastico che, con la sigla collettiva “Coordinamento Veneto dei Comitati Buona Scuola” erano riuscite a raccogliere più di 32.000 adesioni alle richieste alternative di iscrizione alla scuola primaria, bocciando in modo netto e sonoro la scelta (tutta politica ed economica, non certamente didattica) del cosiddetto “Maestro Unico”, imposto senza nessun tentativo di discussione e di condivisione dal Ministro Gelmini.
Abbiamo ripreso a lavorare insieme perchè riteniamo che i tempi siano nuovamente maturi per provare a far qualcosa!
L’obiettivo? Raccontare i “tagli” che le nostre scuole, le scuole dei nostri figli, stanno subendo in questo primo anno di applicazione della controriforma Gelmini; perchè questi tagli stanno stretti a tutti (a sinistra come a destra..), perchè l’anno prossimo sarà ancora peggio!!!
C’è troppo silenzio!
Evidentemente chi decide ha pensato che, avendoci parzialmente assecondato con alcune blande concessioni in tema di tempi scuola (concessioni che ci siamo ampiamente meritate dopo l’enorme sforzo profuso nella scorsa primavera…), fossimo soddisfatti e che la nostra mobilitazione fosse conclusa.
Non è così! La nostra fatica è ora orientata a difendere la qualità (oltre che la quantità..) del servizio nella NOSTRA SCUOLA PUBBLICA.
Per questo vi proponiamo di compilare la scheda
CONTIAMO I TAGLI DELLA GELMINI!!!
perchè solo chi vive nella scuola (come insegnante, non docente, genitore, studente…dirigente!!!) può effettivamente dire quali sono le situazioni di insostenibile emergenza generate dai provvedimenti ministeriali, solo chi vive nella propria scuola può raccontare il disagio con cui si vive la lenta demolizione che, nel silenzio totale, avanza.
Le Schede vanno compilate e inviate all’indirizzo mail buonascuola.comitativeneto@gmail.com
Saranno uno strumento comune per dire al Ministro che la Scuola Pubblica di Qualità non si arrende, per costruire un “libro bianco” che fotografi la veritiera situazione attuale e non quella, falsa e accomodante, che il Ministro Gelmini continua a raccontarci.
A Padova e provincia per informazioni contattateci presso
Per smetterla di fare silenzio!!!
Nelle assemblee, negli incontri…tra genitori, insegnanti, ATA, RSU, Dirigenti Scolastici. Ognuno nei propri ambiti.
Cominciamo a muoverci, insieme ce la possiamo fare!!!
Coordinamento Veneto dei Comitati “Buona Scuola”
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